Camilla Bellini - Il mio Classico Italiano

La ricerca del bello quale chiave per l’armonia. La somma perfetta di una creatività in eterno movimento, in equilibrio tra design, filosofia e condivisione, intesa, nell’epoca digitale, come uno scambio alla pari con il mondo. Dalani ha incontrato Camilla Bellini, autrice di “The Diary of a Designer”, primo fenomeno di blogging Made in Italy, che ci ha raccontato il lato più contemporaneo del classico italiano.

Camilla Bellini, Casa, Arredamento, Colori, Design, Stile, Classico

Camilla Bellini – La ricerca del bello e la filosofia del design accessibile

Guardando il tuo sito e i tuoi canali social ci appari come una classica ragazza italiana dal gusto decisamente internazionale. E’ così? Ci racconti chi è Camilla Bellini?

Esatto, è così. Sono una designer che ama molto il suo lavoro, mi piace portare la creatività ed il “bello” nella quotidianità delle persone. Per bello, non intendo un bello superficiale che si basa esclusivamente sull’estetica, ma al contrario, lo ricerco come sinonimo di armonia. La ricerca della “bellezza” mi porta quiete. Mi sembra di portare ordine, per così dire, nella mia vita ed in quella dei miei clienti. La capacità di creare qualcosa di nuovo e di incontrare persone ispirate, invece, riesce ad accendermi“.

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L’unione di queste due sensazioni e situazioni mi ha portato non solo ad essere una designer di prodotti e d’interni, ma anche a voler parlare di design e di tutte quelle realtà ricercate e stimolanti che ogni giorno incontro. Proprio per quella voglia di diffondere il gusto per il “bello” a cui accennavo prima e per rendere il design più accessibile, perché chiunque se lo può permettere! Per questo ho creato uno spazio (sito e social networks) dedicati esclusivamente al design. Vorrei far capire che per avere un ambiente in linea con il proprio essere non c’è sempre bisogno di spendere grandi cifre. Voglio dare alle persone (tutte e in tutto il mondo) gli strumenti necessari per creare il proprio ambiente. Ci sono un sacco di realtà e di persone interessanti là fuori ed internet offre in questo senso una grande opportunità. Persone di tutte le età e paesi, mi chiedono consigli e apprezzano il mio lavoro. Trovo che sia uno scambio alla pari, che arricchisce sia me, sia chi mi segue!

Il lato più contemporaneo dello stile classico italiano secondo Camilla Bellini

Qual è la tua interpretazione di stile classico italiano in termini di arredo e design e come l’hai declinata nella tua casa?

La mia interpretazione dello stile classico italiano avviene con una visione piuttosto moderna. Parlando di design ma non solo, credo nel passato, in quello che ci ha lasciato ed insegnato; ma credo anche fortemente nel presente perché è il punto nel quale siamo arrivati, è ciò che siamo adesso. Nell’ottica di questa filosofia mi piace mescolare lo stile classico con quello contemporaneo. Mi piace che ci sia questo tipo di contaminazione… la trovo reale, la trovo vera. Questo concetto credo che rispecchi un po’ ciascuno di noi che nel corso del tempo siamo cambiati, ma che siamo anche sempre gli stessi. Trovo che mescolare ciò che di bello ci portiamo dietro dal passato con ciò che di meglio sappiamo fare oggi porti a risultati eccellenti“.

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La mia casa mi rispecchia molto, è minimale ma accogliente. Pavimenti in legno e tinte unite la fanno da padrone. Bianco, beige e greige sono interrotti da qualche tocco di colore e da superfici riflettenti. Pezzi del design storico si mischiano ad oggetti moderni. Ho curato tutta la progettazione sino all’ultimo dettaglio in quello che per me è un equilibrio perfetto“.

Classico non vuol dire rinunciare a stilemi decisamente più estrosi, come accenti d’arte contemporanea o pezzi di design più moderno. Ci sono delle regole per un mix and match che permetta però di mantenere la forte identità in stile classico di una casa? 

Credo che non ci siano regole per il perfetto “mix and match”. E’ certo che inserire pezzi di un diverso stile all’interno di una casa classica non ne cambia i connotati, semmai, aggiunge carattere, personalità. Possiamo avere un interior molto sobrio per linee, per cromie, o per entrambe le cose, che può essere alterato in certi punti da opere d’arte o di design di grande contrasto. Sapere come e dove inserirli è una storia diversa”.

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Bisogna conoscere lo spazio e capire la personalità delle persone che lo abitano. Spesso ci sono dei legami affettivi tra oggetti e persone. Questi legami cambiano totalmente il modo in cui è giusto far percepire un oggetto piuttosto che un altro. Per questo motivo ho uno scambio molto attivo con chi mi segue, mi piace poter dare consigli professionali sulla base di ciò che riesco a percepire della persona interessata. Comunque direi che… non c’è veramente un manuale d’uso per arredare gli ambienti. L’unica cosa che mi viene in mente di consigliare è quella di rifarsi alla famosa frase di Ludwig Mies van der Rohe “less is more”, così da essere sicuri di non sbagliare“.

In Italia, per usare un attinente gioco di parole, la tavola è un grande classico. Secondo Camilla Bellini vale ancora il galateo di porcellane, candore e affini o al giorno d’oggi una tavola in stile classico può parlare diversi linguaggi?

Una tavola può assolutamente parlare diversi linguaggi senza perdere il legame con quello che si ritiene classico. Sono molte le aziende oggi, italiane e non, che propongono soluzioni dalle linee moderne pur mantenendo l’appel della tradizione che, volendo, può essere ritrovato anche solo nella composizione del set, o nei materiali“.

I colori di un arredamento classico italiano – Reinventare un grande classico

Un altro mito da sfatare: classico non significa per forza solo bianco e legno naturale… Quali sono le varianti cromatiche più adatte ai diversi ambienti di una casa classica personalizzata, anche in relazione alla cultura italiana?

Oltre al bianco sono da tenere considerazione, in primis, tutte quelle varianti cromatiche naturali che si rifanno al beige al grigio, al greige ed al tortora. Il colore comunque non stravolge un appeal classico, se l’arredo viene studiato in un certo modo. Pensando in quest’ottica mi vengono in mente il bordeaux, il verde scuro, il blu scuro, il viola, l’antracite“.

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Non solo grandi arredi. Classico italiano comprende anche una fantasia infinita di accessori e deco. Quali sono i criteri per disporli in casa in relazione al contesto, ai colori ecc…

Gli accessori sono importantissimi per un interior funzionale e di effetto. Quello che mi sento di consigliare è di non esagerare con il numero di accessori e decorazioni: anche loro, sebbene abbiano una dimensione diversa rispetto ad un arredo, hanno bisogno “di respiro”, di essere valorizzati e di armonizzarsi con il contesto nel quale sono inseriti. E’ importante che dialoghino con la palette cromatica presente nell’ambiente, o che al contrario, contrastino in maniera sapiente“.

Il consiglio “più classico” per iniziare ad arredare una casa in stile da zero, parlando sia di progetto che di prodotto? Ci sono complementi in particolare che fanno sempre rima con classico? 

Sicuramente è importante inizialmente scegliere un concept da seguire, così da capire cosa desideri dalla tua casa e cosa vuoi che essa comunichi. Pensare alla tua vita, a quello che fai, a ciò che ti fa sentire bene. In questo modo sarà semplice distribuire gli spazi, e semplice trovare la direzione da dare allo stile”.

Per quanto riguarda i prodotti di design che fanno rima con classico, ce ne sono molti: la “Lampada ad Arco” dei fratelli Castiglioni, la sedia “Wassily” di Marcel Breuer, la poltrona “LC4” di Le Corbusier, la poltrona “Barcelona” di Ludwig Mies van der Rohe, la poltrona “Lounge Chair” di Charles & Ray Eames, sono solo alcuni di quei prodotti che considero intramontabili. Con loro andiamo sul sicuro”.

Camilla Bellini – “The Diary of a Designer”

Una curiosità, per concludere. Sappiamo che il tuo blog “The Diary of a Designer” ed i social network fanno parte di un progetto molto giovane… In sei mesi sei riuscita ad avere un pubblico di tutto rispetto. Ma come hai fatto? Qual è il segreto del tuo successo?

Ah non lo so! Parlare di successo forse ancora è troppo presto… però forse sto riuscendo a comunicare quello che prima vi ho spiegato. Ho un approccio spontaneo, mi piace quello che faccio, mi diverto e credo che le persone lo capiscano“.

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E’ anche vero che “The Diary of a Designer” è il primo fenomeno di blogging “Made in Italy” legato ad una persona, che parla esclusivamente di design. Poi ho un team che collabora con me, molto preparato e dinamico, nel quale spicca l’Art Director Giulia Grilli, la mia “socia”, senza la quale molto probabilmente tutto questo non sarebbe stato possibile. E poi, in tanti mi stanno sostenendo: la famiglia, gli amici, i professionisti con cui collaboro ed infine, ma non meno importante, anzi, il mio pubblico, che da subito ha apprezzato e capito ciò che sto cercando di comunicare, ovvero esportare il concetto di “Made in Italy”… che io traduco con il gusto per il “bello.

Foto: camillabellini.com / Instagram: camilla.bellini 

 

Alessandro Balia

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