Venezia 2014 - Cinema, attualita' e Liberty

Le pedine sono disposte: la Mostra del Cinema di Venezia apre le porte alla 71esima edizione della kermesse dedicata al grande schermo e ai suoi protagonisti. Dal 27 agosto al 6 settembre, la Serenissima si trasforma nella cornice di un red carpet, di eventi glam e di soliti noti che, tra la nostalgia di un divismo che vive di ricordi e settimane di scoop annunciati, si rilancia come specchio cinematografico della società contemporanea.

 

Luisa Ranieri: madrina all’italiana.

Sexy e talentuosa, madrina di questa edizione è l’attrice Luisa Ranieri. A lei il compito di presiedere le serate di apertura e chiusura della kermesse e, sfida non da poco, di far dimenticare le eteree grazie della madrina della scorsa edizione, Eva Riccobono. Uno scontro agli antipodi tra la bellezza algida dell’ex top model, ormai astro del grande schermo, e il fascino carnale e mediterraneo di Luisa, lei che si è sempre sentita goffa e inadeguata e voleva farsi suora, e si ritrova ad essere uno dei più bei volti del cinema italiano. La bruna diva, moglie di Luca Zingaretti, mantiene il riserbo sullo stilista scelto per affrontare il red carpet del Lido, ma lascia trapelare di aver puntato sull’eccellenza italiana. Eccola uscire dalle acque della laguna come una Venere, in un outfit firmato N°21 by Alessandro dell’Acqua. Una preferenza, quella del Made in Italy, che la accomuna alla collega bionda, capace un anno prima di incantare critica e stampa di Giorgio Armani Privè vestita. A voi l’ardua sentenza..

Venezia, Luisa-Ranieri
Mostra-del-Cinema-di-Venezia, Eva-Riccobono

Giuria internazionale: da Tim Roth a Carlo Verdone

La giuria di quest’anno, presieduta dal musicista francese Alexandre Desplat, vede, tra gli altri, nomi quali Joan Chen, attrice e regista cinese, l’attore inglese Tim Roth e il nostro Carlo Verdone, qui celebrato con il Premio Robert Bresson.

Venezia, Giuria

La giuria internazionale al gran completo.

Venezia, Carlo-Verdone

Carlo Verdone posa per i fotografi. L’attore romano è già stato membro della giuria della 51esima edizione della kermesse.

Cinema e attualità: Venezia, lo specchio dei tempi

Come ogni anno, il Festival del Cinema di Venezia regala al pubblico una serata di preapertura, con la proiezione del film appena restaurato Maciste Alpino, del 1916, all’interno di una Sala Darsena completamente rinnovata. E il tema bellico rappresenta curiosamente il Fil rouge dell’edizione di quest’anno. Per l’Italia è la politica a farla da padrone, con “La trattativa” di Sabina Guzzanti e “Giulio Andreotti – Il cinema visto da vicino”, di Tatti Sanguineti.

Maciste-Alpino

Maciste Alpino, 1916 di Luigi Romano Borgnetto e Luigi Maggi

Birdman e un cielo di star in apertura

Ad aprire ufficialmente la 71sima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia è “Birdman”, pellicola di Alejandro González Iñárritu che vede schierata una parata di stelle mondiali: Michael Keaton, Edward Norton, Naomi Watts e Emma Stone. Una dark comedy che, con il suo cast, solleva le sorti di una manifestazione che da qualche tempo guarda con nostalgia al divismo degli albori. Impresa facilitata da un’altra grande presenza, quella di Al Pacino. L’attore italo-americano sarà a Venezia con ben 2 film, uno in concorso (Manglehorn, di David Gordon Green) e uno fuori gara (The Humbling, di Barry Levinson).

Birdman, di Alejandro González Iñárritu

Film italiani: cinema d’autore

L’Italia entra in gara confermando il trittico annunciato. “Il giovane favoloso” di Mario Martone, “Anime Nere” di Francesco Munzi e “Hungry Hearts” di Saverio Costanzo. A questi, si affianca “La vita oscena” di Renato De Maria, che spicca nella sezione Orizzonti, interpretato e co-prodotto da una intensa Isabella Ferrari.

Il-giovane-favoloso

Il giovane favoloso, di Mario Martone

Venezia, Isabella-Ferrari

Isabella Ferrari in La vita oscena, di Renato De Maria

Promette Scintille “Pasolini”, opera del regista maledetto Abel Ferrara che ripercorre le ultime 24 ore dell’artista bolognese. Nel cast ,Willem Dafoe e il nostro Riccardo Scamarcio.

Excelsior e Des Bains: Dolce Vita a 5 stelle

La storia della Mostra del Cinema di Venezia si snoda a pari passo con quella di due iconici Hotel del Lido: L’Excelsior e il Des Bains. Proprio nella terrazza del primo, dal 6 al 21 agosto del 1932, si svolse la prima edizione di quello che si impose come l’unico festival internazionale dedicato al cinema. A tenere a battesimo le sorti della kermesse, fu la proiezione de Dr. Jeckill and Mr. Hyde di Rouben Mamoulian, nel corso di un evento che prendeva il nome di “Venezia 1932 – Il cinema diventa arte”. Tra il pubblico figuravano persino i fratelli Lumière.

Scrittori e poeti preferivano il più romantico Des Bains, capolavoro in stile Liberty che rispecchiava perfettamente il gusto del tempo, fortemente ispirato all’architettura austriaca. Qui Luchino Visconti girò il suo indimenticabile “Morte a Venezia”, nel 1971.

Venezia, Hotel-des-Bains

Grand Hotel Des Bains

Il dorato mondo del cinema, in generale, sceglieva invece L’Excelsior. Una lussureggiante somma dell’arte veneziana degli inizi del ‘900. L’ambiente, opulento e sfarzoso, si caratterizza per uno stile moresco, dalle linee severe ed essenziali con piante semplici. Le cupole e gli archi intrecciati si affiancano a mosaici in ceramica, bassissimi rilievi scolpiti e decorazioni architettoniche. Sergio Leone lo volle quale cornice per il suo “C’era una volta in America”, nel 1984.

E nelle sue stanze cinema e design, glamour e vita vera si intrecciavano e si confondevano. Come quando, nel 1948, Roberto Rossellini cercava di consolare Anna Magnani, sconvolta per non aver ricevuto il premio per la sua interpretazione in “Amore”, o, come sostengono i maligni, perché aveva capito che Ingrid Bergman le avrebbe “rubato” il suo regista romano. Sempre qui, Gina Lollobrigida dovette placare gli ardori di giovani ammiratori che lanciavano sassi alla sua finestra per avere foto della star, mentre una giovane Claudia Cardinale mandava in estasi giornalisti e folla semplicemente passeggiando in bikini sul lido.

Curiosità e piccoli segreti

La storia, passata e attuale, del Festival del Cinema di Venezia, è composta da chicche golose e piccole strategie che alimentano e perpetuano il mito. Katharine Hepburn, per esempio, fu la prima diva a popolare la kermesse di Venezia, ricevendo il premio per la sua interpretazione di Jo in “Piccole donne”.

Venezia, Katharine-Hepburn

© BJ Alias, 2007

Il primo Leone d’oro alla carriera fu assegnato al regista John Ford, seguito, l’anno successivo, da un sempre intenso Charlie Chaplin.

Venezia, Charlie-Chaplin

© Insomnia Cured Here, 2007

Il poster dell’edizione di quest’anno è stato disegnato da Simone Massi, che si è ispirato all’ultima inquadratura de “I 400 colpi” di François Truffaut, considerato uno dei più bei finali della storia del cinema.

Venezia, poster

Oggi, l’intento non dichiarato del Festival sembra essere quello di scovare, tra le 55 pellicole presentate, un altro capolavoro moderno (stile Gravity con George Clooney e Sandra Bullock, per intenderci) per rilanciare a livello internazionale, e soprattutto americano, l’immagine di un evento quasi troppo patinato. E intanto si aprono le scommesse su vincitori e vinti..

Testo: Alessandro Balia
Foto: Ufficio Stampa La Biennale di Venezia / hotelexcelsiorvenezia.com

 

Alessandro Balia

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