A lezione di Design con Chiara Alessi

Il libro di Chiara Alessi “Dopo gli anni Zero. Il nuovo design italiano” cerca di rispondere al grande interrogativo di moda in questi ultimi anni: il design è davvero morto come dicono? No, ha solo cambiato forma. Ora cerchiamo di capire cosa è diventato.

Il design italiano contemporaneo? Uno specchio d’acqua paludosa in cui è difficile non affogare. È Chiara Alessi a trarci in salvo! Curatrice ed esperta di design, scatta un’istantanea del nostro bel paese, dall’alba del ventunesimo secolo ad oggi. Ne nasce una fotografia dai profili poco nitidi, per una realtà complessa che ha un urgente bisogno di riaggiornarsi perché frantumata nell’anima di molteplici personalità artistiche. È con il nobile intento di ordinare gli strumenti e finalmente affrontare lo stato delle cose del design che Chiara Alessi pubblica con Laterza il suo primo libro sull’argomento “Dopo gli anni Zero. Il nuovo design italiano”. Il saggio, un must per gli addetti ai lavori, imperdibile per gli appassionati, è il tentativo, riuscitissimo, di tracciare la carta geografica della progettazione Made in Italy degli ultimi venti anni. Finora, data la complessità dell’oggetto di studio, la critica si era limitata ad un’analisi superficiale, spesso contaminata dal pregiudizio. Qui il presente è un tempo da decodificare nonostante le sue mille sfaccettature, un coro polifonico da cui si alza un’unica cristallina e meravigliosa sinfonia, il punto di partenza per il nuovo che avanza.
Edito da: Editori Laterza

Dopo gli anni Zero. Il nuovo design italiano. Raccontaci qualcosa del tuo primo libro.

L’idea è nata 3 anni fa, dall’esigenza di offrire uno strumento chiarificatore sul confuso panorama contemporaneo. La mia sensazione è che se ne parlasse troppo ma in maniera approssimativa. Il testo si presenta come una novità, una mappatura che analizza più di 200 designer italiani di successo, in questo arco temporale. Mi sono concentrata su oggetti specifici, sulla vivacità e allo stesso tempo la non omologabilità del design nostrano: quali sono le poetiche che si presentano ciclicamente, quali i fatti, i luoghi e i modi. Ma soprattutto i protagonisti.

Dopo gli anni zero

Qual è la tua opinione sul design italiano? Quali sono secondo te gli aggettivi che lo descrivono al meglio?

Vivacità, l’arte di arrangiarsi, reinventarsi. Ibrido. Il design italiano recupera una dimensione di intervento a piccolo raggio. All’inizio il Made in Italy era solo un’idea, una sensazione: in questo momento si sta svalutando, trasformandosi in un’ideologia astratta. E’ un concetto molto fragile. Il bello del Made in Italy appartiene al passato della storia italiana, all’età dell’oro in cui le aziende italiane erano un modello. Oggi è diventato quasi uno slogan: un concetto da nostalgici. Il Made in Italy oggi è la mozzarella.

design italiano

Come hai vissuto il Salone del Mobile? Hai già intuito cosa avrà successo?

Sono andata in giro instancabile e senza sosta. Il Salone è un appuntamento irrinunciabile per chiunque si occupi di design oggi. Il mio consiglio è sempre quello di non perdersi cosa producono le scuole.

Chiara Alessi

Di che cosa parli nel tuo blog “Fatto in Italy” sul Fatto Quotidiano?

Il motivo per cui ho iniziato questo progetto è perché credo che la grande occasione che i quotidiani nazionali stiano perdendo è quella di parlare di design in modo serio al grande pubblico. Ma non è così semplice come sembra. Come ci si rivolge al grande pubblico senza fare favoritismi? Ecco perché mi sono dedicata alla scrittura.

blog

Hai intervistato alcune tra le personalità più interessanti nel mondo dell’architettura e del design. Chi ti è rimasto nel cuore?

Odoardo Fioravanti, che oltre ad essere il padre della mia bambina è un designer bravissimo. Sembro molto sbruffona, in realtà sono timidissima! Un artista da cui sono molto affascinata è Konstantin Grcic, star indiscussa del design Made in Germany.

interviste

Come è la casa di Chiara Alessi?

E’ a mia immagine e somiglianza: rappresenta la mia personalità, nel bene e nel male. Sai, il nostro spazio riflette le nostri abitudini, e persino i nostri vizi. La mia è una casa calda e accogliente, dove i miei ospiti si trovano subito a proprio agio. E’ un ambiente semplice ma molto luminoso, in cui vivere la normale quotidianità delle cose. Credo che la luce in una casa sia fondamentale, per questo ne ho scelto una circolare, all’ultimo piano di un palazzo molto alto. E’ come un occhio spalancato su tutta Milano…

casa di chiara alessi
Testo: Cristina Allegretto – Intervista: Margot ZanniIllustrazioni: Paolo Giacomazzi
Foto: Diego Alto

Margot Zanni

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