Revival anni '70 - Una casa in stile Twiggy

Un grande trend fatto di tempo trascorso che continua a dettare tendenza. Lo stile vintage è molto più di una questione estetica, è il recupero di oggetti che hanno disegnato il percorso dell’arredo come oggi lo conosciamo, tra esperimenti e piccole rivoluzioni. In occasione del 67esimo compleanno della prima super modella della storia, inarrivabile icona di questo filone, Dalani vi racconta i dettami di una casa in stile Twiggy. E ne ripercorre la scintillante carriera…

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Una casa in stile Twiggy – Tra Vintage e Mid Century

La linea che separa la diversità dalla rivoluzione è sottile. E’ Twiggy. Eclettica, carismatica, colorata. Con la sua personalità la prima super modella della storia del fashion ha inevitabilmente influenzato le tendenze anche in termini di arredamento e design. Le fantasie e i colori decisi che le incorniciano il viso e ne fasciano il corpo esile e longilineo, tipiche degli anni a cavallo tra i ’60 e i ’70, hanno nel tempo lasciato un segno anche nel contesto Home and Living. Tanto che, pensando ad un arredamento Vintage o Mid-century, si può parlare di una casa in stile Twiggy.

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Righe e geometrie sono ovviamente immancabili, mentre l’arredo si fa più asciutto e spigoloso, proprio come le principali caratteristiche dell’iconica fisicità di Twiggy. Pois, cerchi e colori energici, declinati in soluzioni a piena parete sono invece i perfetti richiami ad uno stile che ancora oggi fa scuola.

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Foto in alto a sinistra: © BritishVogue way back in 1967 fb

Grande spazio poi agli accessori, quali cuscini che giocano con cromatismi alterni tra optical e simmetria, perfettamente complementari alle monocromie di divani su palette neutre o pastello. Il legno è il materiale d’elezione, così come un altro grande classico quale il vetro. Senza rinunciare a tocchi d’estro come rivestimenti in tessuto effetto velluto.

Twiggy – A star is born

Timida, impacciata, un viso con poche lentiggini e due occhi enormi e magnetici. Un mix esplosivo e assolutamente inaspettato che diventa la perfetta rappresentazione di ciò di cui la società del dopoguerra aveva bisogno per rompere gli schemi e cercare un nuovo inizio. Nata a Neasden, sobborgo di Londra, il 19 settembre 1949, Lesley Hornby lavora come sciampista in un negozio di parrucchieri quando, appena sedicenne, viene notata da Justin de Villeneuve, suo futuro manager e fidanzato, che intuisce il potenziale in quella bellezza androgina, controcorrente, tanto esile da farle guadagnare il nome di Twiggy, letteralmente “stecchino”.

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Foto bianco e nero: © Amaryllis Sternweise, 2012 / Foto a destra: © RV1864, 2015

Fotografata per la prima volta da Barry Lategan, diventa un pilastro dell’iconografia del mondo fashion e di una parte fondamentale della sua cifra stilistica dopo l’incontro con Deirdre Mc Sharry, editrice della rivista di moda del “Daily Express”.

Twiggy, il volto del 1966 – La moda cambia connotati

Decisamente un anno fortunato per Twiggy, che proprio nel 1966 viene consacrata come prima vera super modella della storia grazie alla mitica copertina del “Daily Express”. L’anti pin up per eccellenza, cosi spigolosamente lontana dalle forme burrose di Marilyn Monroe, è un nuovo punto di riferimento del fashion mondiale, tanto che la stilista britannica Mary Quant la sceglie per lanciare una delle creazioni che da lì a breve rivoluzionerà il guardaroba femminile: la minigonna.

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© sarahcstanley, 2011

 

Una fisicità, quella di Twiggy, asciutta ma estremamente fresca e comunque femminile, in modo alternativo. Perfetta per lanciare un capo all’epoca tanto audace evitando una deriva volgare o di poco gusto. Lo stile Twiggy è nato, ed è pronto a fare scuola.

Twiggy Make Up – Occhi, capelli e carisma: stile da star

Twiggy diventa un vero simbolo della cultura pop grazie a dei connotati messi in risalto da una combinazione esplosiva di hairstyle e make up, capaci di trasformarla in un personaggio estremamente riconoscibile. Il taglio di capelli che lanciò la sua carriera fu creato da Leonard di “Mayfair”; il colore, biondissimo e dal gusto nordico, fu invece opera di Daniel Galvin. Il famoso scatto del “Daily Express” porta invece la firma di Barry Lategan. Il resto è storia.

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© Ronald Traeger, 1967

Ma furono i suoi occhi a lanciarla nell’olimpo delle icone fashion. Grandissimi e azzurri, venivano messi in risalto da incredibili ciglia finte, incorniciante da un sapiente utilizzo dell’eyeliner. Questi seducenti e vaporosi eyes-poppers definirono il look più imitato degli anni ’60.

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© oneredsf1, 2014

Stile Twiggy – L’emancipazione femminile è in prima pagina

In un certo senso, Twiggy è un prodotto mediatico dell’epoca, figlia di giornali patinati che ne costruiscono il mito venendo però a loro volta alimentati dal carisma e dalla creatività della super modella. Figlia di una sarta, il volto più famoso della moda cuce e realizza molti dei suoi abiti, arrivando anche a lanciare una propria linea di vestiti, la “Twiggy Dresses”.

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Twiggy viene immortalata dai più grandi fotografi di moda, come Bert Stern, Cecil beaton, Richard Avedon, apparendo nelle cover di magazine come Vogue, il Journal e Seventeen. Uno degli aneddoti più curiosi a proposito è quello riguardo alcuni scatti realizzati con David Bowie, mito musicale simbolo della libertà sessuale in quegli anni, e a raccontarlo è stata proprio la super modella in diverse occasioni. Le foto avrebbero dovuto finire sulla cover di British Vogue, ma l’editor sollevò una polemica affermando di non poter pubblicare un uomo sulla copertina del giornale.

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© RV1864, 2015

Nel frattempo, David, uomo definito da Twiggy “estremamente intelligente e creativo”, decise di usare lo shooting per la copertina del suo album, “Pin Ups”. Ancora oggi celebrata come una delle cover più belle mai realizzate.

Twiggy: dalla moda al cinema, passando per la musica

All’apice della sua carriera come modella, nel 1971 Twiggy abbandona le passerelle per dedicarsi al cinema. Il suo esordio sul grande schermo, nel fim “The Boy Friend” di Ken Russel ne conferma la straordinaria versatilità e le fa vincere anche due Golden Globe. La sua carriera prosegue anche nel mondo della musica, grazie a diversi album con i quali conquista due dischi d’argento.

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© farmgirlfashionista.blogspot

Nel 2005, Twiggy diventa il volto della catena Marks & Spencer, per la quale ha lanciato una linea di abbigliamento. In seguito, ha pubblicato un libro “A guide to looking and feeling fabolous at any age”, schierandosi contro la rincorsa alla chirurgia estetica. Una scelta totalmente in linea con la sua filosofia:

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© IFAW Tails for Whales, 2008

Per me invecchiare non significa buttar via il rossetto preferito o un paio di stivali che adoro. E’ piuttosto connesso al fare tesoro di tutte le grandi cose che ho imparato, all’aver totale consapevolezza di ciò che fa o non fa per me. E anche al saper sempre scegliere l’outfit migliore per mettere in risalto ciò che mi rende unica.

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Carisma, coraggio, intelligenza. Doti che vanno oltre la bellezza ma che la impreziosiscono, rendendola immune al tempo che passa. Ed è forse questo il segreto del successo di un mito come Twiggy. Una vita dedicata alla moda che crea un vero e peculiare stile di vita. E, come disse un’altrettanto iconica collega, “la moda passa, lo stile resta…”

 

Foto copertina: Dalani / Foto ambienti: living4media

 

 

 

 

 

 

Alessandro Balia

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