Tempo di vino - Viaggio in un casale di Toscana

Settembre è tempo di vino, è tempo di partire per un viaggio all’insegna dei sapori, dei colori e della natura. Niente di meglio che iniziare così l’autunno! Noi abbiamo scelto le meravigliose terre del Chianti, in Toscana, alla scoperta della Fattoria di Montemaggio. Non solo vino, ma storia, cultura ed emozione. Ce ne parla Ilaria Anichini, direttore ed agronomo della cantina.

Dalani, Vino, Autunno, Decorazioni, Living, Passione

Il vino è protagonista – Dalani incontra Montemaggio

Montemaggio, una cantina dalla lunga storia…

Montemaggio è una fattoria che produce vino dagli anni ’70 nel comune di Radda in Chianti, nel cuore del Chianti Classico. La proprietà nasce come una torre di avvistamento guelfa, risalente al XIV secolo, posta su una strada romana tra Siena e Firenze. Il suo nome, Montemaggio, deriva dal monte Maggiore sulla quale è ubicata. Ciò indica anche l’altezza elevata della sua altitudine, tra i 450 e i 600 metri rispetto al livello del mare. Una posizione ottimale per il microclima che qui si crea, un vero paradiso dove coltivare le nostre vigne e dare vita a vini eccellenti, come il Sangiovese.

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Il vostro logo ritrae una giovane donna etrusca con un cesto d’uva. Che rapporto esiste tra Montemaggio ed il mondo etrusco?

L’immagine simbolo di Montemaggio deriva da un quadro oggi posto al centro della nostra sala degustazione. E’ il nostro simbolo, presente anche sulle etichette dei nostri vini. Le ragioni sono tante. Prima tra tutti il rapporto con l’Etruria e la sua popolazione. Gli etruschi infatti, furono i primi ad introdurre la coltura della vite in questa zona e a produrre vino. Pare infatti che il nome stesso Chianti derivi da Clante, il nome di una famiglia etrusca. Ma non solo, il mondo etrusco ci è affine anche per la sua modernità ed avanguardia nel rapporto con le donne, una forte componente della nostra azienda.

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Infatti Montemaggio ha una forte componente femminile….

Certo è bello affermarlo, ovviamente con il sorriso, perché gli uomini di Montemaggio sono fondamentali per la buona riuscita di tutto il nostro lavoro. La storia dell’azienda inizia con la sua fondatrice: Valeria Zavadnikova ed Ilaria Anichini, direttore ed agronomo.

La similitudine con il mondo etrusco è forte, già ai tempi avevano un buon rapporto con il femminile, tanto da permettere alle donne di partecipare alla vita sociale e lavorativa degli uomini, cosa del tutto negata tra gli antichi romani, ad esempio.

Il legame con le vostre radici storiche è un punto di forza?

Certo, è qualcosa che in qualche modo distingue il nostro prodotto. Un ponte tra il passato ed il futuro di una forte realtà internazionale.

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In vino veritas – Il bello dell’autunno

Montemaggio si caratterizza per la sua produzione biologica….

Montemaggio è un’azienda biologica, l’uso della chimica è escluso. Avere una produzione bio significa trovare ottime alternative all’agricoltura tradizionale, in passato causa principale dell’inquinamento. La nostra è infatti un’agricoltura pulita. Usiamo sistemi di fertilizzazione tradizionali e innovativi come il sovescio (in inglese: Green manure), che consiste nell’arricchire il terreno con la semina di alcune essenze, come l’orzo, pronte a rilasciare sostanze nutritive nel terreno. Riponiamo grande attenzione alla salute.

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Un’altra caratteristica dei vini Montemaggio è la loro conservazione…

La nostra è una scelta qualitativa volta ad esaltare il sapore fine ed elegante dei nostri vini. Per questo, li conserviamo in botti di grandi dimensioni. Il legno delle barrique potrebbe coprire con la sua forza profumi e sapori.

Storia di una passione chiamata vino

La storia è un filo conduttore che vi caratterizza. Oltre alle colture classiche, avete riscoperto anche antiche specie di vite…

Esatto, grazie alla preziosa collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze abbiamo riscoperto il Pugnitello. Una varietà molto tardiva e sensibile alle malattie, ma dal gusto ottimo. Il nome deriva dalla forma a pugno del suo grappolo. In passato, le colture poco produttive venivano abbandonate, perché si puntava molto di più all’aspetto quantitativo della produzione. Ora è diverso. Per noi è stata una vera sfida, data la difficoltà di coltivare una vite molto tardiva ad alte altitudini. Abbiamo dato a questo vino un nome che richiama la felicità, la solarità, la freschezza: Ilaia. Ce ne siamo innamorate.

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Il lato living del vino – Decorazioni per la tavola

Il vino non è solo degustazione è anche una piacevole decorazione. Come vive Montemaggio questo rapporto?

Il vino è tradizione ed eleganza, è la piacevolezza. Vini, bicchieri, decanter, tutto ha un forte potere decorativo, che cerchiamo di valorizzare nella nostra sala degustazione. Le bottiglie in esposizione sono già da sole un grande dettaglio decorativo, che colpisce subito la vista ed arriva al cuore. Ciò che conta è la cura nell’esporre, con dettagli e strumenti di contorno. A casa mia, il vino è protagonista anche come complemento d’arredo, capace di rendere ancora più suggestiva una bella serata.

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Il vino può decorare la mise en place?

Nella nostra azienda cerchiamo sempre di impreziosire la mise en place dei nostri Light Lunch, con grande attenzione alla stagionalità, ai tessuti. In questo periodo, fichi ed uva fanno da padrone, insieme a zucchine e melanzane, accompagnati dal magico potere dei fiori: rosa, dalia, rosmarino. Tutto abbinato al colore del vino ovviamente, ai calici, al tovagliato. Un modo di vivere la tavola che ricorda la stagionalità. Seguire i ritmi della natura per noi è la giusta strada.

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Foto: Marina Semenova / www.montemaggio.com

Stefania Tagliaferri

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