Istanbul come ispirazione - Design by Les-Ottomans

Un viaggio in Turchia che si trasforma in passione, una passione che diventa business: Bertrando Di Renzo, imprenditore laureato alla Bocconi di Milano con un’affermata esperienza come Consulente per l’internazionalizzazione, racconta a Dalani Magazine la storia e la filosofia racchiuse nel suo brand Les-Ottomans. Pregiati tessuti per la casa, come i cuscini presentati in esclusiva sulla vetrina di Dalani, raccontano uno stile creativo, ispirato all’ecletticità di Istanbul, tra la magia del Bosforo e il fascino degli Hammam. Una linea di eleganti filati in seta dedicata a tutti coloro che desiderano rendere il proprio spazio living unico, attraverso un mix&match di texture e colori che riflettono lo spirito del mondo turco. Venite con noi alla scoperta di un’esperienza multisensoriale, dove la mano accarezza morbide trame in seta e i colori diventano sinonimo di accoglienza…

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Istanbul: un’ispirazione continua

È un piacere incontrarti Bertrando. Per noi di Dalani sei colui che ha contribuito a costruire un ponte tra Oriente ed Occidente attraverso meravigliose trame di seta. Ci racconti chi è l’imprenditore che sta dietro al progetto di Les-Ottomans?

“Non so bene da dove iniziare, ho avuto infatti una vita che definirei “gitana”. Nasco in Molise, ma ho avuto modo di vivere in diverse città per esigenze di studio e lavoro. Prima mi trasferisco per dieci anni a Milano e in seguito a Barcellona per altri quindici. Circa dodici anni fa decido di intraprendere un viaggio in Turchia, durante il quale mi sono letteralmente innamorato di Istanbul. Dopo avere costruito un fantastico rapporto con la comunità turca ho deciso di comprare casa lì, per poterci tornare con frequenza. Il profondo legame con la città mi ha spinto a cercare qualcosa di simbolico da portare in Italia; inizio a importare tappeti patchwork, che all’epoca erano una rarità per il nostro Paese, ma presto mi accorgo della bellezza dei cuscini, molto apprezzati anche dai miei amici. È in quel momento che riaffiora la mia anima marketing e scelgo di proporli al pubblico. Les-Ottomans nasce così, in modo quasi casuale e con un insolito processo inverso rispetto alle normali aziende. Prima viene la passione, poi il business”.

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Un amore per Istanbul quasi viscerale. Ci sveli qual è la sua magia?

“In qualche modo la definizione di ponte tra Oriente e Occidente non la rispecchia pienamente. Vedo Istanbul più come una città cosmopolita, capace di mantenere un fascino misterioso e di pace assoluta. Penso alla tranquillità del Bosforo illuminato alla sera, alle moschee, alla bellezza di Santa Sofia e all’emozione di pensare che da questi luoghi è passata la storia dell’umanità, lasciandone un segno indelebile. La città attrae, ti invita a tornare. Lo spirito orientale è ormai perfettamente mescolato con quello occidentale”.

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Quindi il nome Les-Ottomans è un omaggio al celebre hotel di Istanbul?

“In verità no, non ho voluto creare un riferimento diretto all’hotel. Desideravo un nome che ricordasse storicamente Istanbul. Questa città è stata abitata nei secoli da molti popoli, armeni, ebrei, italiani, così come rivelano alcuni quartieri (ad esempio Galata, abitata all’origine dai genovesi). Verso la fine dell’Ottocento, invece, la predominanza della popolazione è stata francese. I sultani amavano molto la loro moda, la loro architettura, la loro arte e fecero addirittura costruire una zona in stile parigino, Pera. Il nome del brand è quindi il riflesso di quell’epoca di massimo splendore e della memoria dell’Impero Ottomano”.

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Tra le diverse tradizioni, è corretto che il bagno turco è quella che ha ispirato maggiormente le tue creazioni?

“Assolutamente sì. La Turchia mantiene tradizioni risalenti all’Ottocento, come dicevo prima periodo d’oro per Istanbul. Questo luogo è ancora oggi riconosciuto nell’immaginario comune per i suoi usi e costumi: il bagno turco, o hammam, ma anche la belly dancing, il dervìscio. Inizialmente, appena giunto nella metropoli, anche io ho cercato questi clichè, salvo poi accorgermi che i turchi sono davvero legati alle loro usanze. I bagni turchi sono diventati una continua fonte di ispirazione per le mie creazioni: le geometrie delle decorazioni, i teli da bagno, alcuni oggetti in rame che ripropongo in nuova veste collaborando con diverse aziende”.

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Creatività e design – Tessuti Les-Ottomans

Ciò che emerge osservando i tuoi cuscini è la parola contrasto. Le differenti grafiche, i materiali utilizzati… Pensi che questo aspetto del contrasto sia il punto di rottura per far entrare l’inusuale in casa?

“I miei cuscini sono per la maggior parte realizzati in seta. Le texture possiamo definirle inusuali, specialmente se pensiamo all’epoca in cui il brand ha preso piede: si era abituati a case minimal, dove prevalevano pochi colori. I miei disegni, dove anche il grigio è colorato grazie ai riflessi setosi, erano una novità e si sono confermati come tali. Non amo che essi vengano definiti etnici. I miei prodotti hanno una visione altra, sono adatti ad ogni genere di abitazione, shabby-chic, minimal, bohémien. L’importante è portare accoglienza attraverso i colori”.

Dalani, Colori, Istanbul, Design, Les-Ottomans
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Tra le tue creazioni, c’è anche una collezione di Suzani. Un chiaro esempio di reinvenzione dei tessuti della tradizione. Ci spieghi come è nata l’idea?

“Il reinventare è una particolarità che appartiene a chi ha immaginazione. Da sempre si avverte la voglia di rivedere le cose che appartengono alla tradizione, magari diventate obsolete, in una nuova ottica. I Suzani, tessuti lavorati ad ago in Tagikistan, Uzbekistan e Kazakistan che hanno rappresentato per molti secoli parte della dote della sposa, erano già utilizzati per decorare le pareti, i letti. Io ne ho fatto dei cuscini e dei tappeti, ma li offro anche in chiave più tradizionale sotto forma di copriletti o runner. Sono anche perfetti per foderare sedie, sofà, materassini… Mi piace pensare che un prodotto non nasca e muoia nel modo in cui è stato pensato, ma ci si possa giocare con fantasia”.

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Possiamo definire i tuoi prodotti Made in Turkey?

“Certamente, e sono molto orgoglioso di questa definizione. Il Made in Italy ha naturalmente tutto il mio apprezzamento, ma le mie creazioni nascono in Turchia. L’obiettivo è quello di far passare il messaggio che Made in Turkey non significhi produzione di massa dozzinale, si può infatti puntare sulla maestria degli artigiani del luogo ottenendo articoli di grande qualità. Inoltre, ci tengo a precisare che i miei lavori sono il frutto del continuo confronto con gli artigiani turchi, che mi consigliano le migliori soluzioni per ottenere un risultato eccellente”.

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Quindi ti scontri spesso con questo genere di stereotipi?

“Sì, ma non mi preoccupano. Alcuni clienti ad esempio volevano farmi togliere il Made in Turkey, ma io non ho accettato. I pregiudizi si combattono parlandone: io faccio vedere il prodotto, lo faccio toccare, mostro tutti i dettagli di rifinitura, la qualità”.

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Les-Ottomans su Dalani – Trame di seta

Su Dalani presentiamo una tua stupenda collezione di cuscini. Come possono “fare Oriente” in una casa?

“I miei cuscini, alcuni dei quali pezzi unici in edizione limitata nati dalla collaborazione con la designer sarda Francesca Gasbarrini di Gamassi Unique, non sono propriamente orientali. Danno colore, piacere, sono belli alla vista e rendono l’ambiente allegro. Ci sono altri prodotti più riconoscibili come orientali, come i Suzani. Magari per realizzare una stanza in stile turco-ottomano si potrebbero abbinare i cuscini ad altri complementi, come sofà, copriletti, tappeti… Io personalmente non amo le case monotematiche, preferisco un mix di gusti. Il vantaggio dei miei prodotti è che sono versatili, sono perfetti in ambienti e situazioni diverse”.

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Il consiglio di un esperto: in un mix&match cosa consigli per non cadere nell’eccesso?

“Adoro azzardare. Nell’azzardo c’è sempre qualcosa di giusto e di buon gusto. L’unico consiglio è quello di stemperare la palette cromatica, magari inserendo dei neri e grigi tra i colori più brillanti. Ai miei clienti di solito faccio abbinare a due cuscini colorati due di tinte scure, per tagliare l’impatto visivo. Il vantaggio dei miei cuscini è che sono double face. Quindi si può scegliere tra un retro in seta bianco e nero e un fronte in velluto multicolor. Giocare con le fantasie mi diverte molto”.

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I tuoi prodotti parlano un linguaggio multisensoriale. È vero che c’è un riferimento anche alle spezie?

“Istanbul attrae con la vista e con l’olfatto. Esiste un bazar interamente dedicato alle spezie, dove menta, zenzero e cannella creano una piramide cromatica che colpisce al primo sguardo. I miei cuscini richiamano queste nuance”.

Quale spezia definisce la casa secondo Les-Ottomans?

“Lo zenzero e la cannella, che hanno un gusto un po’ spicy, come le mie creazioni”.

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C’è un aspetto che ancora non conosciamo di Les-Ottomans che vuoi svelarci?

“Credo sia giusto ribadire che il lavoro di Les-Ottomans è frutto della collaborazione con designer affermati ed emergenti, con i quali sviluppo nuove idee, e soprattutto con un affiatato gruppo di artigiani di origine turca. Una mia amica una volta mi ha definito un “italiano con un’anima turca”. Io mi sento un promotore della Turchia, non solo attraverso i prodotti che offro. Se desideri fare un viaggio a Istanbul so indicarti luoghi e attività fuori dagli standard turistici, per scoprire la vera vita dei turchi. Dobbiamo uscire da certi clichè… Per quanto riguarda i prodotti, tra le novità ci sono dei cuscini in Suzane, fatti a mano, ricamati seta su seta. Poi ancora, elementi componibili come pouf e materassini adatti anche all’outdoor, perfetti per l’estate”.

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“Infine ho in progettazione dei cuscini in feltro, previsti per il prossimo inverno. Al Salone del Mobile vorrei anche presentare alcuni cuscini realizzati con tessuti provenienti dal Sud della Turchia, decorati con perline. Un divertissement più che un prodotto commerciale. Infine, vorrei sottolineare che le mie collezioni si rinnovano circa ogni sei mesi poiché i tessuti, telati mano, sono a fornitura limitata. Di una texture magari posso averne a disposizione solo pochi metri. Questo mi spinge a rinnovare le collezioni di continuo”.

Colori per accogliere

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Per concludere, una dritta per rinnovare la casa in poche mosse?

“Giocherei con tappeti, che amo molto, e cuscinoni da disporre per terra, ispirandosi alla tradizione delle case di Istanbul. Mi piacciono anche i sofà grandi, con molti cuscini. Un consiglio? Abbinate sempre almeno due o tre cuscini, di fantasie diverse, uno solo rischia di passare inosservato. Adoro le lampade, i piccoli dettagli decorativi. I colori, poi, fanno la differenza: il colore per me è accoglienza. In una casa con fiori e oggetti colorati mi sento sempre il benvenuto”.

 Testo: Roberta Zuliani
Intervista: Alessandro Balia
Foto: Les-Ottomans

Roberta Zuliani

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