Lo stile Girly, non solo rosa - A casa di Valentina Lovato

Lo stile Girly. Da sempre collegato alla dolcezza, alla femminilità e al colore rosa, per eccellenza. Ma è davvero così ancora oggi? Lo abbiamo chiesto a Valentina Lovato. Esperta di arte ed archeologia, grande amante dei viaggi e della bellezza. Un punto di vista a tutta femminilità pronto a raccontare tutte le sfaccettature di questo incredibile stile, che da Marilyn attraversa le epoche ed arriva fino a noi in una veste completamente nuova.

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Lo stile Girly – Femminilità per la casa

La femminilità secondo Valentina

E’ una buona dose di bianco, di colori pastello, di ortensie e di peonie che irradiano gli occhi. Per me la femminilità è profumo di muschio bianco, di lillà e di fiori d’arancio. Alcune di queste note fiorite si trovano all’interno del mio profumo “En Passant” di Frederic Malle. Citando la descrizione della fragranza, potrei dire che per me la femminilità è come “l’evocazione della Parigi di Doisneau”, aggiungendo nel mio caso: capelli lunghi biondi, un sorriso e uno sfondo bianco. Tutto è orchestrato con delicatezza, armonia, con attenzione al dettaglio e con gioia di vivere. Credo che per me sia proprio questa la femminilità.

Il trend girly è sicuramente tra i più forti delle ultime stagioni. Cosa ti piace di questo stile? 

Quando mai non lo è stato? Credo sia venuto più in luce ultimamente grazie ai social e a Pinterest in particolare. Piattaforme social capaci di trasmettere, anche alle ragazze più giovani, il senso dell’arredamento. Quello che succede è che da giovane i limiti sono i muri della camera, poi crescendo, come è successo a me, alla camera si aggiunge la cucina, il salotto, il bagno e, se si è fortunati, il giardino. Spero un giorno di averne uno anch’io, dove potermi sbizzarrire nel creare angoli con gazebo, piccolo giardini segreti. Sentire il profumo della primavera e dell’autunno dalla terrazza…

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Cosa rende una casa femminile e irresistibile? 

Cosa rende femminile la casa? i divani. Divani soffici, rigorosamente di tessuto, corredati da tonnellate di cuscini, di coperte intrecciate e appoggiate non troppo perfettamente sui braccioli. Una casa poi, deve avere atmosfera. L’atmosfera si crea grazie a lunghe tende con strascico, quasi come un vestito da sposa. Mi piace creare atmosfera con vasi di fiori, con candele profumate, ma soprattutto con lanterne bianche. Se potessi le metterei in ogni angolo della casa!

Sul tuo profilo Instagram vi sono molti dettagli legati alla natura e alle stagioni. Queste ispirazioni di bellezza e romanticismo si riscoprono anche nella tua casa? 

Amo le stagioni, ma in casa mia vige solo la primavera. La si rispecchia nei miei vasi pieni di ortensie e di peonie. La mia casa è dominata dal bianco, che potrebbe far pensare all’inverno, ma è un bianco caldo con sfumature di beige e tortora che si avvicinano più a un bouquet di fiori che ad alberi spogli in preda all’inverno. Inoltre, la casa deve rispecchiare le persone che vi abitano, ma anche il tempo che passa. Per questo, una cosa che amo molto fare, a seconda dell’occasione, è arredare la casa con qualche oggetto che sia un ovvio albero di Natale o una zucca autunnale. Arredarla non significa solo renderla bella, ma anche renderla vissuta, capace di abbracciarti quando torni a casa stanco dal lavoro. Arredarla significa renderla accogliente, calda, renderla la Tua casa.

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Lo stile girly – Natura, fiori, moda e molto di più

Come interpretare al meglio lo stile girly senza rinunciare al proprio stile personale? 

È vero, lo stile girly spesso è associato al rosa a profusione. Ho spesso sognato di avere la casa tutta rosa (quando parliamo di rosa per me il rosa è il rosa pastello, un rosa cipria, soft e tenue). Non penso però che Marco, mio marito, tornerebbe a casa molto volentieri la sera! Tuttavia, credo che forse tutto quel rosa, ad un certo punto, potrebbe stancare anche me. Per questo, un consiglio che posso dare, per chi vuole dolcezza e romanticismo nella propria casa senza rinunciare al proprio modo di essere, è avere cura nei dettagli e prediligere colori chiari, evitando i colori scuri o troppo accesi. Un trucco è sempre scegliere tonalità tenui, pronte ad illuminare. La luce spesso si dimentica, ma è l’elemento essenziale per tutto l’arredamento e per far risaltare la propria casa. Questo elemento non deve mai essere dato per scontato o considerato un tassello poco importante.

Il concetto del non solo rosa vale anche nell’outfit?

Non credo che femminilità e romanticismo siano prerogative esclusive del rosa, si può essere femminili anche con un colore nero e con dei pantaloni. Siamo più noi donne che conferiamo femminilità ai vestiti che il contrario. È il modo di portare le cose che fa risaltare la femminilità e non necessariamente gli stereotipi. Io per esempio, amo i pantaloni e difficilmente davanti a un jeans scelgo la gonna. Credo che abbandonerei i pantaloni solo per abiti ottocenteschi o da grand soirée, firmati Alberta Ferretti.

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Lo stile girly – Ricordi d’amore

Ti sei sposata da pochi mesi, congratulazioni! Qual è stato il tocco femminile della giornata?

Grazie mille! Beh, poter raccontare il mio matrimonio è sempre un sogno che si avvera. Il sogno di poter rivivere quel giorno all’infinito. È stata una giornata perfetta nell’immensa felicità provata, ma è stata una giornata perfetta anche per l’atmosfera che abbiamo scelto. Eravamo a Villa Canal, una villa a Grumolo delle Abbadesse vicino a Vicenza. Era tutto romantico, una favola a partire dal vestito. Sono una persona estremamente modesta, ma quando parlo di quel giorno tendo a non esserlo e mi trasformo in una ragazzina! Il romanticismo è partito dal mio abito, da vera principessa. Tutto l’arredo poi ha trasmesso romanticismo: c’era il rosa nelle rose (Scusate il gioco di parole!) del mio bouquet che ha scelto Marco. Il bouquet aveva anche delle rose beige, lo stesso colore delle due rose che avevano il compito di ospitare le fedi.

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Le rose quindi erano il leitmotiv di tutto il matrimonio; c’erano anche quando ci hanno lanciato i petali contenuti in coni di tessuto. Erano presenti nei centrotavola, preparati con un gioco di fiori e di tealight. Le rose erano anche nella nostra torta nuziale, una torta a satellite con gli strati alternati da corone di rose vere.

Stile girly e dettagli d’atmosfera – Il matrimonio di Valentina

Il matrimonio è cominciato nel pomeriggio ed è andato avanti per tutta la sera e notte. Questo, quindi, ci ha permesso di esaudire un altro mio desiderio: tante candele. Le candele erano presenti ovunque, non solo nei tavoli, ma ovunque nella villa. Parlando sempre dei tavoli, ognuno aveva il nome di un artista: Michelangelo, Leonardo, Picasso, Mondrian e tanti altri. E per rimanere in tema, il tableau de mariage era un cavalletto da pittura. Potrei descriverei tante altre cose, ma temo che rischierei di tenervi qui fino a notte fonda!

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Quando si vive con la propria metà non sempre è facile interpretare casa con il proprio gusto. Come riesci ad unire i gusti e le esigenze di entrambi?

Questo è purtroppo estremamente vero. Soprattutto quando ami il romanticismo, agli uomini non va sempre molto bene. Tuttavia, penso che la casa non debba rispecchiare solo noi donne, ma deve rispecchiare la famiglia, quindi anche il proprio marito o compagno. Basta comprensione l’un l’altro, come nella vita, e si riesce sempre a trovare il giusto compromesso. Ovviamente, però, siamo noi donne le grandi regine della casa, quindi la meglio in qualche modo riusciamo ad averla sempre noi. Un consiglio? Lasciare al proprio marito una stanza, solo sua, dove noi donne possiamo solo interferire con le pulizie e nient’altro.

Parole d’arte – La passione di Valentina

Sei un’esperta di storia dell’arte. Quali opere o correnti artistiche interpretano al meglio la femminilità?

Dal mio punto di vista, l’icona di femminilità può risiedere solamente in una Venere di Botticelli. Più precisamente mi riferisco al dipinto “La Nascita di Venere”, conservato alla Galleria degli Uffizi. Lo specchio della femminilità, ma non solo. E’ la stessa femminilità a risaltare dagli altri personaggi della scena: dall’ancella con in mano la veste della dea e dai due venti che irradiano Venere con il loro soffio vitale, profumato da una cascata di rose.

Ci consiglieresti un’opera d’arte in stile girly per arredare casa? 

Quando avrò la possibilità di poter comprare un’opera d’arte credo sarà sicuramente una fotografia. Amo la fotografia, amo Richard Avedon, Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau, Annie Leibovitz, William Klein o Herb Ritts. Giocando a sognare un po’, accanto ad una Marilyn Monroe di Avedon, una Marilyn diversa da come la si conosce di solito, munita di sorriso e di vestiti bianchi svolazzanti. Un’altra opera che consiglio è di John William Waterhouse: “The Lady Shalott”, conservata alla Tate Britain di Londra. Se non la conoscete non voglio svelare niente, vi rovinerei l’impatto!

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Il tema del Viaggio – Lo stile girly alla scoperta di se stessi

Dalle tue foto vediamo che ami anche viaggiare. Quale meta consigli alle nostre lettrici amanti dello stile girly? E una meta per partire da sole?

Amo davvero moltissimo viaggiare, soprattutto insieme a mio marito. Raramente abbiamo fatto viaggi in cui siamo stati fermi sul lettino a prendere il sole, amiamo essere sempre in moto e non stare fermi. Per noi viaggiare è scoprire ed esplorare. Se dovessi pensare a un viaggio con una destinazione tutta al femminile, secondo me basta partire con un’amica e qualsiasi luogo può diventare girly. Anche stare semplicemente in una camera d’albergo immerse dalle shopping bag. Dico questo perché, io e la mia migliore amica Anna, abbiamo fatto spesso di questi viaggi e le città che più teniamo strette nel cuore sono: New York, in cui i musical a Broadway, Times Square, una foto sotto l’insegna di Tiffany sulla 5th Avenue sono tutt’ora i ricordi più vividi e splendidi che abbiamo. Poi c’è Londra, con la National Gallery, con la visita al Globe dove abbiamo rivissuto Shakespeare, la visita a Buckingham Palace che ci ha fatto sentire un po’ principesse e le lunghe camminata lungo Oxford Street e sul London Bridge. Formentera, la nostra vacanza per eccellenza, in cui ci siamo divertite e basta. Lì, noleggiando una macchina, puoi vivere nel paradiso, circondata dall’azzurro sopra e sotto, da tappetti di sabbia calda con in mano cocktail con gli ombrellini più divertenti. Invece, se dovessi pensare a una meta dove poter partire da sole credo consiglierei Parigi. Un consiglio che esula dalla contemporaneità che stiamo vivendo, è un consiglio di cuore e di petto. Parigi è una città che mi ha riempito gli occhi, il cuore e la mente e se dovessi partire da sola sarebbe sicuramente quella la mia scelta.

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Foto: Valentina Lovato – IG valentinalovato

Stefania Tagliaferri

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