Édith Piaf - La vie en Rose e altre storie

La Vie en Rose e altre storie. Si può raccontare così Édith Piaf, cantante dalla tonalità preziosa e dalla vita tumultuosa, dominata dal genio del suo estro creativo e dalla sregolatezza dei suoi amori tormentati. Ecco il nostro omaggio ad un’icona della bella Parigi: intramontabile Édith Piaf.

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Foto Tour Eiffel: ©Roberto Taddeo 2013

Édith Piaf – La vie en Rose della musica nasce a Parigi

Édith Piaf nasce a Parigi nel 1915. Un’infanzia di stenti e povertà ma ricca di passione per l’arte. A soli 8 anni infatti, muove i primi passi come cantante insieme al padre. Il vero debutto avviene a soli vent’anni, con lo pseudonimo di La Môme Piaf, dopo un’audizione al “Le Gerny’s“, cabaret vicino agli Champs Elysées. La sua voce camaleontica, unisce diverse sfumature, dalle più roche e graffianti a dolci armonie femminili. Definita “Passerotto” per la sua corporatura minuta, è stata sempre a fianco grandi personalità di arte, cultura e musica del suo tempo, come Raymond Asso, Jean Cocteau, Charles Aznavour, Yves Montand e tanti altri. Lei stessa, la chanteuse réaliste più amata di Francia, diventa a sua volta un trampolino di lancio per diversi giovani artisti.

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©taypad.com

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Édith Piaf e gli anni folli dell’arte – Dagli esordi alla guerra

Nel 1936 Édith Piaf incide il suo primo disco: Les Mômes de la cloche. Sono gli anni in cui è seguita dall’impresario Louis Barrier, sua dolce metà anche nella vita privata; gli stessi anni in cui Jean Cocteau si ispira a lei per scrivere la sua opera teatrale Le bel indifférent. Sono gli anni del Jazz, del lusso sfrenato, dell’oro e dei diamanti, della grande eleganza di Chanel, delle feste nei palazzi più sontuosi della città, nel pieno della loro bellezza prima della seconda guerra mondiale. Anni di forte fermento creativo nei caffè letterari e delle grandi opere d’arte ancora vive nell’immaginazione, come quelle di Dalì, Picasso, Mondrian, Matisse… In questo scenario tra Art Déco e innovazione, Édith Piaf si afferma come cantante innovativa, capace di interpretare tutta l’inquietudine e la ribellione proposta poi negli anni a venire dagli intellettuali della Rive Gauche, come Juliette Greco, Camus, Queneau, Boris Vian, Vadim. Un personaggio chiave, che con la sua musica ha rappresentato la Francia prima e dopo gli anni bui della guerra.

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La vie en Rose – Édith Piaf  canta il nuovo volto della Francia

Il 1945 segna la fine del secondo conflitto mondiale e l’inizio di una nuova vita per tutti i francesi. La vie en Rose nasce da qui. Canzone scritta e interpretata con grande ottimismo, tema chiave di gran parte delle sue canzoni. Con La vie en Rose, Édith canta la forza di tornare a vivere dopo anni di distruzione, dando un nuovo volto a Parigi e alla nazione intera. Un brano diventato icona del suo tempo e riproposto nel corso della storia attraverso diverse interpretazioni, non solo musicali. Vivere una vita in rosa è, grazie alla sua canzone, una vera e propria frase fatta, un’espressione attuale al nostro tempo, volta a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno anche in momenti di difficoltà.

Quand il me prend dans ses bras
Il me parle tout bas
Je vois la vie en rose
Il me dit des mots d’amour
Des mots de tous les jours

La vie en Rose

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Foto Édith Piaf – ©Jay Pitsby 2014

Idee tra vintage e design – Édith Piaf testimone del suo tempo

Le Corbusier, Prouvé, Jean Royèr e Charlotte Perriand sono solo alcune delle figure chiave che hanno reso indimenticabile il decennio degli anni ’50. Il design come riscoperta, tra tradizione e voglia di innovazione e qualità del vivere quotidiano. Nascono in questi anni grandi classici del design, oggi riscoperti nella loro anima più vintage ed iconica, primo tra tutti la serie Prouvé Raw riproposta da Vitra o la città utopica, Chandigarh, realizzata da Le Corbusier. Un decennio dal tocco eclettico, che ben si nota tra le vie più alla moda del tempo, quelle del quartiere di Saint Germain e le sue tante botteghe di antiquariato.

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Ispirazioni d’amore: da La vie en Rose verso gli anni ’60

L’amore è un tema immancabile nelle sue canzoni. Un bisogno unico anche nella sua vita, che l’ha vista protagonista di grandi storie, spesso dal finale sfortunato. Il suo cuore batte anche per la musica, tanto che nel 1955 fa il suo debutto all’Olympia per poi volare al Carnagie Hall di New York. Ad attenderla una standing ovation: un applauso lungo sette minuti solo per lei. Non, je ne regrette rien è un altro grande successo, con cui nel 1960 Édith Piaf si esibisce ancora una volta all’Olympia, risollevando le sorti del teatro prossimo al fallimento. Nel 1963, Édith Piaf si spegne a Grasse. E’ sepolta nel cimitero degli artisti Père Lachaise della sua amata Parigi.

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien
Ni le bien qu’on m’a fait
Ni le mal; tout ça m’est bien égal!

Non, rien de rien

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©alfavita.gr

 

 

Foto: Pinterest – living4media

 

Stefania Tagliaferri

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