Fashion? An industrial journey

I ricordi di una donna sono l’inizio della sua decadenza. E’ dal cappello di una donna che si può capire se vive o no di ricordi.” Così Oscar Wilde donava un’allure letteraria ad uno dei must have del guardaroba femminile. Non sappiamo se la nostra icona di stile vive o no di ricordi, di sicuro possiamo dire che… Vive di cappelli! Siamo sul Lago Maggiore, a Pallanza. In questo antico borgo di origine romana Carlotta Sadino, 29 anni e milanese nel cuore, ha deciso di stabilirsi dopo una vacanza estiva, per iniziare da qui il suo viaggio nella moda: creare interamente a mano i suoi prodotti tra artigianato e design, tradizione e novità.

Fashion, Design, Industrial, Vintage

Handmade with love

L’AtelierCarlottaSadino è un rarefatto tempio del fashion in cui lo spirito Industrial è padrone di casa e l’arredamento parla il linguaggio della moda. In questo laboratorio le mani di Carlotta hanno concepito “Notes from an italian journey”, una collezione di cappellini per l’autunno-inverno ispirati ai paesaggi del bel Paese. Niente è lasciato al caso: le sagome evocano romantici borghi italiani avvolti dalla foschia, la tavolozza dei colori è quella del mare d’inverno, le cuciture suggellano il bacio tra terra e cielo mentre le impunture ricostruiscono l’architettura dei palazzi storici. Il tributo all’italianità è raccontato attraverso gli occhi di Carlotta, un sentimento eterno e nostalgico sperimentato da chi ama il proprio paese e consapevolmente decide di tornarci dopo un’esperienza all’estero. Carlotta infatti, dopo la formazione artistica all’Istituto Marangoni di Milano, ha vissuto per due anni a Londra, dove ha trovato terra fertile per coltivare le sue passioni di arte e design. I matrimoni dei reali sulle copertine delle riviste ci hanno svelato usi e costumi degli inglesi nelle grandi occasioni, soprattutto in fatto di fashion e copricapi . E chissà se è un caso che proprio a Londra sia nata la sua passione per i cappelli…

Viaggio al centro del fashion

Fashion, Design, Industrial, Vintage

London rocks! Non è una novità il fatto che sia meta prediletta di giovani designer… Cosa c’è a Londra che manca in Italia?

Più che di mancanze credo si tratti di diversità. Nella mia esperienza personale Londra è stata come il primo vero amore: ti inebria, ti inonda di stimoli, ti dà un’energia e un senso di libertà che mai avevi provato prima. L’Italia è invece il compagno che scegli per la vita, che spesso ti fa arrabbiare, ma del quale non potresti mai fare a meno. Ne conosci i difetti e ne ami i pregi. A Londra ho avuto la possibilità di entrare in contatto con nuove realtà lavorative e di arricchire il mio bagaglio conoscitivo, ma è in Italia che ho deciso di mettere in pratica ciò che avevo imparato e di dar vita ad un brand tutto mio.

Vintage & Industrial: l’atelier dei sogni

Fashion, Design, Industrial, Ispirazione, Made-in-Italy

L’atelier è come un chiostro dimenticato evocato da un’epoca lontana in cui si incontrano spiriti vintage e contaminazioni Industrial della Londra ottocentesca… Come hai arredato il tuo laboratorio?

La veranda, ora adibita ad atelier, si trova all’interno di un edificio appartenente alla mia famiglia da più di duecento anni. In questi secoli si sono susseguite diverse generazioni ed ognuna di esse ha contribuito a plasmare questo ambiente. I mobili d’epoca, le pareti affrescate, i libri antichi e le vecchie foto sono tutti dettagli che hanno permesso di mantenere intatta l’atmosfera originaria del posto. Ciò che mi sono limitata a fare è stato riadattare quello che già era presente, secondo le mie necessità: ad esempio ho rispolverato una vecchia ghiacciaia dell’inizio del novecento trasformandola in un mobile da appoggio per il ferro da stiro e ho usato un antico baule per custodirvi i tessuti per i miei cappelli. Alle pareti, già adornate dagli affreschi, ho appeso solo due oggetti a cui sono molto legata, a livello affettivo più che scaramantico: un ferro di cavallo e una struttura romboidale con decine di campanellini. Entrambi erano completamente coperti di ruggine! Il primo proviene dalla casa dei miei nonni, il secondo l’ho acquistato durante una gita con il mio compagno sull’Isola di San Giulio. Abbiamo convinto la padrona a venderci quello arrugginito esposto all’esterno del suo negozietto piuttosto che quelli all’interno nuovi, perfetti e per noi assolutamente privi di fascino.

Made in Italy che passione!

Fashion, Design, Industrial, Dalani, Stile

“Notes from an italian journey”, la nuova collezione autunno-inverno ispirata agli incomparabili paesaggi italiani. Cosa significano per te i luoghi fotografati e come hanno nutrito le tue creazioni?

La mia nuova collezione è un tributo alla bellezza del Paese in cui vivo. Quando viaggio o visito un posto che mi trasmette delle emozioni cerco sempre di catturare un istante da custodire nel tempo. Tutto ciò che mi circonda influisce, a volte anche inconsciamente, su quella che è la mia parte creativa e l’idea di abbinare questi scatti alla mia nuova collezione è nata in modo del tutto naturale e istintivo.

Ispirazione & materia

Fashion, Design, Industrial, Vintage, Handmade

Viaggi, letteratura, arte e musica… Da cosa prendi maggiormente ispirazione?

Il contatto diretto con la materia è il momento più importante e di massima ispirazione, non so mai come sarà esattamente il pezzo finché questa fase non è completamente terminata. Inoltre tutto ciò che mi circonda influisce direttamente o indirettamente su quello che creo, ogni input può rivelarsi di assoluta importanza. La musica è compagna indiscussa di ogni mia giornata lavorativa, mentre la letteratura e l’arte sono parte integrante del mio quotidiano e di conseguenza del mio lavoro. Viaggiare e conoscere nuovi contesti socio-culturali è importantissimo e per un designer è sicuramente fonte di massima creatività, mi piacerebbe molto avere più tempo per farlo!

Design da indossare

Fashion, Design, Industrial, Design, Ispirazione

Chi si è avvicinato ai tuoi lavori ha affermato che sembrano avere un’anima… Quale parte della tua anima possiamo riconoscere nell’intreccio artigianale di cuciture, foderine e applicazioni?

La mia parte più primitiva, genuina e inconscia.

Un cappello per ogni occasione… E’ davvero un accessorio a cui non rinunciare? E per i più imbranati: come abbinarlo senza sbagliare?

Gli accessori hanno il potere di personalizzare e determinare il nostro look. Il cappello, in particolare! Ho notato che può influire molto sul portamento stesso della persona: chi lo indossa tende solitamente ad acquisire una postura estremamente eretta, elegante. Non credo ci sia un modo giusto o sbagliato di abbinare le cose, la moda è questione di gusto, ciò che piace a uno può non piacere all’altro… Meglio rischiare di storcere il naso ogni tanto piuttosto che vivere in un mondo omologato!

Intervista e testo: Cristina Allegretto
Foto: Carlotta Sadino – Foto slide: living4media

Cristina Allegretto

Hai già scaricato la nostra App?

Scopri l'App
Scopri l'App