Alessi - Gli Indimenticabili

Una storia nata nel 1921, che attraverso le epoche ha portato Alessi ad essere riconosciuto come icona italiana nel panorama internazionale del design. La capacità di guardare oltre: questo il segreto alla base di un percorso di successo che oggi continua a evolversi per innovare il design, fino a portare l’azienda a vestire il ruolo di mediatore tra il mondo dell’arte e il mercato. Su Dalani ripercorre la propria storia con una collezione di indimenticabili. A raccontarceli, Matteo Alessi.

Matteo Alessi racconta: il design delle emozioni

ALESSI from Westwing on Vimeo.

Quella di Alessi è in effetti la storia del design e del costume italiano divenuti parte del mondo intero. Ce la racconta?

Il nostro approccio al mercato nasce in due momenti diversi, con il secondo come evoluzione del primo. La prima parte inizia negli anni ’30 e ’40, quando mio nonno, che aveva un background di design industriale, fa il suo ingresso in azienda. Secondo lui gli oggetti usati in cucina avevano una loro dignità, per cui avrebbero dovuto essere usati e poi esposti in cucina, in modo da raccontare il gusto e lo stile delle persone che li possedevano.

Alessi

Questo concetto si è poi evoluto a partire dagli anni ’70, con la terza generazione della famiglia. Il progetto oggi è quello di portare oggetti d’arte sul mercato. Il loro valore è dato dall’idea che c’è dietro, dalla creatività e dalla qualità. Mentre il prezzo è influenzato dal fatto di essere unici. L’intuizione è di voler realizzare dei pezzi d’arte con una produzione industriale. Quindi fatti in modo da ridurne il prezzo per rendere l’arte accessibile ad un pubblico più ampio. Questo ci ha portato ad essere dei mediatori tra il mondo delle arti applicate e il mercato, influenzando il primo il meno possibile nel processo produttivo, per non intaccare l’idea artistica.

Alessi ha da sempre la capacità di guardare avanti. Qual è la vostra concezione dei mondi online e offline e come questi si connettono?

Noi crediamo che oggi non sia questione di offline o online, ma di online e offline. Sono 2 canali completamente diversi ma complementari. Con questo tipo di visione si può lavorare unendo i punti di forza di entrambi mettendoli a fattore comune, creando un’esperienza migliore per il consumatore finale. L’online permette un’ampiezza di catalogo incredibile e di accedere a maggiori informazioni sul prodotto. D’altra parte, nell’offline si ha il contatto diretto con quest’ultimo. Alessi vuole creare quindi un’esperienza omnichannel.

 Qual è oggi la sua definizione di creatività?

Per me è quella caratteristica spesso attribuita al mondo dell’arte, ma che esiste anche nel mondo del business. E’ la capacità di guardare ciò che c’è sul mercato e vederlo con occhi diversi. Riuscire a mettere insieme attività, visioni ed esperienze già presenti e comporli in maniera diversa. Esattamente ciò che i designer sanno fare.

Alessi

Su Dalani presentiamo una selezione di “indimenticabili” firmata Alessi. Cosa rende un oggetto indimenticabile?

Ci sono diversi elementi. Prima di tutto un oggetto di design deve creare emozioni in chi lo usa e lo tocca. Così diventa indimenticabile. A me piace vedere le reazioni che hanno i bambini quando scoprono il mondo di Alessi, senza filtri. D’altra parte, molti dei nostri oggetti sono indimenticabili e superano la prova del tempo perché non sono creati per rispondere ad un trend del momento, ma come pura espressione di bellezza e creatività.

Se Matteo Alessi dovesse comprare un prodotto Alessi, come sceglierebbe?

Considererei un mix di fattori. Prima di tutto l’impatto che un oggetto ha su di me, da un punto di vista estetico ed emotivo. I designer lavorano per creare forme che ricordino qualcosa. In seguito, l’aspetto funzionale, tenendo a mente un bisogno ben preciso da soddisfare. Inoltre, essendo un po’ di parte, apprezzo la tecnica produttiva degli oggetti realizzati in Italia con processi completi. E questo è sinonimo di qualità, intesa come funzionalità ed estetica.

Le epoche di Alessi – Innovare il design attraverso il tempo

Innovare il design, appunto. Un percorso che avanza attraverso le epoche, visioni e sperimentazioni capaci di sconvolgere i canoni estetici delle società alle quali si riferiscono, preparandole a ciò che verrà. Come ci racconta Matteo Alessi.

Alessi, Casa, Design

“Bombé è l’esempio perfetto di un prodotto che supera il test del tempo. Questo servizio da tè e caffè è stato disegnato da mio nonno come regalo di fidanzamento per mia nonna. Il suo obiettivo era creare qualcosa da guardare. Cercava di rappresentare la bellezza di quella che sarebbe diventata sua moglie e l’ha trasformata in un oggetto. Ecco perché da 72 anni questo è ancora sul mercato, diventando uno degli archetipi del design italiano.

Alessi, Casa, Design,

Dall’inizio degli anni ’50 abbiamo iniziato ad usare l’acciaio inossidabile come materiale principe del nostro catalogo. Questo ha portato ad una rivoluzione del processo produttivo, la base del nostro sviluppo. Inoltre, in questi anni, quando mio nonno decise di smettere di disegnare, sono nate le prime collaborazioni con architetti e progettisti esterni all’azienda.

Alessi

Sono così stati creati prodotti sia per la casa, sia per il mondo professionale. In particolare un servizio di caffettiere che si chiama 101, con varianti per caffè, latte e tè. Una collezione ancora attuale e presa come riferimento per le performance che garantisce. Sono oggetti sviluppati con grande attenzione al senso estetico, ma anche con un’importante componente funzionale, che ancora oggi contraddistingue Alessi.

Alessi, Casa, Design

Questi anni hanno segnato il cambiamento con l’approccio portato in azienda da mio zio Alberto. Creare oggetti d’arte da proporre sul mercato. Si sono aperte collaborazioni con designer e architetti. In particolare con Franco Sargiani.

Il Programma 8 è un programma completo per cucinare, servire e consumare il cibo. E’ basato su un modulo 1×1, con componenti multipli di questo, che permette di crearsi il set ideale a seconda delle proprie necessità. E’ fatto di vassoi, contenitori di ceramica, taglieri di legno che, combinati insieme, possono rispondere a diverse necessità all’interno della casa. Franco Sargiani è anche l’architetto che ha disegnato la casa dei miei genitori, dove io sono cresciuto. E’ stata creata con lo stesso tipo di concetto: linee pulite e un approccio modulare. In un certo senso, sono cresciuto in una mega versione di questo oggetto.

Alessi

Io ero piccolo quando abbiamo iniziato a lavorare con la plastica. Il mercato ha avuto una reazione molto forte. Perché Alessi era identificato con oggetti preziosi realizzati in materiali come l’acciaio. E’ stato un passaggio naturale nella storia dell’azienda, connesso al nostro ruolo di mediatori che portano l’arte sul mercato. Lavorare con la plastica permette ai designer di avere la massima libertà espressiva e tecnica. Si possono ottenere forme e colori non ottenibili con l’acciaio, così come inediti effetti tattili. Il livello di creatività è maggiore e si riducono ulteriormente i costi. Un altro passo fondamentale verso il nostro ruolo di mediatori.

Alessi, Design, Casa

Questa fase ha segnato un periodo storico per Alessi. Si sviluppa un approccio ludico che porta al nuovo concetto di design. Non più serioso e culturalmente elevato, ma qualcosa che porta le persone ad apprezzare il design stesso, grazie a formule semplici o ricordi collegati all’infanzia, comuni a tutti e facili da comprendere.

Alessi, Casa, Design

Con i Fratelli Campana abbiamo iniziato a lavorare agli inizi del nuovo secolo. I designer sono pensatori e i tipi di esperienze vissute influenzano molto ciò che propongono. Di origini brasiliane, hanno sperimentato la loro creatività utilizzando materiali di recupero. La prima collezione che hanno realizzato per noi, Blow Up, deriva dal concetto di mettere insieme tante bacchette d’acciaio, come se recuperate da una discarica, per creare un oggetto in cui arte e design convivono.

Guardare avanti per Alessi si traduce anche nell’essere controcorrente, come è accaduto nel capovolgere il concetto del pensato in Italia e realizzato in Cina

Per svolgere al meglio il ruolo di mediatori noi facciamo tanta ricerca e lanciamo concorsi di design, cercando la creatività ovunque. Ogni volta che affrontiamo un nuovo mercato consideriamo questo anche una nuova fonte di idee. Abbiamo sviluppato questo progetto a Pechino, che prevedeva l’affidamento a 8 architetti cinesi di un brief per disegnare un oggetto archetipo del catalogo Alessi, ovvero un vassoio. Con un approccio pensato in Cina ma Made in Italy. Si cerca la qualità ovunque, per poi portarla al consumatore, garantendo la qualità di produzione Alessi.

Questa capacità di guardare avanti porta con sé un rischio innato. Qual è la sua interpretazione di questo rischio?

Io vedo il rischio strutturalmente connesso al nostro approccio al mercato. Ritengo sia importante sbagliare, in termini di prodotti proposti sul mercato. Proprio lavorando come mediatori su questa linea di confine immaginaria tra creatività e mercato. Lavoriamo il più vicino possibile a questa, senza superarla. Continuando a spingere. Quando sbagliamo facciamo vedere comunque ai nostri consumatori cosa c’è al di là. Magari non sono in grado di apprezzarlo in quel momento, ma in seguito lo faranno. In questo modo il confine viene piano piano spinto in avanti.

Un elemento, quello del rischio, che rende fondamentale il fatto che Alessi sia un’azienda 100% famigliare. Questo approccio premia infatti nel lungo termine, e questo è un orientamento tipico delle famiglie.

In che modo Alessi vuole raccontarsi alle nuove generazioni?

Noi pensiamo che i nostri elementi distintivi possano essere attrattivi anche per le nuove generazioni. Qualità, innovazione, creatività, storia dell’oggetto, onestà dell’azienda verso le idee e i designer. Attraverso i social e il digitale cerchiamo nuovi canali di comunicazione, ma puntiamo anche su una maggiore presenza fisica. Oggi più che in passato l’elemento estetico non è sufficiente. I consumatori sono interessati alle storie dietro i prodotti, a conoscere l’azienda e sapere perché questa fa le cose in un certo modo.

Cosa non si conosce di Alessi che vorrebbe si conoscesse di più?

Alessi è conosciuta in tutto il mondo per la creatività e il design. Un lato poco noto è invece l’importanza che in azienda diamo alle persone e al loro lavoro. Crediamo fortemente che queste debbano essere messe nella condizione migliore per esprimere il proprio potenziale.

Quali sono i nuovi progetti sui quali state lavorando?

Per il futuro Alessi sta lavorando più a progetti che a prodotti. A volte abbiamo realizzato troppi oggetti, spesso scollegati tra loro. Questo rendeva più complicata la loro comunicazione. Oggi vogliamo presentare delle storie incentrate su temi forti per raccontarle al meglio.

Alessi

Se dovesse scegliere di regalare un prodotto firmato Alessi, come sceglierebbe?

Dipende dall’occasione e dalla persona. Andrei sui nostri best seller, che hanno dimostrato di piacere a tutti al di là della funzionalità. Se una persona ha già uno spremiagrumi, con il Juicy Salif so di farla contenta comunque. Anche se si possiede già un cavatappi, con Anna G. e Alessandro M. di Mendini non si sbaglia mai. Quello del regalo è un mondo sul quale ci stiamo concentrando molto. Vogliamo lavorare su Alessi come risposta alle esigenze di regalo, attraverso diverse tipologie di materiali e linguaggi.

 

Video: Francesco Romeo per Dalani / Foto: Alessi

 

 

 

 

Alessandro Balia

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