Milano tra simmetria e colori - Casa arcobaleno

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“Sono l’eminenza grigia che si cela dietro ai grandi nomi del lusso, con i quali collaboro attraverso la direzione creativa e la consulenza”. Una presentazione importante capace di raccontare alla perfezione il lavoro di Lorenzo De Fant. Designer, collabora con prestigiosi brand del lusso donando una forma materiale e percepibile al concept che di quei marchi rappresentano l’anima, il percorso.. Il successo. Siamo andati a trovarlo nella sua casa di Milano, perfetta combinazione tra simmetria e colori. Un luogo immerso nel tempo, dove arredare fa rima con D’Annunzio.

Luxury Style: il design del dettaglio

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Un outfit total black e un sorriso che esplode all’improvviso. Così Lorenzo ci accoglie anticipando con un’esplicita comunicazione non verbale quelli che sono i poli tra i quali oscillano la sua personalità e il suo lavoro. “Sono l’eminenza grigia dietro i grandi nomi del lusso”. Una frase che ci torna in mente quale filo conduttore del racconto del designer. “Nel mio lavoro ho ampia libertà di creazione e cerco sempre di dare qualcosa in più. Il mio punto di forza è l’attenzione al dettaglio”. Affermazione subito più che confermata dalle citazioni degli accessori firmati Fornasetti e Hermès, i quali, come ciliegine sulla torta, rifiniscono con fare iconico il tavolo di fronte al divano, firmato Ligne Roset, con grandi cuscini rossi, che ne richiamano i profili. “Il dipinto sopra il divano, Embedded, è di Dusa Jesih.” prosegue Lorenzo. “Quello piccolo sulla destra è opera di Monica Trastoy. Gli imbottiti sono invece di Maxalto. Ho adorato da subito il velluto. E’ un materiale che non avevo mai usato prima”.

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“I miei amici definiscono la mia casa la residenza cardinalizia. Sia per il colore rosso cardinale del divano, sia per quel lato della mia personalità creativa che mi porta a rimanere sempre nell’ombra”. E in un freudiano gioco di parole, ecco che quell’ “eminenza grigia che si cela“, con il quale la nostra conversazione ha avuto inizio, si spiega e si conferma. “Sono un animale notturno. Da mezzanotte alle quattro sono molto più creativo”.

Casa tra arte e libri.

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“Tra le arti, mi sento più affine all’architettura e alla pittura, ma senza tralasciare la letteratura. Non posso fare a meno di cercare nel passato per scoprire ciò che è stato, il perché di quello che è successo. Qualche nome? D’Annunzio, Portaluppi e Klimt. Autori che per me rappresentano l’essenza di quelle arti, accomunati da fortissimi rimandi al passato nei loro lavori”.

Milano: storia e arte da vivere… Su due ruote

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Ma qual è la storia di un designer agli antipodi, il cui successo risiede nella capacità di creare lontano dalla ribalta? 

Sono trentino. Vivo a Milano ma le mie origini sono francesi da parte di padre (elemento che spiega quell’aura Bohemienne che sembra avvolgere Lorenzo) e gitane da parte di madre (componente che, siamo sicuri, sia non poco coinvolta nella passione per i viaggi coltivata dal padrone di casa). Mi sono trasferito qui quindici anni fa per studiare design e non ho più lasciato questa città”.

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Cosa amo di Milano? Quattro cose in particolare. Villa Necchi Campiglio, quale splendida cornice per il contrasto tra lo stile di Portaluppi e quello di Buzzi. Il cimitero monumentale. Giacomo Bistrot, adoro Peregalli e la capacità di mescolare tra loro i diversi stili. La bicicletta: mi piace scoprire la città con questo mezzo e il naso all’insù, alla ricerca di terrazze e soffitti. D’altronde non ho la patente. Non l’ho mai voluta”.

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E tra la televisione vintage, che spicca accanto alla bicicletta e ai manifesti d’epoca incorniciati, sapientemente disposti sulla libreria sopra volumi dalle copertine multicolor, e una radio che nulla ha a che fare con l’epoca del digitale, l’impressione è davvero quella di percorrere un viaggio nel tempo su due ruote. Un’avventura tra epoche e stili totalmente diversi, ma sapientemente bilanciati attraverso una disposizione studiata e ordinata degli elementi.

La casa e quell’ossessione per la simmetria e i colori

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“Parlando di casa, la simmetria è per me un elemento fondamentale. Qui tutto si basa su tale concetto. Soprattutto nel salone e in camera da letto ho cercato di bilanciare i complementi seguendo questa filosofia. Per quando riguarda i colori, invece, sono per indole orientato verso le tonalità della terra come il beige e il testa di moro. Ma in questa casa ho optato per accenti di rosso (ecco che si ripresenta il fil rouge del cardinale), il bordeaux e l’oro, in tutte le sue sfumature. In particolare, la porta del bagno e la sua palette hanno ispirato la scelta delle cromie nelle altre stanze. Inoltre, adoro la luce. Amo gli ambienti luminosissimi. Questa, per esempio, mi piace definirla la casa degli arcobaleni”. E la stanza da bagno è davvero un elemento fondamentale capace, secondo il designer, di rispecchiare la personalità del padrone di casa.

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“Per la camera da letto ho scelto una palette più tranquilla e materiali naturali. Ho disegnato la testata con le alette ispirandomi ad un albergo londinese. In generale, in questa casa ci sono degli elementi davvero originali, come i soffitti alti 4 metri, gli stucchi e il parquet. Ciò che mi ha fatto davvero innamorare è stato però il taglio delle stanze”.

Tonalità calde e naturali abbinate a venature bene in vista sono riscaldate ulteriormente, e rese più intime, attraverso un gioco di illuminazioni soffuse e luci che, attraverso la grande finestra, sono filtrate da tessuti importanti in grado di non commettere l’errore di scivolare sul manierismo e la pesantezza estetica. La specchiera angolare si conferma un evergreen per potenziare tale gioco con una combinazione di riflessi, mentre dona maggiore profondità visiva all’ambiente.

La cucina? Un regno senza re

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La cucina? Mi piace molto ricevere ma non amo cucinare”, ammette Lorenzo divertito. “Quando organizzo una cena, lascio agli ospiti l’incombenza di portare le proprie specialità. Una specie di regno della democrazia, senza un vero re. In effetti, la sala è diventata il mio studio. Vi ho anche appeso dei manifesti parigini del periodo della Comune”.

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“In compenso, adoro la convivialità. Ho quindi deciso di lasciare molto spazio alla zona giorno, anche se il tavolo rimane per me un elemento imprescindibile di decoro. Non amo le sedie disposte attorno ad esso”.

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Proprio come stelle, nell’economia dell’ambiente scintillano il lampadario e la lampada in foglia d’oro firmati Catellan&Smith (foto in basso a sinistra). Vere e proprie icone in stile Art déco ma con qualche accento futurista, mentre la lampada anni ’50 dovrebbe essere scandinava (foto in basso a destra), con qualche influsso giapponese. La litografia di Depero è invece un regalo del mentore di Lorenzo.

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Il tuo oggetto preferito? 

“Il ‘Notturno’ di Gabriele D’Annunzio. Libro originale che ho acquistato a 18 anni e che ha segnato l’inizio della mia collezione di volumi antichi. L’ho sempre portato con me, mi ha seguito in ogni avventura. In generale, amo i libri come elementi d’arredo”. E, attraverso una soluzione in pieno stile shabby, Lorenzo custodisce tale opera sotto una campana di vetro, quasi a cristallizzare il lavoro in prosa lirica che il poeta, simbolo del decadentismo italiano, realizzò a Venezia nel 1916. Una chicca che a noi di Dalani ricorda teneramente la mitica moneta Numero Uno di Zio Paperone, la quale decretò l’inizio della fortuna del papero targato Disney.

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Ispirazione dal mondo: da Milano all’India

“Per quanto riguarda l’estero, preferisco viverlo da viaggiatore, nel tempo libero”. Filosofia perfettamente in linea con chi parla delle meraviglie di Milano in rima baciata. “In casa ho tantissimi oggetti che provengono da diversi paesi del mondo. In particolare, amo le città ricche di contrasti come Marrakesh, mia vera passione. Quando ci vado, soggiorno sempre al La Mamounia, l’hotel più ricco di storia dell’intera città. Ogni volta per me è una vera e propria fuga dalla realtà”. I 4 batacchi in ottone, forgiati a mano, che impreziosiscono la zona living di riflessi dorati provengono infatti da un antico riad nobiliare. “Originariamente si mettevano all’ingresso per testimoniare l’importanza della famiglia che vi risiedeva”, racconta Lorenzo.

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Dall’Asia provengono le lacche cinesi. Un angolo dell’India è invece raccontato da alcune statuine, una scatoletta d’argento e un oggetto votivo, un portacandela a forma di tartaruga, che Lorenzo ha scovato cercando tra i vari mercatini del luogo.

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In generale ho conosciuto molto bene l’Italia assieme alla mia famiglia“, conclude Lorenzo. “Adesso sogno il Sud America”. Un’altra fuga dalla realtà, accompagnata dalla dolce attesa per il ritorno in una Milano che non si stanca di giocare con il tempo…

Testo: Alessandro Balia / Foto: Francesco Romeo per Dalani

Alessandro Balia

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