Enzo Miccio - La sottile arte del ricevere

Si è imposto come icona di stile nel panorama italiano, portando tutti noi a porci almeno una volta la temuta domanda: “Ma come ti vesti?”. Wedding and fashion designer, event planner, conduttore televisivo e paladino del buon gusto. In due parole, Enzo Miccio. Dalani gli ha chiesto alcuni consigli per esibire una perfetta arte del ricevere in casa, tra feste e ospiti in arrivo.

Enzo Miccio, Consigli, Ma come ti vesti, Mise en place, Galateo

Enzo Miccio – Il buon gusto del ricevere

Esperto di Bon Ton, Enzo Miccio suggerisce innanzitutto quella che potremmo definire un’attitude, un approccio verso l’occasione di ospitalità che prevede il ricorso ad un certo tipo di buone maniere e l’evitare sapientemente alcune gaffes.

 

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Come arredare la casa secondo l’arte del ricevere?

I consigli di Enzo Miccio sono fondamentali per creare subito il feeling perfetto con quelli che saranno i nostri ospiti. Ma in che modo la casa può rispecchiare questa filosofia? Ecco alcune piccole accortezze per esercitare l’arte del ricevere… a regola d’arte.

L’ingresso – Chi ben comincia…

Il design oggi si evolve sempre più spesso in un linguaggio che vuole comunicare una sensazione rassicurante e familiare per gli ospiti che riceviamo. L’ingresso di casa è la chiave di volta. Quali sono i requisiti che questo spazio deve avere per dare un degno benvenuto?

L’ingresso di una casa deve essere come un biglietto da visita delle persone che vivono in quell’ambiente, deve raccontare la loro storia, le loro passioni e ovviamente il gusto personale delle stesse. Non esistono delle regole “fondamentali” e imprescindibili, io l’ingresso di casa lo immagino accogliente e luminoso, un vero e proprio racconto. Sì ad bel gioco di luci, un armadio a scomparsa per riporre gli oggetti, una parete di quadri o anche cornici vuote, alternate in forme e dimensioni, e ovviamente una composizione di fiori freschi posta su un tavolo consolle che segua perfettamente il design della casa.

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I luoghi di passaggio, come corridoi e anticamere, possono contribuire in questo senso, grazie a soluzioni che li rendano più vivibili. Come sfruttarli al meglio?
Questi luoghi sono spesso tristi e poco luminosi, in questo caso è fondamentale anche qui utilizzare un bel gioco di luci che dia vita a questi luoghi, sì agli specchi che rendono questi ambienti più spaziosi grazie alla prospettiva. Per sfruttarli al meglio però, soprattutto nel caso di case poco ampie, il mio consiglio è di utilizzare armadi a muro o soluzioni a scomparsa che permettano di ottimizzare e rendere la casa più spaziosa. In questi luoghi è anche possibile giocare con diversi colori delle pareti, quasi come a dividere i vari ambienti della casa. Trovo molto indicato anche riprendere il mix & match di cornici o quadri che avevo proposto per l’ingresso.

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In qualunque occasione, l’arte del ricevere si esercita in cucina. Qual è il design ideale dell’accoglienza? Spazi nei quali muoversi e di lavoro, quantità di accessori e complementi che non appesantiscano l’ambiente, errori da evitare e grandi must…
Anche qui non esistono soluzioni uniche o paradigmi da rispettare. L’arte del ricevere prescinde dal design, è insita nelle persone che esercitano l’accoglienza. La quantità di accessori e complementi dipende molto dall’ambiente e dal gusto personale, gli spazi dal numero di ospiti e dalla propria organizzazione. Per un aperitivo è secondo me fondamentale avere un’area lounge in cui le persone possano accomodarsi, in un ambiente rilassato e confortevole, sorseggiando bollicine e finger food. Per la cena placé non esistono “must” ma solo regole base, indipendentemente dal tipo di cena organizzata mai, e dico mai, piatti di plastica, bicchieri di plastica o tovaglioli usa e getta; non è chic e dimostra poca attenzione e disponibilità verso i commensali.

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A tavola: cosa prevede il galateo dell’autunno in termini di mise en place e presentazione?
L’autunno è la stagione in cui, insieme all’inverno, si celebra l’arte dell’accoglienza. E’ un tripudio di toni caldi che spaziano dall’arancione al rosso, fino ad arrivare al colore della terra. Per una mise en place che sia una vera e propria ode all’autunno scegliete i colori che la caratterizzano, come centrotavola composizioni di bacche, muschio, bosso saranno originali e ricorderanno un vero e proprio giardino autunnale, il sottopiatto sceglietelo colorato in contrasto con piatti di ceramica bianca, sì ai runner per una tavola moderna ed elegante . La regola, anche in questo caso, è portare l’autunno sulle nostre tavole, passando dalla mise en place ovviamente.

 

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Il problema più frequente quando si tratta di ricevere e ospitare è quello della poca disponibilità degli spazi. Come procedere, dunque? Soluzioni estensibili, trasformabili: quali sono le parole chiave?
La disponibilità degli spazi si può aggirare facilmente con una scelta chic e contemporanea, un leggero aperitivo a base di bollicine sul divano e una cena che non superi le 3 portate. Il dessert può essere serenamente servito nello spazio dell’aperitivo scegliendo dolci monoporzione o al cucchiaio che è possibile consumare anche in piedi o seduti sul divano.. Se non si dispone di spazi adeguati per una cena placé, ma non si vuole rinunciare a questa, sì alle soluzioni estensibili, purché non si mostri agli ospiti il momento in cui si prepara la tavola, non è elegante.

 

 

Foto: Enzo Miccio – Dalani – living4media

Alessandro Balia

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