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Se si volessero trovare degli aggettivi per descrivere Vico Magistretti sarebbero: originale, brillante, innovativo, intuitivo, controcorrente. Vico Magistretti è una figura davvero eclettica che ha saputo rinnovare l’architettura italiana anche legata al design. Sebbene la sua fosse una personalità esuberante, ogniqualvolta lo definivano “artista”, amava rispondere: “Mi arrabio quando mi dicono che sono un artista…cioè, non mi arrabbio ma sono fondamentalmente un architetto”.

E’ proprio il suo rimanere con i piedi per terra, senza prendersi mai troppo sul serio che ha fatto di Vico Magistretti un uomo di cultura a “tutto tondo”, capace di stupire con poco vedendo al di là del semplice oggetto e potenziando le trasformazioni artistiche legate ad esso. Dalani è quindi lieto di dedicare questa pagina a lui, il grande Vico Magiastretti, che ha segnato la storia dell’arte italiana.

Vico Magistretti: tra contaminazioni artistiche e trasferimenti

Milano, 6 Ottobre 1920 – Nasce Vico Magistretti – la sua futura professione di architetto sembra già segnata, essendo cresciuto a pane ed arte grazie alla sua famiglia contraddistinta da noti architetti. Il padre di Vico Magistretti collaborò alla progettazione dell’Arengario di Piazza Duomo e il suo bisavolo, Gaetano Besia, si occupò della costruzione del Reale Collegio delle Fanciulle Nobili a Milano. La passione di Vico Magistretti per l’architettura prese vita sin da subito, infatti, dopo il liceo iniziò a frequentare la facoltà di Architettura. In Svizzera, luogo che lo accolse nel 1943 per evitare la deportazione in Germania a causa della guerra, ebbe modo di seguire alcuni corsi presso l’Istituto Champ Universitaire Italien. La Svizzera fu il viaggio della svolta anche grazie alla conoscenza con Ernesto Nathan Rogers, personaggio che affascinò Magistretti dal punto di vista professionale ed intellettuale e che l’artista riconobbe come il suo mentore. Una visione dell’architettura sempre più ampia colse la mente dell’architetto che, dopo essere ritornato a Milano, si laureò in Architettura per poi iniziare la sua attività professionale presso lo studio del padre. In questo luogo rimase ancorato per tutta la sua vita occupandosi di importanti progettazioni ad oggi ancora molto famose.

La ricostruzione in Italia

Nel 1949, tanti furono gli edifici da ricostruire e numerosi progettisti accorsero per prenderne parte. Tra questi anche Vico Magistretti che sentì il desiderio di proporre una nuova visione – più moderna – di architettura. L’artista sperimentò e diede libero sfogo alla sua creatività concependo opere intuitive che incontrarono il gusto della tradizione in rivisitazione attuale.

Milano, 1950: punto di riferimento culturale per l’architettura e il design.
Vico Magistretti divenne una delle più importanti figure all’interno del panorama italiano legato all’arte, grazie alla sue continue iniziative progettuali. Tra queste ricordiamo le più importanti:

Chiesa di Santa Maria Nascente
• Torre al Parco in via Revere
• Sede del Dipartimento di Biologia dell’Università Statale

Il periodo inglese di Vico Magistretti

L’amore nei confronti dell’architettura permise al grande Vico Magistretti di affiancarsi a nomi importanti del design mondiale. Artemide, De Padova, Olivari, Fontana Arte, Fritz Hansen. Con queste aziende realizzò brevetti progettuali significativi che diedero vita ad incantevoli prodotti che ancora si contestualizzano con grande soddisfazione in abitazioni dal gusto unico.
Il Royal College Art di Londra ebbe il piacere di vedere Vico Magistretti presente in rilevanti lezioni di architettura e lo nominò in seguito membro onorario. Il mondo anglosassone affascinò molto il grande artista e il reciproco amore dell’Inghilterra verso di lui gli conferì sempre molti compiacimenti. Nel 1986 il Society of Industrial Artists and Designers gli conferì una prestigiosa medaglia d’oro. Vico Magistretti fu un illustre architetto che rigenerò l’Italia e i paesi oltre il confine. New York lo vede protagonista al MoMA dove sono esposte le sue opere presso la collezione permanente. Anche il Victoria and Albert Museum di Londra e il Museum die Neue Sammlung di Monaco di Baviera vantano i suoi progetti dal fascino intramontabile. Dopo la sua morte il suo noto studio divenne sede della Fondazione Vico Magistretti, nata nel 2010 e dedicata alle opere del grande maestro.

“Design è guardare gli oggetti di tutti i giorni con occhio curioso”.
Vico Magistretti

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