Cronaca di un mito: 2015 e Le Corbusier

Cronaca di un cinquantenario. L’anniversario della morte di Le Corbusier nell’anno dell’Expo non è una coincidenza, ma una nuova chiave di lettura per celebrare il grande ritorno di uno dei maggiori maestri dell’architettura e design del XX secolo: Charles-Edouard Jeanneret Gris, in arte Le Corbusier. Tra mostre e manifestazioni in tutto il mondo, questo è il nostro piccolo omaggio, con un occhio di riguardo alle esposizioni universali che lo hanno visto protagonista.

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 Foto sinistra: ©Susleriel 2009 – Foto destra: ©Jpmm 1999 Dipinto in omaggio alla sua musa Eileen Gray  (1938-1939)

I primi passi a Torino 1902. Dalani racconta…

Nato nel 1887 in una piccola cittadina svizzera, Le Corbusier dimostra fin da piccolo una grande creatività, tanto da iscriversi nel 1900 alla scuola d’arte. E i primi risultati arrivano presto. Stando alla cronaca dei fatti, due anni più tardi, appena quindicenne, debutta all’esposizione universale di Torino, con un orologio da taschino da lui creato. Un’opera che già mostra un forte esempio di stile e innovazione e una tensione verso il movimento Art Nouveau francese e tedesco. Un trampolino che lo premia con un il diploma d’onore e segna l’inizio di un’incredibile opera, entrata a pieno titolo nella storia contemporanea. A 50 anni dalla morte e dopo 28 anni dalla celebrazione del primo centenario della nascita, sono ancora tanti i temi che ruotano attorno alla figura di Le Corbusier, sempre di grande cronaca e attualità. Dall’architettura al design, dall’urbanistica all’arte, in costante contestualizzazione sociologica, geografica e culturale.

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Foto sinistra: ©Chopsueyphoto 2008 – Foto destra: ©The Jr James Archive 2013 Piantina della città ideale di Le Corbusier: Ville Radieuse
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Foto sinistra: ©Jean Pierre Dalbéra 2011 Le Modulor, presente nella Unité d’Habitation di Le Corbusier a Berlino – Foto destra: ©Leon 2011 Maison La Roché Jeanneret (1923)

L’uomo al centro del progetto

Architetto umanista, è da sempre noto per la natura eclettica dei suoi interessi e per la grande vocazione creativa. Un vero e proprio maestro del secolo scorso, che ha sempre messo l’uomo e i suoi bisogni al centro di ogni progetto, un punto importantissimo, a volte forse utopico. Diversi sono i periodi che contraddistinguono il prezioso lavoro dell’architetto nella prima metà del ‘900 e che lo consacrano come uno dei padri del Movimento Moderno. Stando alla cronaca degli eventi, si parte da Villa Fallet, in Svizzera, progettata a soli 17 anni per arrivare al pensiero purista, con progetti più funzionali e lineari, come la maison La Roche-Jeanneret di Parigi del 1923. Il cemento armato e il calcestruzzo sono vere e proprie intuizioni ancora oggi di grande attualità, che accompagnano diversi studi e costruzioni di Le Corbusier, come Villa Savoye, risalente alla fine degli anni ’20, manifesto del Movimento Moderno e del cubismo architettonico.

 

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©Sophie&Cie 2006 – Villa Savoye Le Corbusier (1928-1931)
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Foto sinistra: ©Waywuwei 2001 – Foto destra: ©Sophie&Cie 2006 Villa Savoye Le Corbusier interno (1928-1931)

Parigi 1925: idee per una nuova città

Uno dei progetti più ambiziosi e di grande cronaca è il padiglione per l’esposizione universale di Parigi del 1925. L’Esprit Nouveau, progettato da Le Corbusier e Pierre Jeanneret, parte da uno studio di inizio decennio volto a un rinnovamento del pensiero urbano dell’epoca. Una vera e propria “scatola bianca”, con arredi dal gusto industriale e un grande albero al centro è l’esempio di una possibile unità abitativa della città del futuro secondo Le Corbusier. Una visione che abbraccia i bisogni della classe media del tempo, volta a creare nuova ricchezza e maggior benessere per l’intera comunità. Nel 1977, anche Bologna vede il suo Esprit Nouveau, oggi centro di documentazione e comunicazione in materia di politiche e progetti urbani della Regione Emilia-Romagna.

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Foto sinistra: ©Rete Civica Iperbole 2014 – Foto destra: ©Nicola 2009 Padiglione Esprit Nouveau Le Corbusier Parigi (1925)
 

Ville Radieuse e expo 1937: utopia e spazio

Il 1930 è l’anno di una grande visione teorica mai realizzata concretamente da Le Corbusier: Ville Radieuse. La cronaca la definisce una possibile città del domani, dove ristabilire il rapporto tra uomo e natura. Una forte separazione degli spazi, l’eliminazione dell’aspetto più urbano a favore di maggiori zone verdi e lo sviluppo in verticale delle aree residenziali. E’ il Lazio la regione scelta per lo sviluppo di una meravigliosa città radiosa, ma tutto rimane incompiuto. Così come i finanziamenti di Fiat e Olivetti chiesti da Le Corbusier per il padiglione dell’esposizione universale del 1937, con sede in un’altra Ville, la Lumiere, un grande ritorno dopo 12 anni. Temps Nouveau, questo il nome, trova comunque la sua realizzazione, dimostrando sempre la forte attualità di Le Corbusier e numerose similitudini con le tecniche utilizzate per la costruzione dei ponti sospesi. Otto piloni reticolari e sette tralicci disposti a creare un ampio rettangolo, uniti da un cavo. Ecco lo scheletro dell’ampio tendone, sede degli stand espositivi. Cronaca di un’utopia del vivere moderno?

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 ©Jean Pierre Dalbéra 2012 Fondation Suisse Parigi (1948)

Cronaca nell’arte: la Cité di Marsiglia e Bruxelles 1958

Cronaca di vivere l’arte, questa è una delle chiavi di svolta della filosofia di Le Corbusier. Così come mostra a Marsiglia a metà anni ’40, con la sua unità abitativa: la Cité Radieuse. Prima delle cinque proposte in tutta Europa, tra cui Berlino e Rezè les Nantes (Francia), ne riassume il pensiero moderno, così come le idee architettoniche e urbanistiche da lui trattate. La cellula abitativa, così chiamata, si estende poi al palazzo, al quartiere e all’intera città, mostrando l’assenza di confini tra il tutto e la singola parte, come appunto, tra architettura e urbanistica. Una fusione che si vive fervidamente circa un decennio dopo con il padiglione Philips, progettato per l’esposizione universale di Bruxelles del 1958. Qui a unirsi sono il suono e l’immagine, per un’esperienza totalizzante senza precedenti. Cronaca letta su tutti i giornali, la prima vera opera multimediale dell’era elettronica, il Poème électronique, ha cambiato per sempre la storia moderna.

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©Federico Piras 2008 Unité d’Habitation Cité Radieuse – Le Corbusier Marsiglia (1947-1952)
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©Objet bloguant non identifié 2014 Unité d’Habitation Cité Radieuse – Le Corbusier Marsiglia (1947-1952)

Celebrare Le Corbusier, oltre il design

Diverse sono le manifestazioni che vedono il grande architetto al centro della scena. Cuore pulsante è l’Italia, che lo omaggia a partire da Cassina. Storico è infatti il sodalizio tra questi due enormi pilastri, sancito nel 1964 e ancora oggi in piena attualità con una speciale riedizione dei classici di Le Corbusier: la chaise longue LC4, la sedia LC13 e la celebre poltrona LC2, uno dei pezzi più venduti e maggiormente copiati di tutta la collezione. “My House is a Le Corbusier” è il progetto di Cristian Chironi. Un percorso itinerante, attualmente presente al padiglione Esprit Nouveau di Bologna, che si snoda nel tempo e nello spazio tra gli edifici progettati da Le Corbusier, nei quali lo stesso Chironi soggiornerà per brevi periodi per capire come è concepita oggi la realtà di questo importante mito moderno. Arte nella cronaca. A Parigi la prossima tappa, nell’appartamento-studio in rue Nungesser et Coli.

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©Ryan Tolene 2007 Progetto urbano Firminy Vert – Le Corbusier (1965/2006)
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©Jpmm 2010 Eglise de Saint Pierre de Firminy Progetto urbano Firminy Vert – Le Corbusier (1965/2006)

Attualità e innovazione verso il futuro, mantenendo sempre un’ottica avanguardista. Le Corbusier è di certo un mostro sacro, irraggiungibile, un esempio di stile che fa della modernità il suo dogma, per un risultato ben visibile grazie ai 95 edifici sparsi in oltre 12 nazioni, 50 progetti urbanistici e tante idee rimaste incompiute. Il mito continua….

 Testo: Stefania Tagliaferri

Stefania Tagliaferri

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