Colori contemporanei - Capolavoro living

Colori, Giardino, Casa, Design, Arte, Style, Arte-contemporanea, Carlo-Scarpa

E’ l’inizio di una mattina in cui i colori del cielo lasciano il posto ad una cupa palette di grigi quando il viaggio di Dalani ha inizio. La nostra meta è Piacenza, città ricca di tradizione, la quale ha in serbo per noi uno dei suoi mille tesori. Una meravigliosa casa la cui storia è esattamente quella di coloro che la abitano, in un intreccio di ricordi e di arte a dipingere i colori di un capolavoro living.

Un giardino immerso nel tempo

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Quello che ci accoglie al nostro arrivo è un paesaggio quasi onirico. Un enorme giardino immerso nella corte interna di un palazzo monumentale del Seicento, nel centro antico della città. E in tale cornice, quegli stessi colori che intristivano la giornata si trasformano immediatamente in riflessi capaci di mettere in risalto il fascino nostalgico dello sfondo. Le panche, le statue in pietra, il silenzio attorno: tutto concorre a dare l’illusione di un luogo immerso nel tempo, facile da rendere proprio attraverso ricordi che appartengono all’infanzia di ognuno di noi. Un giardino che, con grande sorpresa, scopriremo presto essere parte integrante dell’architettura stessa della casa.

I colori dell’accoglienza

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La casa, situata al piano nobile dell’edificio, ci offre la propria accoglienza attraverso un’esplosione di colori completamente a contrasto con quelli che fin qui ci hanno accompagnato. Ciò che subito ci salta all’occhio è infatti un’incredibile composizione policroma a tasselli a caratterizzare il pavimento all’ingresso. Un preludio ai caratteri cromatici, materici e di dettaglio che saranno il filo conduttore della nostra visita. E, perfettamente in sintonia con la sensazione di armonia che ci pervade, il buongiorno sorridente della padrona di casa, Orsola.

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Arte, amore e casa

Restauratrice appassionata da sempre di arte, è cresciuta trasformando grandi e piccoli capolavori in parte del proprio D.N.A. Con lei, Alberto Scognamiglio e Carlo Solenghi, architetti fondatori dello studio Archiside di Piacenza, che si sono occupati del restauro della dimora. Inizia così il racconto corale, che, prima di tutto, ci svela un po’ di più della padrona di casa…

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Nella mia vita personale e artistica quello di Destino è sempre stato un concetto fondamentale“, esordisce Orsola. “La mia passione per il restauro è nata infatti proprio in questa casa, con la scoperta di alcuni affreschi nascosti sotto gli strati che nel tempo hanno ricoperto le pareti. Un evento che mi ha davvero ispirata, la classica scintilla capace di accendere quello che viene definito il sacro fuoco dell’arte. La mia formazione accademica si è svolta a Firenze. In seguito il mio percorso è continuato all’università di Shanghai, dove tenevo un corso di restauro“. Esperienza che ha influito e ampliato i confini degli interessi di Orsola.

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Ma cosa significa per te restaurare un’opera?

E’ una sensazione bellissima. E’ come entrare nell’opera stessa, viverla completamente“. Non un semplice modo di dire. Una vera filosofia di vita professionale che spesso porta la padrona di casa a lavorare sui ponteggi, con tuta e attrezzi, circondata da uomini. “Come faccio a farmi rispettare? Lavoro duro!“, afferma Orsola con orgoglio. “Ma un tocco femminile è sempre d’aiuto. Portare qualche pasticcino, per esempio, è uno stratagemma tanto dolce quanto vincente per creare una squadra unita“, sorride divertita.

Artista tutta casa e cucina… di design

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Uno dei luoghi preferiti della padrona di casa? Ovviamente la cucina. E non solo in senso fisico. “Amo la cucina“, ci racconta Orsola. “Secondo me è un luogo che deve essere assolutamente riscoperto. Mi piace molto trascorrervi del tempo con le persone che amo, l’idea di viverla davvero. E adoro una disposizione totalmente imperfetta delle cose, nella stanza come sulla mise en place. Un piatto rotto di una collezione in ceramica sostituito da uno diverso, sistemare i tovaglioli fintamente a caso sulla tovaglia. Varietà e movimento, i miei piatti forti“. D’altronde, quella di Orsola è una cucina che ha letteralmente fatto scuola.

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Realizzata in alluminio innervato, la cucina è una creazione di Driade, divenuta poi prototipo del sistema Kaos, grande cappa in metallo su disegno. Uno spettacolo di design e avanguardia, messo ancora più in evidenza dall’ingresso in grande stile, con campiture in calce rasata bordate da profili, zoccolature e scuretti in ferro scuro. Il setto a sinistra funge da supporto espositivo al paesaggio “Il castello di Bobbio” (foto in alto a destra), un olio su tela realizzato da Enzo Tonelli, nonno materno di Orsola.

Architettura come Family style

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Atrio con tappeto lapideo policromo e soffitto in calce rasata lucida riflettente. Scala elicoidale in ferro d’accesso al soppalco. Pannello porta in legno wengè. Scultura in metallo smaltato.

Una scoperta in continuo divenire, quindi, sotto il comune denominatore dell’arte come vero Family style. Proprio come la particolare composizione dell’ingresso ci aveva lasciato intendere al nostro arrivo. “Il pavimento all’ingresso è nato volendo ricreare la magia degli sfondi pittorici“, intervengono Alberto Scognamiglio e Carlo Solenghi. “Abbiamo provato a sporcare un foglio utilizzando diversi colori, chiedendo poi l’aiuto di un pittore“. Il risultato è quello di una perfetta combinazione tra la policromia veneziana e tasselli di marmo ricavati da residui non più utilizzabili. Una soluzione dal grande impatto visivo, certo, ma anche strategica. Per evitare che il soffitto basso incombesse sull’ambiente si necessitava, infatti, di dare vita ad una soluzione in grado di riflettere la luce in modo molto deciso.

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E il rapporto diretto con l’artigianalità, il sapere, è una costante del flusso creativo dei due architetti. Il disegno su carta ora scompare a favore di quello mentale, un progetto da condividere e sviluppare con pittori e maestri artigiani in uno scambio continuo di competenze. Una intesa perfetta con Orsola, e la comune passione per la figurazione mitteleuropea e del Novecento italiano, ha consentito di sviluppare l’intero lavoro di restauro secondo un fil rouge in grado di connettere la Wienersecession di Hoffman con i disegni di scuola veneziana, con le sue filigrane bizantine fuse in atmosfere rarefatte.

Questione di dettagli

Il ruolo dei dettagli? Fondamentale. Ma la sensazione finale è quella che fossero sempre stati lì“, continua Orsola. “E il bello della loro presenza è la possibilità da loro offerta di poter mixare il pezzo importate con il piccolo decor, pur conservando un risultato di perfetta armonia“.

Ecco che il concetto di Destino si riaffaccia quale una delle fila alla guida del percorso evolutivo della casa. Ogni nuovo elemento ha sempre trovato la propria, perfetta collocazione nell’economia dell’ambiente. Quasi si trattasse di regali che la vita ha disseminato nei vari mercatini, nelle diverse città, e che aspettavano solo di essere ritrovati.

Giardino living: luce e colori

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Arte, architettura, design. Un capolavoro living messo in risalto dalla luce, protagonista e in una veste innovativa, quasi strutturale. La casa, posta al piano nobile, affaccia infatti verso un giardino urbano, sulla via pubblica da cui riceve la luce e i colori del mattino. L’ampio loggiato sulla corte, all’opposto, chiuso da ampie specchiature in cristallo, proietta la luce radente del tramonto filtrata dalle alberature del parco secolare interno. Il pavimento è stato realizzato per ottimizzare tale risultato attraverso l’azione riflettente ottenuta grazie alla pietra arenaria e al bianco statuario.

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Fondale del loggiato con quinta in grassello a supporto di una grande tela del Novecento. Pannelli laterali ad intreccio di piatte metalliche con specchio retrostante, a simulare continuità e trasparenza.

E l’elemento luce si compenetra con il concetto fondamentale di prospettiva alla base della suddivisione degli ambienti. Pannelli a maglia con intreccio di piattine metalliche uniformano le superfici di ante, porte e schermature. In questo modo, si vengono a formare trame permeabili alla vista dove il riflesso degli specchi retrostanti conferisce una illusoria quanto scenografica continuità percettiva degli spazi. Una soluzione che, grazie ad una sapiente combinazione di colori grigi, elementi pittorici e luce, permette alla casa di cambiare volto continuamente.

Camera con vista

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Come un portale magico, il fondale del loggiato offre l’accesso alla stupenda camera matrimoniale. Il luogo per definizione in cui i sogni prendono forma, si circonda dell’illusione del giardino esterno attraverso le grandi vetrate che vi si affacciano. Sulla parete di fondo, reperti di un antico paesaggio decorato ad affresco su campo neutro in grassello di calce. Tra sacro e profano, antico e moderno, lo scenario è completato dalla testiera del letto in rilievo e dalla nicchia espositiva incoronata da una scultura bronzea del Novecento.

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Il disimpegno del comparto notte prosegue con un pavimento lapideo a scansione ritmica e sequenza di quinte murarie. La componente quasi musicale delle struttura, l’elemento scenografico e vagamente teatrale: tutto concorre a confermare l’illusione di quel luogo fuori dal tempo che sin dall’inizio ci ha accolti presentandosi come tale. Un vero spettacolo da sognare anche a occhi aperti.

Il cuore della casa: i colori del living

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Ma il cuore della casa si conferma la zona living. Un vero concentrato di arte e di storia, cornice dei momenti più belli trascorsi da Orsola con la sua famiglia. “E’ qui che la mia passione per l’arte trova il proprio palcoscenico ideale. Pezzi di antiquariato di varie epoche si mescolano a quadri e opere pittoriche dei primi del Novecento. Un’epoca capace di esercitare su di me un irresistibile fascino, tanto da portarmi a specializzarmi nel restauro di pezzi a lei risalenti. Io amo definire questa “La parete delle donne”, una vera galleria composta da soggetti femminili appartenenti alla produzione artistica russa e dell’Est in generale“. Non solo arte convenzionale. Come un altro volto dell’ambiente che si rivela per contrasto, ma in perfetta armonia, un angolo del soggiorno accoglie uno stupendo quadro in stile Street-art, proprio sopra un meraviglioso divano Cassina.

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Una chicca contemporanea, realizzata tramite tecnica del collage su tela, con intonaco, giornali, spartiti e parti di cartelloni pubblicitari originali d’epoca.

I colori dei ricordi

Un’opera d’arte living, raccontata attraverso un viaggio che è quasi giunto al termine. Guardandoci intorno, tra architettura, design e tanta artigianalità, non possiamo non renderci conto di quello che è stato il vero capolavoro compiuto da Orsola. Trasformare concetti e elementi così importanti in un universo domestico tanto accessibile quanto personale. Un’impresa resa possibile da tanta passione, inesauribile curiosità, ma soprattutto dal collante dei ricordi, di coloro che hanno abitato e abitano la casa, e quelli legati agli oggetti. Come le medaglie al valore del lavoro del papà di Orsola firmate Giò e Arnaldo Pomodoro (foto a sinistra), la lampada a uovo di Fontana Arte o il pouf di Driade (foto a destra).

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Sono i colori della vita, percorsa sul filo dell’arte, del recupero creativo del passato, dell’avanguardia del percepire e collezionare il design, in alcuni casi, prima ancora che questo si definisse tale su particolari oggetti. Un tragitto che Orsola si presta a continuare con il marito, l’amore della sua vita che il solito Destino ha voluto quale vicino di casa durante il periodo della fanciullezza. Parlando d’arte, un vero tocco da maestro da parte del fato.

Prima di salutarci, come descriveresti, in poche parole, la tua casa?

Non la descriverò con parole mie. Direi che ciò che la rappresenta al meglio è il libro “Suite francese” di Irène Némirovsky. Opera la quale, ovviamente, ha guadagnato un posto in prima fila nella scelta espositiva del soggiorno. Ma non vi svelerò di più. Per comprenderne il motivo, dovrete leggere il libro!

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Testo e intervista: Alessandro Balia / Foto: Francesco Romeo per Dalani

Alessandro Balia

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