Tra cielo e mare

Una terra antica abitata da un popolo curioso, tollerante e protetto dai venti secchi del mare: Cadaques è un luogo accogliente ma, nonostante tutto, misterioso e dai tratti selvaggi. Un posto che sembra essere l’ambientazione di una fiaba.

rete

Assieme al mare in eterno movimento, qui (con)vive una popolazione che risiede in una delle più belle ed affascinanti località della Spagna. Arriviamo nella piccola cittadina e una donna contadina con una foglia di lattuga sulla sua testa, seduta su una sedia di vimini e dalle gambe corte, giace all’angolo di una piazza adibita al mercato cittadino. Da lontano si intravedono pomodori e fiori di zucca conservati in un foglio di giornale in attesa di un acquirente. È il giorno del mercato e una voce dall’accento catalano francese urla: “Oggi ho cipolle, pomodori e fiori di zucca”, “e nelle borse là?”, suggerisce qualcuno: “È vero, le avevo dimenticate. Fagioli, freschissimi! Spesso mi distraggono, lo sai?” risponde il fruttivendolo con un mezzo sorriso. A lui questo scrigno dove il tempo sembra essersi fermato è sempre piaciuto: “non so perché, ma non mi sposterei da nessun’altra parte”, ci dirà poi.

pesci

Di luoghi segreti Cadaques è piena. Territori di pura intimità e dalla magia indescrivibile: paesaggi iconici, di ispirazione africana, fra Cape Norfeu e le cime del Canigou. Uno spazio calmo, troppo calmo forse, per un paese abituato allo sforzo. L’orizzonte si presenta come un spettatore silenzioso del duro inverno – che sconvolge la natura circostante -per poi godere del tepore del vento estivo. Questi scenari, così ricchi di bellezze naturali e allo stesso tempo sorprendentemente selvatici, incantano sempre chi li visita: sembra quasi che ci accolga come le Sirene fecero con Ercole. Un fascino inarrestabile ci colpisce durante tutte la nostra breve visita.

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La gente del borgo di Cadaques non migra molto lontano. È la terra che glielo impedisce, comportandosi come se gli abitanti avessero firmato un contratto per rimanere lì a vita. Questa nutre i loro sogni, dando in cambio tutta la creatività e la forza che è necessaria per vivere in simbiosi con la natura. In cambio, gli abitanti possono godere di un tramonto da sogno ogni sera e di tutti i frutti che il mare è in grado di offrire. Il blu, grande protagonista di questa terra, decora le facciate delle case dando vita a un vero e proprio museo vivente. Un tuffo nel passato che si interrompe solo grazie ad un telefonino: ma d’altronde, è davvero possibile tornare alla modernità, dopo essere stati a Cadaques? Sembra che gli antichi greci siano stati i primi ad arrivare qui ed è come se non se ne fossero mai andati. Altri invece pensano che siano stati gli antichi romani ad aver colonizzato per primi queste terre: lo si intuisce dagli alberi di cipresso – simbolo del loro passaggio da un territorio all’altro – utilizzati per proteggere il territorio dalle invasioni. E poi gli ulivi e i vigneti, piantati direttamente in spiaggia o a ridosso di essa, proteggono le rovine di Sant Pere de Rodes e Sant Miquel de Fluvia. Il vigneto, pianta antichissima, è simbolo della storia dell’uomo, del suo ordine e della sua capacità di insediarsi profondamente in ogni terra. Lo stesso vale per l’albero dell’olivo: insieme rappresentano l’abbondanza e il benessere che deriva dalla saggezza mediterranea.

cibo
veduta

Mentre ci accingiamo a finire la nostra visita in un questo paradiso, una vecchia signora sorride mentre si appresta a pesare dei pomodori su un’antica bilancia in rame. Subito dopo aver consegnato le verdure, conserva le monete ricavate in una tasca della lunga gonna scura e decorata di pietre colorate. In viso, i simboli della saggezza di cui parlavamo prima: rughe nitide in simbiosi con le striature bianche dei capelli che non cancellano lo sguardo di chi potrebbe narrare di storie di navi e amori impossibili tra donne del posto e marinai di passaggio. Mentre scegliamo un frutto da sgranocchiare durante il viaggio di ritorno, la signora ci guarda e ci dice: “sapete, Dalì venne qui per alcuni giorni di vacanza e, in quelle occasioni, non volle mai dipingermi. L’avrebbe dovuto fare e sono certa che se fosse vivo oggi, ne sarebbe pentito.”

paesaggio
Foto: Westwing Spagna
Testo originale: Xavier Mas de Xaxàs
Riadattamento: Pasquale Strati

Pasquale Strati

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