La mia casa classica? Stile in continua evoluzione

Una casa, si sa, è il cuore e lo specchio della famiglia che la vive ogni giorno. Ma il suo stile, al di là di qualunque compromesso, è donna. Una verità ancora più valida per Francesca, anima creativa di un appartamento nel cuore di Milano che condivide con il marito Stefano e i loro tre figli. Una struttura dai connotati classici che esce dagli schemi grazie all’interpretazione al femminile che la padrona di casa ha saputo dare, nel rispetto dell’anima di un luogo che ha tanto da raccontare.

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Ritratto di famiglia

Francesca ci accoglie in un ampio soggiorno nel quale, tra pezzi importanti e una grande luminosità a dar loro il giusto risalto, riconosciamo immediatamente il tocco di una donna che ci conferma avere le idee molto chiare. In termini di stile, e non solo. “Io vengo dal mondo dell’editoria – ci spiega -. Ho lavorato nel settore dei libri illustrati per molti anni. Sono la mia passione. Ma combinare i ritmi della vita privata e professionale a un certo punto è diventato difficile, così ho deciso di dedicarmi alla famiglia, senza rinunciare completamente ai miei interessi. Ho aperto un’attività dedicata ai bambini, “Il Mondo delle Pulcette”, boutique dell’usato firmato in perfetto stato, dove è possibile trovare anche libri, calzature e accessori per piccoli dai zero ai dodici anni”.

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La famiglia è composta da Francesca, suo marito Stefano, direttore generale di una nota casa editrice, e i tre figli, Filippo, Carlotta e Andrea. La struttura della casa appare cucita su misura rispetto alle esigenze di condivisone che caratterizzano la vita quotidiana, ma lascia anche spazio a momenti de dedicare a se stessi. “Questa era la casa di famiglia di Stefano – prosegue Francesca -. Si trova in un palazzo dell’800 che è stato ristrutturato negli anni ’30. In origine la palette di colori spaziava dal giallo al marrone su una tapezzeria d’epoca. Io ho tirato fuori la sua anima più contemporanea, decisamente più allegra e felice”.

“L’ho disegnata con un architetto. Sapevo esattamente cosa volevo e sono stata molto esigente dal principio. Il parquet era scurissimo: nella sala ho tenuto quello antico spigato, negli altri ambienti l’ho sostituito con un perlato di Listone Giordano. Una scelta coraggiosa per la cucina, ma il senso di calore che questo materiale riesce a trasmettere valeva decisamente la pena di correre il rischio”.

Ma qual è la progettualità di fondo nel rinnovare la casa senza perderne l’anima?

“Non c’è un progetto vero e proprio. E’ una questione di estetica. Tutto è organizzato secondo il mio gusto. In questo senso, Stefano è molto più pratico di me, e così ci equilibriamo. Per me, invece, ogni elemento deve essere prima bello, poi funzionale. Riusciamo comunque a trovare un punto di incontro, così come è accaduto con la libreria a parete del soggiorno. L’adoro, l’ho fatta disegnare appositamente da In&Out. Per me si tratta di una vera opera d’arte, ma al tempo stesso risolve in modo funzionale l’esigenza di contenere in maniera anche decorativa i tanti libri che abbiamo in casa. E sono proprio questi, i loro colori, a darle ogni volta un aspetto diverso, fresco. Il grande potere degli accessori, in generale”.

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Le copertine dei libri, sapientemente esposte per esaltare il loro potere d’arredo, spaziano tra grafica, icone, moda e architettura, aggiungendo un carattere molto contemporaneo alla struttura. Tra queste, spiccano alcuni modellini di auto antiche, per le quali Stefano nutre una passione particolare, che richiamano il modello a pavimento, comprato in Italia. Anche i giochi diventano così fondamentali nello stile della casa, come fa il cavallino a dondolo accanto alla libreria, un pezzo unico in legno acquistato in Inghilterra ma originario del Perù.

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L’anima contemporanea di una casa classica

“Per questa casa ho scelto pezzi importanti. Anche se molto vissuta, diventa spesso luogo di rappresentanza per il lavoro di Stefano. Come ogni casa classica ha un Dna molto maschile, ma ci sono tocchi decisamente femminili che la rendono speculare alla mia personalità. Per esempio, la parete rossa nella sala. Una scelta di carattere, certo, ma devo ammettere che le dimensioni dell’ambiente hanno permesso di prenderla con più facilità, senza correre troppo il rischio di appesantire. Avrei potuto scegliere qualunque colore, ma il rosso è una cromia che amo, calda e avvolgente, capace di dare il giusto risalto agli arredi presenti”.

Non solo colore

La parete fa da sfondo anche ad un’altra delle passioni di Francesca, la simmetria. Una cifra stilistica che ricorre spesso nella casa, con le grandi porte finestre che incorniciano in modo speculare la Tv e la disposizione di molti degli oggetti décor nei diversi ambienti. “La simmetria mi piace molto. Sulla parete rossa sono stata molto attenta a disporre con precisione i quadri ai lati del mobile centrale”.

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In questa zona troviamo raggruppati molti dei pezzi più amati da Francesca. Sul tavolo a destra, la lampada Liberty di Tiffany. Speculare, appunto, sulla sinistra, un antico scrittoio di famiglia, incoronato da un quadro che raffigura la nonna della padrona di casa, da giovane, dalla quale Francesca ha ereditato il nome. Sotto, un libro dedicato a Coco Chanel, continua fonte di ispirazione per lei, nello stile come nella vita.

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La credenza svela una componente romantica che, fedelmente alla propria natura, unisce Francesca e Stefano anche nella ricerca estetica. Un gusto vittoriano si introduce in un mix di epoche e suggestioni con servizi di piatti e tazzine in porcellana dai decori floreali a fare da contraltare alla collezione di libri antichi. Qui, Francesca si è divertita a riproporre il contrasto classico-moderno che è il filo conduttore della casa, affiancando ai volumi dei flute dalle finiture scintillanti. “Molti dei pezzi che vedete sono stati acquistati a Londra. Per più di dieci anni ho lavorato per una casa editrice londinese, e la mia vita si divideva tra l’Inghilterra e l’Italia”. Di fronte, il grande tavolo scelto da Stefano il quale, rigorosamente con l’approvazione della moglie, ha partecipato al restyling dell’ambiente. Su questo spicca la lampada Mercury di Ross Lovegrove, modello amato da Francesca, acquistato dopo oltre un anno di ricerca.

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Un viaggio nel tempo che prosegue con dettagli come il grammofono, anch’esso proveniente dall’Inghilterra, disposto su un mobile di famiglia ereditato da Stefano, e l’antica scacchiera che apparteneva a suo nonno. Tutto nell’economia dell’ambiente concorre a raccontare una storia, che è prima di tutto la propria.

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“Quando abbiamo ristruttura la casa volevo che il camino venisse spostato al centro della sala. Essendo realizzato in marmo di Carrara, c’era il rischio che si frantumasse nel trasporto. Ho così fatto creare un sistema di areazione che mi permettesse di accenderlo, ma ho dato vita a un gioco di simmetrie con il divano, un pezzo firmato Poliform, che costituisce il cuore della casa”.

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Cucina Black&White

Spostandoci dalla zona living si accede alla cucina, caratterizzata da un’anima decisamente più contemporanea. Al centro, il tavolo circondato dalle sedie Tulip di Eero Saarinen. La divisione degli spazi appare molto organizzata, definita dall’ampia penisola in un total look black&white. “In cucina mi piace lo stile contemporaneo, combinato comunque con tocchi provenzali dal sapore più antico. Come il portabottiglie da parete o le voliere, che ho acquistato proprio su Dalani – ci confessa Francesca -. Non sono una grande cuoca, ma quando abbiamo ospiti questo è un luogo che sfruttiamo molto”.

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Di fronte alla penisola, ad accompagnare lungo il corridoio che conduce alla zona notte, su una parete sono esposti i ritratti della famiglia, realizzati da un’icona della fotografia come Giovanni Gastel. “Le foto sono preziosissime. E’ un servizio realizzato da Giovanni Gastel, un regalo per i cinquant’anni di Stefano”.

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Una camera Oriental-chic

La camera da letto si presenta come un guizzo di blu. Un colore scelto anche per le sue proprietà rilassanti, dopo una giornata intensa di stress. Ad aggiungere un’elegante ma decisa allure orientale, il quadro di Utamaro che evoca la tradizione artistica giapponese del Mondo Fluttuante. Il letto? Ancora un’altra storia. “Lo adoro – afferma Francesca -. Un complemento firmato Poliform. Volevamo uno spazio compatto, un pezzo unico, senza i classici comodini separati”.

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“Il bagno non faceva parte della camera, si accedeva da una porta che affacciava sul corridoio. Ho quindi rivoluzionato tutto per averlo comunicante con l’ambiente, con una bella vasca, creando anche un’entrée dove disporre un armadio fatto su misura per le scarpe. Un’altra mia grande passione”.

Nelle camere dei bambini lo spazio è riservato principalmente al movimento e ai giochi. “Loro volevano dormire insieme, ma inserire due letti singoli sarebbe stato troppo ingombrante. Così abbiamo trovato questo letto a castello di un’azienda tedesca, dotato di una struttura matrimoniale sotto e una singola sopra. C’è poi un terzo elemento a scomparsa che permette di organizzare tutti i pigiama party che vogliamo”.

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“La componente storica della famiglia è presentissima – conclude Stefano -. Da bambino abitavo all’altro lato della strada. Sono entrato qui quando avevo dieci anni e ci ho vissuto fino ai diciotto. Il legame affettivo è quindi fondamentale. Quando Francesca ha deciso di rinnovare la casa ero felicissimo, perché sapevo che sarebbe riuscita a dare il proprio tocco personale senza stravolgerne del tutto l’anima. E poi, abbiamo dei gusti molto simili. Una cosa è certa, lo stile dell’appartamento sarà in continua evoluzione. Una donna come Francesca ama arredare la propria casa. Quando ha finito con questa ha subito iniziato con quella in montagna. Ora c’è in ballo il progetto di ristrutturare un antico casale di famiglia in Sicilia. In seguito, mi dovrò impegnare a trovare per lei nuove sfide da affrontare. Come avrete capito, è l’unico modo per tenere a bada questo vulcano creativo…”.

 

Foto: Dalani

 

Alessandro Balia

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