Natasha Stefanenko - Il mio aiuto a Soleterre

Nel 2006, Natasha Stefanenko incontra l’associazione Soleterre e ne diventa il volto ufficiale. Un’organizzazione umanitaria impegnata a garantire i diritti inviolabili dei più deboli nelle cosiddette “terre sole”. India, Costa d’Avorio, Uganda, Marocco, El Salvador, Repubblica Democratica del Congo, Italia ed Ucraina, paese a cui lei stessa è particolarmente affezionata. Abbiamo voluto incontrarla in un freddo pomeriggio milanese, per raccontarci da vicino la sua bellissima esperienza come testimonial e, naturalmente, qualcosa sulla sua casa.

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Natasha Stefanenko – Incontrare Soleterre

Dal 2006 ti vediamo impegnata a sostegno di Soleterre. Puoi raccontarci questa bellissima esperienza? 

Ho conosciuto il presidente di Soleterre Damiano Rizzi ormai 10 anni fa. Conducevo un programma radiofonico e ho ascoltato una sua intervista in occasione dell’anniversario dell’incidente nucleare di Chernobyl. Da quel giorno, sono al fianco di Soleterre e sostengo il Programma Internazionale per l’Oncologia Pediatrica, grazie al quale aiutiamo i piccoli malati e diamo loro una speranza concreta di cura e di vita.

Soleterre opera in Italia e in diverse zone al mondo, tra cui l’Ucraina, paese a cui sei legata. 

In Ucraina, Soleterre opera dal 2003 presso i dipartimenti di Pediatria degli Istituti Ospedalieri di Oncologia, Oncoematologia e Neurochirurgia.  Interviene per migliorare le cure mediche e supportare i piccoli malati di cancro e le loro famiglie, grazie all’assistenza psicologica, la riabilitazione e la fisioterapia, la fornitura di medicinali e la strumentazione necessaria. Nel 2009, è stata aperta anche una Casa di Accoglienza, dove i bambini e le loro famiglie possono ricevere cure e terapie in day hospital e affrontare al meglio il recupero in un ambiente più intimo e familiare. Io stessa sono stata più volte in visita al progetto e ho visto con i miei occhi le attività che vengono svolte tutti i giorni da Soleterre. Ho toccato con mano quanto sia importante per questi bambini sapere che noi combattiamo per loro, crediamo in loro e li aiutiamo affinché possano guarire.

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Soleterre, una casa nel mondo

Alcuni scatti all’interno delle strutture ospedaliere di Kiev e Lviv in Ucraina in cui opera Soleterre.

Esiste un legame speciale tra l’Ucraina e l’Italia? Pensando a Chernobyl…

Sì è vero. Dopo l’incidente nucleare gli italiani si sono dimostrati da subito molto solidali e sensibili nei confronti del popolo ucraino, soprattutto dei bambini. Basti pensare a quante associazioni e quante famiglie da anni ospitano durante l’estate i bambini di Chernobyl. Soleterre ha pensato di andare direttamente sul campo ad aiutarli e dal 2008 ha sostenuto la nascita dell’associazione locale Zaporuka, divenuta partner di progetto e responsabile in loco delle attività nei reparti pediatrici e nella Casa di Accoglienza.

Soleterre è impegnata anche in altri paesi e su diversi fronti. Quali sono i maggiori risultati raggiunti e cosa rimane da fare?

Sempre per l’oncologia pediatrica, Soleterre opera anche in Marocco, Costa d’Avorio, Uganda, India e Italia al San Matteo di Pavia. Sempre in Uganda invece collabora con l’ospedale regionale di Gulu, per prevenire e combattere la malnutrizione e altre patologie pediatriche. Da quando l’associazione interviene in questi Paesi, sono stati raggiunti diversi importanti risultati. In Ucraina ad esempio, i tassi di sopravvivenza sono aumentati. In Costa d’Avorio ed in Uganda è stata aperta la prima Casa d’Accoglienza e sempre a Gulu, verrà inaugurata a giorni la nuova ala dell’ospedale pediatrico per la cura e la prevenzione della malnutrizione. Ma purtroppo le azioni da fare sono ancora tantissime, affinché la salute e l’accesso alle cure diventi un diritto per tutti e non più un privilegio.

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A tu per tu con Natasha Stefanenko. Tv, Web, Living

Anche nel tuo blog: Natasha’s Way hai una forte attenzione al sociale. Cosa vorresti comunicare?

Nella mia vita ho conosciuto tanta felicità, ma ho incontrato anche il dolore e la sofferenza. Aiutare chi ha bisogno per me è un istinto, un dovere morale. Come si può restare indifferenti?

Qual è il tuo stile della tua casa? Cosa ti piace e cosa eviteresti.

Non riesco ad immaginarmi in un posto poco luminoso e non accogliente. Per me la casa è sopratutto il luogo del calore, dove si ritrova la famiglia e si invitano gli amici più cari.

Quali sono a tuo parere le differenze tra il vivere la casa in Italia ed in Russia?

Personalmente non noto alcuna differenza. La mia famiglia d’origine è unita esattamente come quella che ho creato con mio marito Luca e la nostra Sasha. Sia a Mosca che in Italia, penso alla casa come spazio aperto a chi amo e alle persone con cui condivido la mia vita.

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Foto: Soleterre Onlus

Stefania Tagliaferri

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