Madina gioielli: viaggio nel giardino dei ricordi

Se da gaudium o da iocus, non è tutt’oggi ancora chiaro da dove derivi il termine gioiello. Ciò che è invece certo è che il bijoux ha attraversato la storia dalle civiltà più antiche fino ad oggi, a volte come gioia, a volte come gioco, spesso semplicemente ponendosi in perfetto equilibrio tra le due definizioni. L’uomo ha cercato sin dalle epoche più remote, ancor prima di vestirsi, di adornare il proprio corpo: rarità e difficile reperibilità i canoni con cui scegliere i preziosi ornamenti, che dovevano conferire potere, importanza e prestigio. Per questo motivo erano realizzati con oro e pietre preziose, per le loro proprietà di estrema durezza e indistruttibilità, tali da donare un alone di invincibilità e nobiltà a chi li indossava. La tradizione dell’arte orafa ha radici profonde e gelosamente custodite dagli artigiani per millenni. Alla lavorazione secolare e alle tecniche antiche si ispira il lavoro di Madina Visconti di Modrone, creatrice di gioielli d’autore raffinati e unici, incontrata dalla nostra Style Director, Margot Zanni, per Dalani Magazine.

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Madina, il nome è lo stesso della nonna paterna, ci viene incontro con un sorriso contagioso incorniciato da un velo di rossetto rosso. Il legame speciale con la tradizione e l’antichità è subito contraddetto dalle punte dei suoi capelli: un blu ceruleo che si confonde con il cielo di Milano in questa mattina di inizio Marzo. Un accenno di colorata, ma delicata, ribellione va a braccetto con un’incredibile charme, ancora genuino e inconsapevole. Probabilmente la giovanissima designer intercetta la nostra sorpresa quando ci spiega: “Da qualche anno coloro i miei capelli a metà. Li ho avuti blu, viola, verdi… Mi ha ispirato una modella incredibile che seguo su Instagram. Mi piacciono i tagli corti e sbarazzini, danno carattere.” Madina ha solo 24 anni e un’eleganza innata, mal nascosta sotto una tenera timidezza, tipica della sua età. Dopo aver completato gli studi, tra Londra, Parigi e Milano, in Design del Gioiello, ha deciso di seguire le orme della madre Osanna.

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Legami preziosi

Quella di Madina è una famiglia da sempre incline all’arte, al collezionismo e al bello: la nonna collezionava monili, tra cui pezzi unici di Lucio Fontana, Mario Ceroli e Arnaldo Pomodoro. La madre Osanna, invece, è una vera celebrità del settore grazie ai suoi gioielli dalla genesi concettuale, realizzati utilizzando la tecnica della fusione a cera persa. Madre e figlia hanno dunque sposato lo stesso nobile progetto: Madina ha iniziato a collaborare con il brand Osanna Visconti di Modrone, debuttando con una collezione di cerchietti in bronzo e argento. Leggeri e impalpabili si ispirano agli elementi della natura. E’ la sua voce a raccontarci come tutto ha avuto inizio: “Ho iniziato a produrre più di un anno fa. E’ stato un processo naturale, ho sempre coltivato la passione per l’arte e mia madre mi ha ispirata sin da piccola. Ho cominciato con i cerchietti in bronzo che sono, in assoluto, l’accessorio che preferisco. Ho lasciato che la natura prendesse il sopravvento: fiori, foglie, rami… I cerchietti vengono spesso sottovalutati, ma sono veri e propri gioielli per capelli, perfetti anche con jeans e t-shirt.” L’obiettivo? Restituire al gioiello il suo ruolo originario di talismano prezioso, carico di leggenda e storia, che ha ricoperto sin dall’antichità.

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Chiostro nel cuore di Milano

“Adoro le 5 vie, è una zona viva e allegra!” Sorride Madina, facendoci strada attraverso il chiostro di accesso all’atelier che condivide con le creazioni della madre. Lo show room sembra naturalmente sbocciato nel luogo ad esso più affine: la poesia di un antico chiostro, il silenzio del giardino leggermente appartato rispetto a via Santa Marta, la cornice del cielo meneghino in alto tra i palazzi. Appena varchiamo la porta di entrata ci ritroviamo nel mondo bronzeo saldato insieme dalla passione di queste due ambasciatrici di stile.

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Il giardino di Madina

Natura e gioielli. Destino e poesia. Sono una sintesi materica le creazioni dalle quali ci troviamo improvvisamente circondati. L’atelier è uno spazio avvolgente, una foresta incantata in cui rami nodosi, come sotto l’effetto di un sortilegio, si snodano fino a far vibrare le corde più sensibili della nostra anima. In questo groviglio di emozioni, che prendono forma in gioielli dal fascino ricercato e prezioso, Madina ci lascia curiosare nel suo mondo elegante. “Creo oggetti che sicuramente desidererei e indosserei. Mi rivolgo ad un tipo di donna raffinata ma versatile, che affidi il suo carisma ai dettagli.” Ogni gioiello nasce come nasce una storia d’amore, è un imbarazzato primo bacio dato sul dorso di corteccia di un albero, lontano da occhi indiscreti. “Ogni esemplare è rigorosamente fatto a mano, un pezzo unico. La genesi è artigianale, così come la produzione. Tutto nasce dall’ispirazione, a cui segue un disegno, un veloce schizzo sul foglio che fissa l’idea.”

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I gioielli di Madina hanno le radici tra le immagini dell’infanzia e i colori del prato: precisamente nascono nel giardino di Grazzano Visconti nel piacentino, in cui la giovane designer, ancora bambina, ammirava la ciclicità della natura stagione dopo stagione. Ai cerchietti di edere intrecciate sono seguiti infatti orecchini, pendenti e bracciali: sembrano opere della natura stessa, provenienti direttamente dal centro della terra, colti tra siepi, rovi e boccioli in fiore, ma con un prestigio ineguagliabile. Il gioiello del cuore? E’ l’anello di bronzo da cui Madina non si separa mai: il legame con il suo passato è racchiuso nel sassolino di ghiaia che vi è incastonato. “Non è un caso se il mio colore preferito è proprio il bronzo.” Ci confida.

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Gioielli in Primavera

Il profumo di fresie risvegliato dalla rugiada del mattino pervade l’atmosfera, in questo viaggio tra i ricordi ancestrali di Madina. Tra il bronzo e l’argento, il filo conduttore sono foglie e fiorellini smaltati, elementi semplici e impalpabili che diventano nobili se lavorati dalle sue mani. Durante il nostro tour nello show room sfioriamo petali e gioielli esposti, in punta di dita, come se potessero sfiorire sotto un tocco troppo deciso. Ma queste gioie preziose non sfioriscono con il passare delle stagioni, restano intatte nella loro bellezza senza tempo. Sono opere d’arte in miniatura, sculture da indossare, viticci ramificati che avvolgono la pelle. Alle reminiscenze infantili di Madina si alternano le opere di Osanna: l’estetica diventa più imponente e scultorea, al bronzo si sostituiscono pietre preziose come il cristallo di rocca, l’ematite, la pirite e le pietre allo stato informe. Negli ultimi anni Osanna ha deciso però di virare verso l’arredamento di interni con una collezione di piccoli oggetti decor. Cliccate sulle frecce per scoprire il giardino prezioso di Madina.

Impronte di design

Madina segue le orme della madre anche per quanto riguarda la lavorazione. Predilige infatti l’antica tecnica artigianale della fusione del bronzo a cera persa, inseguendo un preciso effetto estetico che lascia esterrefatti. Non è un caso se, gli ornamenti plasmati in questo modo, nell’antichità erano i più ricercati dalle famiglie nobili. Sono note le proprietà della cera: duttile, malleabile, resistente, morbida, plastica e molto precisa. E’ proprio in cera che l’orafo esegue la scultura da trasformare in bronzo, ma vuota, perché al suo interno successivamente verserà il metallo fuso. E’ facile immaginare come su un blocco di cera, lavorato con il calore delle mani nude, sia semplice lasciare le proprie impronte digitali. Con la tecnica a cera persa le identiche impronte vengono trasferite sulla superficie interna della forma e, quindi, direttamente trapiantate sulla superficie in bronzo. Nessun altro procedimento garantisce una simile precisione. Niente altro che impronte rivelatrici.

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La materia così lavorata assume una suggestione del tutto inedita; è questo il segreto di una tradizione artigianale irripetibile e unica al mondo. La stessa materia può dare continuamente vita a un risultato artistico sempre diverso: forgiare il bronzo con le mani implica necessariamente il destinare al gioiello l’arduo compito di raccontare una storia. Come nel passato, si è in presenza di ornamenti che racchiudono bellezza, magia, potere: memoria e futuro si fondono in un tempo onnipresente, in ogni colata ardente, tutte le volte che la forma diventa sostanza. E’ così che il gioiello riacquista il suo simbolismo di talismano, custode di storie e superstizioni. La delicata luminescenza del metallo richiama i manufatti antichi, mentre l’irregolarità diventa marchio distintivo di un gioiello esclusivo e di nicchia. Con l’usura e il tempo la lucentezza bronzea si lascia trasformare dalla chimica dell’epidermide, virando in rosso e poi sul brunito ma, con una lucidatura, ritorna lo splendore originario. E’ una continua rinascita ciclica. Non è un caso se, ancora una volta, la natura diventa metafora di questa nobile arte antica.

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Arte Made in Italy

L’arte orafa rappresenta una delle eccellenze del nostro Made in Italy. Perfetta fusione tra passato e modernità, sintetizza l’amore per il bello con il sapere artigiano, due aspetti che hanno dato all’Italia la leadership mondiale nella produzione di gioielleria e oreficeria. L’Italia è infatti il maggior produttore ed esportatore mondiale di gioielleria.

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Tra moda e dimora

Ma come coniuga Madina l’amore per i gioielli con la passione per l’home&living? “Apprezzo tutto ciò che è bello in senso assoluto. La mia casa ideale deve sapere di casa, accogliente e piena di ricordi. La dimora è uno specchio che rappresenta il padrone di casa, perciò via libera a pareti colorate e ad un cocktail di stili diversi. Ciò che conta è che sia poliedrica così come lo sono io. Non può mancare infatti un dettaglio savage!” Avevate qualche dubbio? Anche per quanto riguarda la moda il leit-motiv non cambia: “Amo gli abiti con una loro personalità, che restino protagonisti di un guardaroba per anni. Non mi definisco una fashion victim, ma il vintage è una vera passione: attingo spesso dall’armadio di mamma e nonna, adoro rivisitare i loro abiti in una chiave tutta mia.” Il nostro tempo è scaduto, è arrivato il momento di lasciarsi alle spalle questo giardino incantato e tornare alla realtà. Sull’uscio ci attardiamo ancora un po’, giusto il tempo per un’ultima curiosità. L’indirizzo del cuore? “Il negozio Wait&See, in Via Santa Marta.” Qui tra pezzi vintage, abbigliamento e cartoleria è possibile imbattersi anche in qualche sua creazione.

Testo: Cristina Allegretto
Intervista: Margot Zanni
Foto: Francesco Romeo per Dalani

Cristina Allegretto

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