Bomaki - Un viaggio di sapori dal Giappone al Brasile

Un’esplosione di colori capace di creare un perfetto equilibrio tra la tradizione della cucina nipponica e i sapori arcobaleno del Brasile. Sempre alla ricerca di nuove ispirazioni, Dalani vi porta al Bomaki, uramakeria nippo brasiliana nel cuore di Corso Sempione a Milano, per conoscere Farida el Tantawy, imprenditrice e anima creativa di uno dei ristoranti più iconici della capitale meneghina, per chiederle quale gusto abbia il successo al femminile.

Bomaki, Uramakeria, Milano, Brasile, Food, Cucina, Oriente, Ricette

Stile Bomaki – Le ispirazioni di Dalani

Non solo casa. Il viaggio di Dalani alla continua ricerca di ispirazioni travalica i confini delle mura domestiche, senza abbandonare quel filo conduttore costituito da eleganza e personalità. La nostra attenzione è stata rapita dalle atmosfere del Bomaki, molto più di un semplice ristorante. Un luogo da vivere, capace di giocare con un mix and match di colori e culture in grado di raccontare molto di chi ne fa esperienza. Accenti esotici incontrano dettagli naturali in una sorta di evasione metropolitana. Tanto ipnotico quanto semplice da riprodurre anche in casa prestando strategica attenzione alle armonie e ai contrasti, in un gioco di opposti che si attraggono mai così attuale nel mondo dell’Home and Living.

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Bomaki – Dal Giappone al Brasile, passando per la tavola

L’ingresso al Bomaki si rivela da subito un’esperienza inebriante, forte di quel fascino d’Oriente combinato ad un’energia Carioca in grado di imporsi quale ipnotico elemento di rottura nella consueta Milano da bere di Corso Sempione. Ad attenderci, Farida el Tantawy, fondamentale presenza femminile all’interno della squadra che, nel 2013, ha lanciato il concept restaurant fino a trasformarlo in uno dei luoghi da non perdere della città. Non solo per gli appassionati di cucina brasiliana o nipponica, ma per chiunque richieda al cibo un’esperienza totale e immersiva.

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Uno sguardo e dei lineamenti che ne rivelano subito il mix di differenti culture alle origini, Farida ci fa accomodare in un angolo più intimo di un ambiente in cui la predominanza del blu si alterna sapientemente ad un arcobaleno di colori carichi di energia, quali giallo e arancione. Esattamente come ci si aspetterebbe da un ristorante brasiliano, dove però bastano delle bacchette, qualche ciotola e della salsa di soia in bella vista per venir catapultati nell’atmosfera della cucina nipponica, senza che un universo escluda l’altro. Alla base di tutto, una continua ricerca, come ci racconta Farida.

Bomaki, Uramakeria, Milano, Brasile, Food, Cucina, Oriente, Ricette
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Uramaki e stile Carioca, Sol Levante e i profumi del Brasile. Ci dai una definizione di Farida el Tantawy in un contesto tanto colorato, soprattutto inteso nell’universo della cucina?

Lavoro nel settore della ristorazione da 13 anni. E’ un po’ nel mio destino, perché mio padre è uno chef, quindi ho sempre avuto una forte connessione con il mondo del food. Io poi mi definisco come un uomo, nel modo di pensare, con uno spiccatissimo lato femminile. Un elemento fondamentale poiché le donne si caratterizzano sempre per la particolare sensibilità, nel gusto e nell’estetica come nel contatto con i clienti. In generale sono una persona in continua evoluzione, curiosa, alla quale piace viaggiare e portare con sé parte del bagaglio culturale accumulato“.

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Il successo del Bomaki è stato travolgente e in continuo aumento, a partire dall’apertura del locale, nel 2013. Ma qual è la marcia in più che caratterizza Farida el Tantawy?

Per fare questo lavoro devi avere un certo rigore, essere sempre presente, e ciò richiede un enorme impegno, dal punto di vista psicologico e fisico. Mi ritengo una persona allegra e solare, ma sul lavoro sono una vera locomotiva. Insomma, non scherzo…

Tu sei la classica self-made woman. Quali sono le maggiori difficoltà che una donna di successo si trova ad affrontare ogni giorno?

Come donna, tutto è più difficile quando hai un bambino. Coordinare la vita professionale e quella privata può essere molto difficile. È una questione di equilibri, tutto richiede una grande capacità di trovare il tempo per ogni cosa. Un lavoro che non finisce mai, ma che mi mantiene sempre così dinamica e piena di energia”.

Bomaki – Food e drink experience: molto più di semplici ricette

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Quella di Bomaki si caratterizza come una vera e propria esperienza, non un classico approccio ad un insieme di ricette esotiche che seguono i dettami della moda del momento. Ci racconti come nasce e cosa ci si deve aspettare?

Bomaki è nato perché cercavamo un progetto originale da realizzare. Cavalcando l’onda del trend fusion, desideravamo dare vita ad una realtà fresca, colorata e accessibile, con un tocco Hip. Così abbiamo deciso di abbinare la cucina giapponese, che piace sempre tantissimo, a quella del Brasile. Non volevamo il solito ristorante brasiliano a Milano“.

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Ho iniziato a fare tantissima ricerca e ho tratto ispirazione dalla cucina nippo brasiliana, appartenente a quella che in Brasile si configura come la più grande comunità giapponese al mondo. Sostanzialmente, volevamo portare una ventata di novità in questo Corso Sempione, zona di Milano molto dinamica che si presta perfettamente alla sperimentazione“.

Bomaki – Uramakeria nippo brasiliana tra food e design

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Ci racconti il Bomaki in termini di design?

Volevamo un ambiente colorato. Io sono partita dal concetto di orchidea, della vegetazione, del tucano come simbolo del Brasile. Abbiamo così iniziato con una carta da parati di Jannelli e Volpi”.

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I materiali sono molto semplici: tavolini e sedie in legno dall’effetto vissuto. In seguito sono arrivati gli accessori. Come le lampade di Alvaro Catalan, delle quali mi sono innamorata subito. Sono realizzate con bottiglie di plastica riciclate, per mano di artigiani di piccoli paesi colombiani. Siamo felici di aver dato il nostro contributo nell’aiutare queste piccole comunità”.

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Una continua ricerca, un’incessabile evoluzione che è parte fondamentale della personalità eclettica di Farida el Tantawy e che porta la giovane imprenditrice a prestare grande attenzione ai nuovi talenti. Così come è accaduto con Riccardo Poli, artista alla quale Farida ha chiesto di realizzare alcuni magnifici dipinti dai soggetti orientali che colorano ulteriormente il magico mondo concettuale in cui Bomaki è immerso.

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Abbiamo molti quadri. I piatti arrivano direttamente dal Brasile, realizzati da un artista noto a San Paolo, con delle rappresentazioni di tucani e pappagallini. Tema riproposto anche sui cuscini”.

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Qual è la dimensione dell’estetica nel mondo Bomaki e a quale livello si inserisce nella preparazione di un piatto o una ricetta?

L’estetica è fondamentale. L’impatto visivo è la prima forma di esperienza al Bomaki. Elemento ancora più valido per quanto riguarda la cucina giapponese, da mangiare prima con gli occhi, alla quale viene abbinata la gastronomia cromatica brasiliana. Quando si vede un piatto di uramaki sembra di avere davanti dei pasticcini per quanto sono colorati e vari. Un’esperienza che seduce tutti i sensi“.

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A proposito di estetica, ci dai un consiglio su come organizzare una mise en place in stile Bomaki?

La mise en place deve essere molto semplice. Bastano un paio di bacchette, una ciotola e della salsa di soia. Mi piace lo stile pulito. L’idea è quella di un self service sulla tavola, come testimonia la disposizione estremamente pratica di barattoli e accessori che assicura di avere sempre tutto a portata di mano, dando anche un tocco rustico. Assolutamente bandita la tovaglia. Il tavolo deve essere bello di per sé, in legno, da mostrare, secondo il concetto di natura alla base del concept del ristorante“.

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Da quanto ci racconti traspare una grande informazione e attenzione ai dettagli…

Sono un’appassionata di interior design. Pur non avendo mai studiato, credo di avere una propensione naturale. E poi sono convinta che cibo e design vadano di pari passo, perché è l’ambiente circostante a completare e contestualizzare l’esperienza del degustare. Ho imparato moltissimo sul campo, ovviamente sempre collaborando con architetti e professionisti del settore“.

Bomaki è anche molto presente sui social. Cibo e ricette rimangono tra le più importanti esperienze di condivisione, anche nell’era digitale?

Assolutamente sì. Le foto che hanno più successo sono sempre quelle del cibo. È un argomento che appassiona: chi di noi non ha mai fotografato un piatto o una specialità realizzata con le proprie mani, o che semplicemente ci prepariamo a gustare. Così, chi viene al Bomaki vuole continuamente scoprire nuove sensazioni e suggestioni gastronomiche, anche a partire dalle immagini“.

Bomaki e la cucina nippo brasiliana – Non solo uramaki

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Quali sono i piatti forti di Bomaki?

Sono tantissimi. Per citarne alcuni, proponiamo un sashimi exotic pazzesco da degustare con succo di mango. Oppure attingiamo a delle contaminazioni provenienti dal Sud America con i burritos farciti con salame o pollo piccante, come richiede la cucina brasiliana. Senza dimenticare il dolce, il gran finale. Abbiamo uno squisito brigadero, servito in piccoli bicchieri con granella tritata sopra, o un delizioso pavè, dolce brasiliano molto simile al tiramisù. Collaboriamo con un cuoco bravissimo di origini filippine, Jeric Bautista, che è anche un nostro socio, dalla grandissima esperienza, e una pasticcera brasiliana da leccarsi le dita. I cocktail da abbinare poi fanno parte dell’eredità carioca: caipirinha e mojito in particolare, realizzati con frutta esotica”.

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Pensando alla tua personalità, con quale specialità Bomaki ti definiresti?

Direi il ceviche, una ricetta a base di frutti di mare o pesce crudi. Un piatto molto semplice in apparenza, ma in realtà molto complicato poiché racchiude in sé molti sapori. Oltre ad essere estremamente fresco“.

Come ti vedi tra 10 anni? Avrai conquistato l’Italia con i colori del Bomaki?

Abbiamo già aperto altri 2 ristoranti Bomaki a Milano, il #BomakiFoppa in zona Garibaldi e un altro nei pressi di Marghera. Presto ne apriremo un quarto a Torino. Speriamo di andare anche all’estero, dove, fatta eccezione per Londra, la cultura fusion di una cucina nippo brasiliana non è ancora molto diffusa. È un progetto ambizioso e ci sarà molto da fare. Quindi, chi vuole stare sulla barca dovrà remare al ritmo giusto…

Testo e intervista: Alessandro Balia / Foto: Bomaki – Nico Lanubile per Dalani

 

Alessandro Balia

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