Villa Dionisi - Memorie contemporanee

Sarà la meravigliosa cornice naturale della pianura veneta, sarà il fascino di un’epoca passata che sembra essersi fermata tra le fronde dell’immenso parco, ma Villa Dionisi custodisce ancora quell’eterna bellezza che le fu donata nel XVIII secolo e che continua a pervadere la sua maestosa facciata. Ed è qui, tra il sogno di una dimora senza tempo, antichi fasti e splendori artistici, che nasce l’ambizioso progetto di conciliare il contemporaneo con la storia, raccontandoli in una chiave inedita. L’estetica quotidiana può effettivamente convivere con il romantico immaginario della tradizione? Ciò che è certo è che la Fondazione Aldo Morelato ha creduto possibile questa appassionante combinazione, creando un percorso alternativo per percepire il design, di viverlo e soprattutto di interpretarlo. E se potrà sembrare strano immaginarsi le opere di grandi designer non più esposte in musei o contesti moderni, ancora di più sarà ammirarle in splendidi saloni dai sontuosi soffitti a cassettoni o appoggiati a pareti affrescate da maestri del Settecento. Nasce così il Museo delle Arti Applicate nel Mobile (MAAM), con l’obiettivo di raccogliere, documentare e testimoniare la tradizione dell’ampio settore dell’arredamento, mostrandolo nella sua declinazione più attuale. Un “museo nel museo”, dove lo spettatore può godersi un’elegante architettura settecentesca confrontata con l’estro creativo dei giorni nostri. Il rapporto è sicuramente possibile!

Dettagli

Memorie settecentesche e spazi espositivi: Vila Dionisi

Nel cuore del Veneto, a pochi chilometri da Verona, si erge la splendida Villa Dionisi (1), in località Cà del Lago, nel comune di Cerea. Voluta dal marchese Gabriele Dionisi, era un importante punto di controllo per le proprietà limitrofe, oltre ad essere una perfetta ed elegante abitazione dove accogliere gli ospiti. L’impatto con questa bellezza architettonica è a dir poco suggestivo: delimitata dal meraviglioso parco che la circonda, e che svolgeva un’importante funzione rappresentativa, la facciata sembra esserne un’unica e armoniosa continuazione, perfettamente integrata con la dimensione agreste in cui si trova. Raffinata e maestosa, la struttura richiama il tipico schema delle costruzioni venete del tempo, composta da un corpo centrale affiancato da alari dalle stanze ampie e luminose. All’interno, il susseguirsi di ambienti del primo e secondo piano, collegati dal sontuoso salone, si accompagna alla splendida decorazione, sia pittorica che plastica (2-3).

Affreschi

Ed è proprio l’apparato decorativo a rendere Villa Dionisi un’interessante testimonianza artistica del Settecento, magnificamente elogiata dalla mano dei pittori e scultori Giuseppe Montanari, Taddeo Taddei e Giuseppe Gru. Ammirare gli affreschi che ricoprono soffitti e pareti, seguire le linee sinuose di stucchi e sculture, in un emblematico tripudio di bellezza e compiacimento, è sicuramente importante per capire l’impronta stilistica della villa, in sintonia con una tradizione roccocò celata dall’aspetto più formale e austero dell’esterno. E proprio in queste sale è allestito il Museo delle Arti Applicate nel Mobile, in un inevitabile e sorprendente gioco di contrasti.

La fondazione che reinterpreta il design

Le porte del passato si aprono così all’espressione creativa più attuale, distinguendosi per l’originale quanto brillante sintonia. Villa Dionisi non solo come spazio espositivo, ma anche come sede della Fondazione Aldo Morelato, nata dall’omonima azienda nel settore dell’arredamento. In una realtà dove il contemporaneo e tempo trascorso si ritrovano spesso a confronto, è fondamentale reinterpretare le due entità, unendole in ciò che più hanno in comune: la memoria. Ed è su questo filone che la Fondazione vuole agire, ponendosi dei fondamentali obiettivi per portare avanti la storia dell’arredamento, come espressione di una cultura, di uno stile di vita e soprattutto di un continuo miglioramento. Una tradizione che parte dall’artigianato per poi consolidarsi nel presente con il design. La Fondazione agisce soprattutto attraverso l’Osservatorio sull’Arte Applicata nel Mobile, realtà destinata a comprendere l’evoluzione dell’abitare e i cambiamenti del nostro spazio quotidiano, attraverso studi, ricerche, promozioni e soprattutto il MAAM. Il Museo delle Arti Applicate nel Mobile è infatti un eccellente risultato di questa attività, esposizione permanente destinata a conservare un work in progress di conoscenza.

La collezione del MAAM

Diretto dall’architetto Ugo La Pietra, il museo è allestito secondo un progetto di Sophia Los, prevedendo l’esposizione sia di mobili che di oggetti dal design contemporaneo. Ogni opera è inserita in una stanza o in uno spazio all’aperto della villa, permettendo così una singolare integrazione dell’elemento con la dimensione che lo circonda. La collezione documenta oltre vent’anni di ricerca, sperimentazioni tecniche e rimandi creativi, utilizzando nuovi materiali e spunti stilistici, spesso direttamente ripresi dal territorio veneto. I modelli presentati sono prototipi progettati da grandi nomi del design, pezzi unici selezionati all’interno della produzione dell’azienda Morelato. La raccolta va da complementi dall’interpretazione più astratta, come il mobile angolare Spicchi di Memoria di Fabio Novembre (4) o la panca da giardino Barca, finchè la barca va di Friso Dijkstra (5), a quelli dalla forma più riconoscibile e familiare, come la cassettiera Rolling di Gianmaria Colognese (6), il divano dall’ideologia futuristica Xiloteca di Franco Poli (7), la cantinetta Botte Rovesciata di Toni Cordero e Alberto Pozzallo (8) o il mobile porta tv Moresco di Ettore Soffientini (9). Una visione più fantasiosa e sognatrice spetta invece a opere come il tavolo Alberobello di Aldo Cibic (10) o il romantico scrittoio Una finestra per scrivere di Carlo Venosta (11).

Veneta
Divano e cassettiera
New Design
Artigianato

Infine, alla geometria scolpita dei progetti di Ugo la Pietra (12) si affiancano altri grandi nomi come Umberto Riva (13) e Luca Scacchetti (14). Un patrimonio in continua espansione grazie a donazioni e raccolte, in grado di rappresentare nel massimo della sua definizione il design.

Design

Panca

Letto

Il mobile significante

Altro contributo per la collezione sono sicuramente le opere vincitrici del Concorso internazionale di design “Il mobile significante”, indetto dalla Fondazione Aldo Morelato ogni anno. Giunto alla XI edizione del 2014, il tema proposto è quello dei Luoghi dell’abito, incentrato sull’organizzazione dell’abbigliamento nello spazio d’arredo. Il concorso incentiva così l’innovazione nel settore, individuando nuove tendenze in grado di gestire la realtà produttiva e stimolando la nascita di giovani progetti. In poche parole un mobile di qualità, in grado di rispettare il significato del “mobile ad arte”.

 

TESTO: Sara Di Nuzzo
IMMAGINI: Ufficio stampa Giuffrida Bragadin

Sara Di Nuzzo

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