A casa di Marina Ripa di Meana

Bene o male, l’importante è che se ne parli. Pensando a Marina Ripa di Meana, l’associazione potrebbe essere automatica. Ma fermandosi a riflettere su cosa si nasconda dietro l’immagine di una donna che, per fortuna purtroppo, vive da sempre sotto la luce dei riflettori, ciò che sorprende è che, in effetti, a fare notizia sia la sua disarmante sincerità. Quella di un personaggio riconosciuto per la sua esuberanza, ma che non ha paura di ammettere la sua fragilità, gli accadimenti drammatici che hanno segnato la sua vita, e di lottare davvero per i propri ideali, anche attraverso scoop “gossippari” da copertina. 70 anni vissuti pericolosamente e un libro appena uscito, “Invecchierò ma con calma”, abbiamo incontrato il volto noto del jet-set italiano, che ci ha aperto le porte della sua casa per raccontarci come vive una vera signora.

libro marina ripa di meana

Pensando a Marina Ripa di Meana, la prima parola che ci viene in mente è provocazione. Perché qualunque cosa lei faccia crea polemica? Cosa significa provocare?

Non direi che qualsiasi cosa io faccia automaticamente crei polemica. Posso dire invece che spesso le mie provocazioni hanno fatto centro, e di questo ne sono fiera. Non sono una provocatrice tanto per.. Nelle mie battaglie, preferisco comunque chiamarle così, la provocazione non è il fine, ma lo strumento. Ciò che è importante è che c’è sempre uno scopo serio: mi sono occupata di ecologia, di abbandono di animali, di servizi sociali. Non provoco certo per finire sui rotocalchi. Quindi per me provocare significa utilizzare strumenti non convenzionali per ottenere qualcosa che, con tempi e modalità ordinari, spesso non sarebbe possibile ottenere.

I suoi primi 40 anni sono diventati un fenomeno di costume. Cos’è cambiato oggi rispetto alla società di allora? Cosa rimpiange?

Ho raccontato questi cambiamenti nel mio libro appena uscito, “Invecchierò ma con calma”. Sono cambiate molte cose, descrivo la trasformazione della mia città, attraverso una serie di lunghe passeggiate che sono la mia abitudine quotidiana. Di fatto però io sono una persona che guarda sempre avanti, non si mette a rimpiangere. Ogni epoca ha momenti da ricordare e altri che è bene che passino il prima possibile. Sono fatta così: non mi metto a fare revival, se non con i look che mi piace inventare mescolando presente passato e futuro, ma quello è un gioco.

divano ripa di meana

Lei ha più volte posato nuda per campagne a favore dei diritti degli animali. Quale pensa sia il ruolo del corpo e della sua esibizione in contesti come questi?

Non mi sono mai concentrata sul corpo, ma sul messaggio.

Lei è famosa, tra l’altro, per la sua passione per i cappelli. Che cosa rappresentano per lei?

Ho perso il conto di quanti ne ho, so solo che sono ormai una parte di me. Il potere di un oggetto bizzarro, colorato, sull’umore è incredibile. Mi diverto a comprarli, disegnarli, trasformarli. Per me rappresentano una di quelle tentazioni a cui non posso non cedere.

Ripa di meana libro

Chi è oggi Marina Ripa di Meana?

Quello che è sempre stata: una donna curiosa della vita. E una moglie che ha festeggiato da poco i 30 anni di nozze: se vogliamo proprio parlare di trasgressioni, considerata la durata media di un matrimonio oggi, ditemi se non è una trasgressione questa.

Per una donna sempre sotto i riflettori, qual è il significato di casa?

La casa per me è una dimensione primaria. Ho cambiato case, città: ho vissuto in cima ai tetti in piazza di Spagna, ho vissuto in un una Villa sull’Appia dove è mancato poco che ci lasciassi le penne, in una casa a Bruxelles in cui la cosa più emozionante era avvertire i passi del ritorno di mio marito Carlo. Oggi sono felice della mia casa romana, nel quartiere di prati: piano terra, giardino, le mie cose tutte intorno, e la città subito fuori.

salotto ripa di meana

Secondo colei che viene definita la signora dai salotti, come deve essere un salotto da signora?

Non sono io la signora dei salotti, per carità, e il mio salotto inteso come stanza non è di sicuro il salotto borghese pieno di oggettini griffati: amo sempre il mix and match, povero con ricco, minimale con eccentrico, con le mie foto, i quadri degli artisti che amo o che hanno fatto parte della mia vita, tanti cani sui divani. Ma per carità, la parola salotto mi fa paura!

E la camera da letto?

Mi piace dormire nei materassi di lana, quelli fatti a mano, che mi dicono non essere troppo salutari, ma nei quali si sta divinamente. Un baldacchino in ferro battuto preso dagli artigiani umbri, una collezione che cresce ogni giorno di più di occhiali da sole appesi tutti intorno, e tanti cuscini. Nella casa di Todi subito accanto al letto c’è una sorta di alcova che nasconde una vasca da bagno, a Roma è nell’anticamera.

cane di ripa di meana

Lei è una sostenitrice del dettaglio. Quali sono i dettagli che raccontano la casa di Marina Ripa di Meana?

Non c’è confine tra cose di casa e cose mie, della mia persona: per me cappelli, sciarpe, scarpe, arredano. Ho una grande passione per i quadri e le sculture ma la mia non è una casa museo: ci sono opere di grandi artisti che ho avuto la fortuna di incontrare e altre di perfetti sconosciuti che mi hanno colpito, tanti ritratti, tante foto. La casa di Roma è dominata dal bianco e nero, quella di Todi dal mix di colore e stili diversi. La vita che si fa nelle due case è diversa, quindi ognuno riflette un po’ lo scopo di quella casa.

Colore o sobrietà?

Direi una colorata sobrietà. Mi piacciono gli arredi lineari. Anche il minimalismo mi ha affascinata, come la migliore base per poi aggiungere quelle cose di passaggio che diventano un po’ la punteggiatura dell’insieme.

salotto ripa di meana

 

Testo: Alessandro Balia
Photo: TTIME

Margot Zanni

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