La grande bellezza

Diretto e sceneggiato da Paolo Sorrentino, al suo sesto lungometraggio al cinema, La Grande Bellezza è di sicuro un film che ci racconta la decadenza del genere umano. Un racconto freddo e spietato, che viene rappresentato attraverso la vita di Jep Gambardella… una vita dedicata alla mondanità, ma anche alla ricerca dello splendore e dell’eleganza.

La grande protagonista: Roma

Protagonista indiscussa della pellicola è sicuramente Roma. Rappresentata in tutta la sua bellezza, grazie ad un grandissimo set a cielo aperto, la capitale è raffigurata con atmosfere magiche e incantevoli, quasi sacre, ma che ne dipingono allo stesso tempo un senso di assoluta decadenza. Basta scrutare la vista dal terrazzo di Jep Gambardella: il Colosseo, il Vittoriano ed in lontananza anche la cupola di San Pietro… quale migliore panorama per un vero dandy che ama rilassarsi su un’amaca?

Paesaggio

Atmosfere di bellezza felliniane

Il paragone con La Dolce Vita e 8½ non può che venire naturale. Le classiche atmosfere create al cinema da Federico Fellini, affascinanti e oniriche, si ritrovano a pieno nello studio di Dadina: un perfetto stile retrò con richiami industrial. Una poltrona chesterfield, una scrivania vintage, una lampada Tiffany a forma di pappagallo, un enorme orso di peluche che completa il quadro… Un’aria sognante, incantevole, ma allo stesso tempo capace di regalare grande raffinatezza e ovviamente bellezza.

Arredo vintage

La grande opulenza

Parola d’ordine: barocco. Se c’è uno stile che emerge da questo film sicuramente è quello secentesco. Ricco, sfarzoso, abbondante e ridondante lo troviamo nelle fontane di Piazza Navona, dove Jep e Orietta passeggiano, o meglio ancora nella sala da pranzo di Viola. Ecco che entrano in scena porcellane decorate, calici di cristallo e posate d’argento. Marmo e dettagli dorati rifiniscono quello che sembra un perfetto quadro di Guido Reni, in cui non poteva mancare la bellezza di un elegantissimo levriero afgano.

Barocco

Jep il dandy

Uno stile che è espressione di eleganza e bellezza, di grande individualismo e di rifiuto della mentalità borghese, in una sola parola il Dandismo. Il protagonista, interpretato da un magnifico Toni Servillo, rappresenta al cinema proprio tutto questo: un uomo raffinato, elegante, ma allo stesso tempo annoiato e deluso dalla vita. Un uomo che indossa un abito con lo scopo di ricercare “la grande bellezza”, ma che purtroppo non troverà mai.

Jep

Orgoglio Italiano

La Grande Bellezza si è imposto nei cinema dei paesi stranieri suscitando un grande successo di pubblico e critica. Se in Italia ha ricevuto solo tiepidi applausi, all’estero, infatti, il film di Sorrentino è stato accolto con grande calore, tanto da vincere numerosissimi premi. In primis il Golden Globe come miglior film in lingua straniera, impresa riuscita solo a pochissimi registi italiani, come Vittorio De Sica e Giuseppe Tornatore. Ed ora anche il premio più ambito ed importante: l’Oscar® come miglior film straniero. Un traguardo di vero prestigio per tutto il cinema italiano.

“La più consistente scoperta che ho fatto, pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni, è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare.“  Jep Gambardella – Toni Servillo

Foto: Warner Bros. Italia.
Testo: Viola Bottoni

Viola Bottoni

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