Dolce Casa Fiorentina

La prima piacevole e inaspettata sensazione, varcato l’ingresso, è olfattiva. Diffuso nell’aria all’ora del tè, ma anche in piena mattinata, si percepisce un profumo fragrante di torte, di biscotti appena sfornati, preparati con passione da Susanna, la figlia della padrona di casa. Quando non sono in giro per il mondo, madre e figlia si ritrovano nella casa che condividono al quarto piano di un palazzo in una stretta traversa di Via Tornabuoni, a Firenze, una strada tranquilla ma a due passi dal turbinio della moda che impazza nell’arteria principale, costellata dei negozi più in, da Cartier a Vuitton, da Pomellato a Cavalli. Una casa di città, che le signore godono principalmente in inverno e nelle mezze stagioni, da ottobre a maggio, perfetta per quella sua lieve allure vacanziera da romantico jardin d’hiver che nasconde, in realtà, innovative soluzioni tecnologiche proprie del vivere di oggi.

arredo

L’appartamento era stato acquistato per la sua posizione e soprattutto per la disposizione e il taglio delle varie zone abitative che avrebbero consentito alle padrone di casa di vivere sotto lo stesso tetto e, nello stesso tempo, di godere della privacy indispensabile. Le originali atmosfere Old English Style nello stato di fatto, con verdi, rossi e laccature, rendevano gli spazi non solo un po’ cupi ma decisamente datati. Determinante è stato l’incontro con l’interior designer Emanuela Marchesini, conosciuta nel suo atelier a Pietrasanta, a fianco del Duomo. Vi si erano recate per acquistare un tavolo da pranzo e sono state affascinate dalle armonie cromatiche dominate dai toni e sottotoni dei grigi e dei tortora, declinati in raffinate, sensuali scenografie. Quella sarebbe stata l’atmosfera della loro casa fiorentina. Non avevano dubbi. La scelta comune avrebbe coinvolto le esponenti di due generazioni diverse in una piacevole “joy de vivre”. Il progetto d’interni è nato così a poco a poco, a sei mani, cui si sono unite quelle operosissime dello staff di artigiani, da anni fedelissimi collaboratori della designer nel suo fecondo “laboratorio di idee”.

visuale

Oggetti e mobili acquistati negli anni hanno trovato la loro armonica collocazione, insieme ad altri forniti da Emanuela stessa, abilmente posizionati nell’involucro preesistente, totalmente trasformato da patinature su legno e parete, da tessuti scelti ad hoc, da raffinati giochi di luci e di ombre. Il risultato raggiunto: ambienti molto luminosi, ordinati e lindi e per questo giovani, nonostante la sensuale aria retrò che aleggia ovunque, dal salone, ai bagni, ai ripostigli. La bussola d’ingresso si apre nella zona giorno al piano inferiore.

spazi

A sinistra è situato il salone con aree conversazione e pranzo e relativa cucina. Di fronte, si trova una stanza per gli ospiti. A destra, un ampio studio e un bagno di cortesia.

salone

Dal salone e dallo studio, alle estremità cioè dell’appartamento, salgono specularmente due scale che portano alla zona notte costituita da bagno e due camere, comunicanti attraverso un femminilissimo guardaroba. Uno dei primi passi è stato quello di rivoluzionare il pavimento della cucina dove un’improbabile ceramica anni ‘70 è stata ricoperta da resina color ardesia a sua volta decorata da Lisa Londi, una mitica artigiana capace di realizzare alla perfezione i dettami dell’interior designer. Il decoro, un motivo d’ispirazione settecentesca, riprendendo le tonalità del pavimento originale in marmo della vicina zona pranzo, è stato realizzato nei vari toni del grigio e riproposto sul soffitto che sovrasta il tavolo da pranzo. A ritmare il concetto di continuità e armonia, le stesse tonalità soft riecheggiano nelle pareti dalla patinatura a grosse righe e nel trompe l’oeil tono su tono che incornicia e nobilita la porta della cucina.

particolari

Tessuti diversi tra loro hanno la funzione di trasmettere il concetto di morbidezza, ovunque. Comode maxi poltrone, realizzate su disegno, sono rivestite in lino grezzo, mentre la testata del letto padronale, ricavata da un antico separé e tappezzata con seta verde lago, porta poetiche scritte d’oro al pari della poltrona nello studio. Lampadari e appliques sono completati da paralumi in garza di lino e organza di seta. La raffinatezza dei tessuti appare messa in risalto dal piacevole contrasto con la voluta semplicità di mobili in legno grezzo patinato, spesso color piombo o lavagna o da lampade da terra realizzate con puntali di vecchi parafulmini francesi recuperati. Alta professionalità capace di creare sapienti accostamenti, suscitando piacevoli emozioni nel quotidiano, migliora la qualità della vita.

mobili

Anche l’abitare al quarto piano di un palazzo antico senza ascensore e il dover quindi salire a piedi tante rampe di scale, apparso all’inizio problematico, si è rivelato in realtà una soluzione provvidenziale, a compensare la passione per gli squisiti dolci sfornati in casa.

 

Articolo originale: “Dolce Casa Fiorentina”, pubblicato sul numero di novembre 2013 di Ville & Casali (n°11, anno XXIV).
Testo: Maria Luisa Bonivento
Foto: Tiziano Canu e Maria Luisa Bonivento

Margot Zanni

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