Syria - L'insostenibile fascino del Vintage

Camaleontica, coraggiosa e con un importante traguardo da festeggiare: i primi 20 anni di carriera. Per una come lei, solo l’inizio. Dalani ha incontrato Syria, all’anagrafe Cecilia Cipressi, per farsi raccontare il percorso in continua evoluzione di una della cantanti italiane dal profilo più internazionale, per versatilità e fluidità creativa. Senza perdere l’occasione di chiederle di quella incontrollabile passione per il vintage…

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Syria – 20 anni di successo vissuti pericolosamente

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Un’incredibile spontaneità, spiccata forza interpretativa, e quel timbro così riconoscibile che da sempre rappresenta la fortuna di chi intraprende l’avventura di una vita nella musica. E’ il 1995 quando Syria si guadagna la partecipazione al Festival di Sanremo cantando una strepitosa cover di “Sei bellissima”, di Loredana Bertè. L’anno dopo passa direttamente alla vittoria, con il brano “Non ci sto”, per poi affermarsi definitivamente tra i big della canzone italiana, grazie a “Sei tu”, primo grande tormentone musicale della cantante, il quale, per definizione, ha il potere di lasciare una decisiva traccia di sé.

Syria – Una, nessuna, Centomila

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Da allora, una continua ascesa fatta di sperimentazione, ricerca, cambi di stili e di pelle, come quando nel 2009 si presenta con il nome di Airys (Syria al contrario), per promuovere alcuni brani che rispecchiano la fase elettronica della cantante. Scelta coraggiosa in un contesto musicale italiano non ancora così libero di accettare contaminazioni. Cantante, attrice in teatro con, tra gli altri, Paolo Rossi in Chiamatemi Kowalski (Recentemente ha portato in scena Bellissime, tributo di enorme successo alle grandi cantanti italiane, interpretando brani a partire dagli anni 50 sino ad oggi) e al cinema con “Manuale d’amore 2” di Giovanni Veronesi. A chiudere il cerchio, un apprezzatissimo talento alla consolle.

Nell’ultimo album, targato 2014, con il brano Odiare, pezzo scritto da Max Pezzali che dà anche il nome al disco, Syria si racconta nell’ennesima trasformazione, cavalcando di nuovo il vincente stratagemma del tormentone. La raggiungiamo cogliendo al volo un momento di passaggio tra un impegno e l’altro…

Un talento naturale, fluido e versatile, e una famiglia nella quale la musica è sempre stata il pane quotidiano (Il padre, Elio Cipri, cantante e produttore di successo). In sostanza, Syria si nasce?

Sicuramente ho avuto un papà speciale che mi ha insegnato questo mestiere. Ricevere un certo tipo di valori sin da piccola mi ha di certo dato la possibilità di focalizzare meglio alcuni aspetti e di avere la capacità di accogliere determinati momenti e incontri in modo più deciso. Diciamo che non ho dovuto perdere troppo tempo a pensare a come agire e a cosa potesse essere per me più interessante artisticamente. Alla base di tutto c’è però un grande lavoro condiviso con me stessa. E, fondamentale, un pubblico che mi ha sostenuto dall’inizio e continua a farlo. O non saremmo neanche qui a parlarne“.

Tu sei una delle artiste più camaleontiche e coraggiose del panorama contemporaneo. Queste tue caratteristiche, unite al tuo talento, ti hanno fatto guadagnare la stima dei più grandi cantanti italiani. Pensi che il tuo pubblico ti abbia sempre capita altrettanto bene?

Diciamo che li ho abituati. Si sono adeguati ai miei drastici cambiamenti e alle mie svolte, dovuti alla costante evoluzione nel modo di vedere le cose. Tutto è dettato dalla mia incoerenza che, come dico sempre, diventa la mia coerenza“.

Ripensando alla tua carriera, definisci due nomi quali fondmentali nel tuo percorso: Lorenzo Jovanotti e Paolo Rossi. Ci spieghi perché?

Lorenzo è arrivato in un momento della mia vita nel quale avevo intrapreso la strada della musica pop. Partivo da Sanremo e ascoltavo musica melodica. Poi ho incontrato lui e ho avuto modo di confrontarmi con alcuni dei suoi pezzi. Questo ha dato una svolta alla mia carriera. Poi Lorenzo è un visionario, un artista a tutto tondo. Quella con Paolo Rossi è ancora un’altra storia. Vivere il teatro con lui mi ha insegnato a stare sul palco, a prendere le misure con il silenzio che solo al teatro appartiene, a confrontarmi con i monologhi e le infinite sfaccettature di questo universo“.

Momenti d’autore

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Per rimanere in tema di tappe importanti, Momenti, di Sergio Endrigo e Cesare Malfatti, è uno dei brani ai quali dici di essere più legata..

Momenti è un brano importante perché è arrivato in una fase delle mia vita in cui sognavo spesso Endrigo. Essendo lui un caro amico di famiglia, ho raccontato alla figlia questo mio desiderio, e lei disse di avere da parte alcuni brani del padre che voleva farmi sentire. Davanti a questo testo sono rimasta profondamente colpita, e il risultato è uno dei brani più belli del mio repertorio“.

Quali sono i momenti più belli nella vita di Syria?

Nella scala dei valori, al primo posto sicuramente quelli vissuti con la famiglia e i figli. Condividere la quotidianità con loro, accompagnarli a scuola, la gioia del ritorno a casa o di una gita tutti insieme nel weekend. Non c’è niente di più importante dei miei figli e di mio marito. Mi ritengo molto fortunata, faccio un mestiere incredibile, pieno di momenti bellissimi, alternati ad altri un po’ meno. Come nella vita”.

Syria – Di successo e di odio

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E dal punto di vista professionale, uno dei tanti momenti importanti e significativi nella carriera di Syria è l’uscita, nel 2014, di Odiare, singolo di grandissimo successo nelle radio, titolo anche dell’omonimo disco. L’autore d’eccezione in questo caso è Max Pezzali, che per l’occasione è sceso in campo, quello virtuale della rete, con altri colleghi quali Marina Rei e Laura Pausini, grande fan di Syria (Che ha fortemente voluto al suo fianco in occasione del concerto evento Amiche per l’Abruzzo) per promuoverlo. Una inaspettata “sommossa” social, perfettamente in linea con il carisma in eterno movimento di Syria.

L’odio è un sentimento molto forte. Per Syria cosa significa odiare?

Nel mio caso si tratta di un contrasto fortissimo. Nonostante io sia tanto solare, creativa e positiva, quando ho a che fare con persone prive del senso della leggerezza e dell’ironia rischio di mal sopportare, e quindi odiare. Odio chi vive un’unica vita, trovando solo il peggio nella propria quotidianità“.

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Syria – La melodia dell’arredamento Vintage in casa

Noi di Dalani sappiamo che tu hai una vera passione per il vintage. Cosa rappresenta per te e come lo vivi all’interno della tua casa?

Io ho una mamma che ha dedicato parte della sua vita alla passione per l’antiquariato. Ho vissuto fin da piccola questa realtà, girando con lei per mercatini, andando a comprare mobili di ogni genere. Di conseguenza ho sempre respirato l’aria dell’antico, della ricerca, del vintage. Amo tutto quello che riporta la mente a momenti speciali, condivisi in casa con la nonna, la mamma, una zia. Per me tutto ciò che è arredamento vintage e ha una propria storia è sinonimo di stile, di amore e passione per certe cose. Quindi il fatto di poter unire il vecchio con il nuovo ed aver sviluppato la sensibilità per la ricerca mi piace moltissimo. Se potessi farlo continuerei ad arredare con pezzi vintage la mia casa, ma ho già riempito tutti gli spazi a disposizione. Anche se devo ammettere che non ho nessuna intenzione di smettere di cercare…“.

 

 

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Testo e intervista: Alessandro Balia / Foto: Pier Nicola Bruno

Alessandro Balia

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