Alice e la favola che diventa style

Dalle pagine iconiche di Lewis Carroll al celebre film da Oscar nato dalla collaborazione di Tim Burton e della Disney, uscito nelle sale cinematografiche nel 2010. Al confine tra favola e verità tutto appare più chiaro alle porte dell’onirico Paese delle Meraviglie, dove rifugiarsi dalla vita quotidiana. Ispirandosi all’ultimo atto delle avventure di Alice, Dalani vi accompagna in una sua personale interpretazione tra storia e living, collaborando alla creazione dell’originale shooting fotografico della rivista di moda americana, Livid, incentrato sull’incontro della protagonista con uno dei personaggi più stravaganti dell’intero racconto. Un tè alla sua tavola e dal cappello esce una favola style…

Dalani, Alice, Ispirazione, Style

Tra cinema e fashion, seduti alla tavola di Dalani

Proprio l’incontro tra Alice e il Cappellaio è la scena del film di Tim Burton che la rivista statunitense Livid ha voluto riproporre nel suo originale servizio fotografico, racchiudendo con fiabesca curiosità il rapporto tra fashion, cinema e letteratura. Una storia surreale che si materializza grazie a celebri firme della moda, indossate dai modelli per rendere ancora più reale la fantasiosa interpretazione. Dalla pellicola vengono ripresi gli stessi atteggiamenti dei personaggi, mentre l’atmosfera gotica, accentuata nel film, si sfuma a favore di un’ispirazione più delicata, incentrando comunque l’attenzione sulla tavola, vera protagonista del set e principale elemento di interazione tra il Cappellaio e Alice.

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E se si parla di tavola non può non esserci lo zampino di Dalani, che ha fornito gli accessori di Bitossi e Fade per creare una visionaria mise en place. Nel mondo della fantasia il colore è fondamentale, ma con semplicità: ecco allora che ai riflessi blu dei calici vitrei di Fade si accompagnano le vanitose tonalità pastello della candide porcellane di Bitossi. Il meraviglioso paesaggio dalla natura surreale di Wonderland è richiamato poi dai motivi floreali e delicati di teiere, tazzine e piatti, trasformando l’immaginazione in un’onirica storia a portata di living. Ecco per voi il video dello shooting fotografico:

©Video: Paolo Mongillo /Stylist-Art Director: Elisa Sorrentino

Alice in Wonderland: Oscar e fantasia

Il risultato è un mix creativo di delirante fantasia, incentrata su una storia rivisitata rispetto a quella classica, che non racconta più le peripezie di una Alice bambina, ma bensì quelle di una Alice ormai donna, pronta ad affrontare i problemi della vita da adulti. I personaggi mantengono il loro accento stravagante, carichi di una vivace ispirazione “cartoon” che li rende ancora più surreali.

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A fare da sfondo una magica e affascinante ambientazione digitale, con gli immancabili spunti gotici di Burton, ma soprattutto ispirata al fantastico disneyano dai colori brillanti.

Ai confini dell’immaginazione: dalla realtà al sogno

“È soltanto un sogno…”, pensa Alice quando si ritrova in un mondo completamente opposto al suo, inseguendo un frenetico coniglio senza tempo. Un mondo modellato sull’estrema immaginazione, abitato da gatti, lepri e bruchi parlanti, carte arruolate al servizio di furiose regine, scacchiere trasformate in campi da battaglia e creature terribili da sconfiggere. Parole, frasi, possibilità appartenenti a una realtà apparentemente priva di senso, assurda agli occhi di una giovane ragazza che ripercorre un viaggio vagamente familiare.

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Il suo dimenticare è dovuto all’appartenere ad una vita troppo umana e priva di sogni, destinata a scandirsi in tempi definiti e voluti, senza l’inatteso e il vitale senso di sorpresa che invece l’accoglie in Wonderland. A riportarla indietro, nel suo precedente sogno, ci pensano il Bianconiglio e il suo orologio, che la conducono alla ricerca di un’avventura fuori dal normale. Il gioco sta nel lasciarsi incuriosire, non temendo di seguire anche ciò che ci appare strano… E improvvisamente Alice si ritrova alla tavola del Cappellaio Matto. La stessa tavola che per Dalani si conferma intramontabile palcoscenico per qualunque favola contemporanea, quella della propria casa.

Dalani, Alice, Ispirazione, Style

L’ora del tè di Alice

L’eccentrico personaggio del Cappellaio Matto rappresenta una figura centrale nella pellicola di Burton, così come sul set fotografico di Livid. L’abbigliamento e la fisionomia, caratterizzata da giganteschi occhi allucinati e arruffati capelli rossicci, lo rendono ancora più irreale e dal definito aspetto cartoon, così visionario e malinconico. Se nel romanzo è un suddito della Regina di Cuori, un fallito cappellaio dalle rotelle fuori posto, intento a bere il tè con l’altrettanto folle Lepre Marzolina, nel film burtoniano è nemico della crudele Regina Rossa, in attesa del ritorno di Alice per aiutarla a sconfiggere la malefica sovrana.

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Dalle argomentazioni senza senso e con il famoso indovinello senza risposta in testa, ripreso dalle stesse pagine di Carroll, il Cappellaio risulta fin da subito simpatico nel suo infinito delirio. Nel sequel Alice lo ritrova ancora seduto alla stessa tavola, nella perenne ora del tè, a cui è costretto da quando, accusato di “ammazzare il tempo”, questo, offeso dal grave intento, si fermò per sempre alle cinque. L’ambientazione è cupa e tetra, tipica del carattere gotico di Burton.

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Al centro della scena l’enorme tavola, disordinatamente imbandita con porcellane, argenterie e cristalli consumati dal tempo. Il mulino a vento fuori uso sullo sfondo, le poltrone usurate e la nostalgica musica di sottofondo alludono alla lunga attesa per il ritorno di Alice che, quando finalmente giunge, viene accolta da un’euforia surreale del Cappellaio, il quale sale sulla tavola per raggiungerla prima all’estremità opposta.

Living: la casa di Alice

I favolosi colori del Paese delle Meraviglie rendono tangibile un’ispirazione firmata Dalani. La tavola merita sicuramente un occhio di riguardo, grazie alla sinuosa e fantasiosa linea di tovagliette, alzatine e tazzine sui colori dell’arcobaleno. I deliziosi fiori che incontra Alice in Wonderland sbocciano su tazze per tisane, mentre boccioli pastello si imprimono su teiere, zuccheriere e tazzine da caffè firmate Bitossi e riproposte nello stesso servizio fotografico. Infine un turbinio di colori ricrea un’atmosfera vivace e fantasiosa in tutta la casa, raccontata da cassettiere, armadi, credenzine, tavoli e mobiletti perfetti per tutti gli ambienti. Dalani sogna così la casa di Alice…

 

Testo: Sara Di Nuzzo
Foto iniziale: Playing Futures Applied Nomadology, 2009
Foto shooting: Alfonso Papa per Livid / Stylist: Elisa Sorrentino

Sara Di Nuzzo

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