Blank - Il design? Un affare di coppia... e di equilibrio

Il design è anche una questione di coppia. Siamo stati a trovare Michele e Valeria, architetti che alle porte del centro storico di Parma hanno dato vita a “Blank”. Molto più di uno showroom. Un luogo dalle molteplici anime, dove progettazione ed esposizione coesistono in un contesto dalla connotazione domestica. Spazio emozionale, concept store, studio: elementi che, come accade nella vita, convivono con i propri equilibri e disequilibri.

Blank, Arredamento, Casa, Design, Outdoor, Trend

Qual è la vostra storia? Quando avete deciso di lavorare insieme?

“Ci siamo conosciuti all’università. Da quel momento, oltre che a livello professionale, abbiamo avuto modo di approfondire la conoscenza delle reciproche professionalità. Scoprendo lati negativi e positivi. Fino a quando abbiamo preso consapevolezza di voler realizzare qualcosa insieme, anche a livello lavorativo.”

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“Non volevamo dare vita ad un semplice studio di progettazione. Abbiamo raccolto parte dell’eredità della famiglia di Michele, da tanti anni nel commercio, affrontando la sfida di creare un luogo che potesse coniugare la dimensione progettuale e quella espositiva, dedicata alla vendita.”

Design, arredamento e casa – Blank: la filosofia della trasparenza

Il vostro è dunque molto più di uno showroom…

“Assolutamente. Cercavamo uno spazio che si prestasse a tutte le esigenze. Strutturalmente era tutto molto diverso. Abbiamo stravolto l’impianto originale per rendere immediatamente percepibile la nostra duplice anima. Ecco, volevamo essere trasparenti, nel nostro modo di lavorare, di rapportarci con i clienti, in un luogo che fosse innanzitutto vivibile. Proprio come una casa. Esattamente ciò che Blank è diventato per noi, considerando il tempo che vi trascorriamo.”

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Ma perché “Blank”?

“Come spesso accade nei nuovi inizi, partendo da un’attività di famiglia, volevamo un suono che evocasse un cambiamento. Blank rappresenta la volontà di azzerare, senza cancellare, ciò che è stato e ricominciare da capo. La parola risponde essenzialmente a due esigenze: da un lato, vuole essere d’impatto, quasi un’esclamazione. Dall’altro, ha una connotazione decisamente internazionale, perfettamente contestualizzabile in situazioni diverse.”

Cosa rappresenta la linea diagonale del vostro logo?

“L’equilibrio. Questo concetto è parte fondamentale della nostra vita. E’ un segno inclinato, in bilico tra equilibrio e disequilibrio, elementi riconducibili anche alle scelte che si compiono nella vita di tutti i giorni. Volevamo un segno riconoscibile ma molto semplice, come la linea può essere. Questa rafforza ulteriormente l’idea di ripartire da zero, un punto di partenza. E richiama anche la distinzione tra le nostre anime creative.”

Quello che colpisce di Blank è il suo essere chiaramente un concept store, dove due ambienti living convivono in una dimensione domestica…

“Tutto è venuto naturale, il trattare gli spazi come fossimo a casa nostra. Anche perché ci passiamo moltissimo tempo. Ci piace pensare ai nostri clienti come a graditi ospiti. Questo li aiuta anche a sentirsi a proprio agio, ad esprimere liberamente le proprie esigenze e ad instaurare un rapporto di fiducia con noi.”

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“Gli spazi sono tutti aperti. Il punto di partenza è stato appunto quello della trasparenza. Che rispecchia il nostro rapportarci al cliente senza nessun tipo di imposizione o costrizione. Inoltre, la struttura riflette l’evoluzione che il concetto di casa ha subito nell’ultimo decennio. Questa non è più costituita da piccoli spazi ben definiti. Sempre più spesso la strada è quella dell’open space, con, ovviamente, piccoli angoli separati a livello strutturale. Il living è in continuità con la cucina e la zona giorno.”

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A questo proposito, voi avete ricreato dei micro ambienti in termini living in cui l’elemento ricorrente è il tappeto. Qual è il suo ruolo nel contesto progettuale di una casa?

“L’utilizzo del tappeto aiuta a definire gli spazi quando non ci sono pareti. Diventa quasi un’isola che determina gli ambienti secondo la funzione. Non esiste uno schema. Una cosa da evitare è sicuramente quella di appoggiare un mobile o un contenitore su di esso. Il tappeto è infatti più legato alla seduta e alle zone dedicate al relax e alla conversazione.”

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“Inoltre, il tappeto deve avere una lunghezza maggiore di quella del divano o del letto. Deve essere chiara la percezione che sia quest’ultimo ad essere incluso nello spazio definito dal primo. Senza dimenticare il potere che tale elemento ha di far apparire più grandi ambienti che, per la loro struttura open, sembrano invece più piccoli. A livello cromatico, bisogna sempre creare un lieve contrasto cromatico con le tonalità del pavimento e del divano. Si può giocare con sfumature più chiare o più scure, per non perdere comunque una precisa leggibilità degli elementi.”

In tale contesto, la tavola diventa quella sorta di linea che allo stesso tempo divide e collega i diversi ambienti. E’ così?

“Sì, oggi le persone si ritrovano sempre più spesso attorno alla tavola. Un po’ per la cultura massmediatica che ci circonda, un po’ a causa delle mutate esigenze. Un tavolo separa nettamente la cucina vera e propria e la zona living. E poi, il cibo ottimizza il poco tempo che oggi rimane per la condivisione con parenti e amici.”

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Quindi, assolutamente no a schienali troppo alti e ingombranti?

“Esatto. Una volta questi avevano un significato di formalità. Oggi questo non vale più. Il trend attuale prosegue la trasformazione di sedute dedicate alla conversazione. Il divano diventa quasi un secondo letto: ci si sdraia, lo si vive in maniere sempre diverse, anche rispetto alle differenti fisicità. A questo si affianca sempre più la scelta di complementi flessibili. Non più rappresentativi di una soluzione sempre uguale, ma in continuo divenire nell’adattarsi ad esigenze personali.”

La fotografia è evidentemente un’altra vostra passione…

“Esatto. Sentendoci a casa, abbiamo condensato in Blank le nostre passioni. La fotografia ci aiuta a definire spazi e sensazioni a loro connesse. Organizziamo mostre di artisti che ci colpiscono. L’arte è un elemento distintivo dell’ambiente.”

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E ad ogni quadro la sua luce?

“In tale contesto, per mettere in evidenza elementi a parete o nicchie si può optare per illuminazioni più strutturali, come faretti incassati al soffitto e direzionabili, allo scopo di creare uno scenario diverso in funzione di ciò che vogliamo mostrare. A rinforzare il tutto, si possono usare lampade più decorative che possono offrire anche una luce indiretta, per evitare un effetto troppo Art Gallery.

Come si scelgono le luci per una casa?

“La casa cambia volto nel passaggio giorno/notte. Il tema luce è piuttosto complesso. Quello che di solito colpisce di più è l’impatto estetico, ma bisogna considerare il tipo di luce che un modello produce. Si deve affrontare il discorso su diversi profili. In camera da letto è adatta una luce più soffusa e rilassante, la zona living richiederò invece una maggiore potenza.”

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“Non abbiamo una preferenza tra luci funzionali e d’atmosfera. Non si può ragionare solo in un senso. Ci sono, nella vita quotidiana, momenti diversi che rispondono ad esigenze diverse. Si possono usare dei pezzi iconici, con un loro design fortemente riconoscibile, come la lampada Arco di Flos. magari da posizionare su un tavolo durante una cena intima tra amici. Ma questa va poi affiancata ad altre con caratteristiche illuminotecniche maggiori, come la Toio e la Parentesi, che vanno poi a rafforzare il fascino del pezzo più importante e scultoreo.”

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Trend outdoor interiors

Una facciata di Blank affaccia su un bellissimo angolo outdoor, nel quale ci sembra di ritrovare un trend di divisione degli spazi declinato en plein air…

“Non essendoci più nette separazioni negli ambienti indoor, cambia anche il concetto degli spazi esterni, secondo una tendenza nordica che porta a vivere maggiormente queste zone. Grandi vetrate ricreano sicuramente un effetto di continuità, ma la risposta più grande è quella richiesta dalla ridotta disponibilità delle dimensioni indoor. Anche all’esterno si ripropone quindi lo schema della zona pranzo e di quella living. Il giardino o il terrazzo sono sempre più spesso considerati come la stanza in più. Tendenza confermata anche dal crescente numero di cucine per esterni che vengono richieste.”

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Equilibrio e disequilibrio come concetti fondamentali della vostra vita professionale. E perfetta chiusura per il nostro incontro. Qual è la componente di equilibrio/disequilibrio che ognuno di voi porta con sé?

Michele: “Io ho una componente relazionale molto forte che mi permette di creare subito un feeling con i nostri clienti. Questa è sicuramente la mia parte equilibrata. Per quanto riguarda il disequilibrio…”

“La scarsa capacità di condividere informazioni in momenti di forte stress e di impegni – interviene Valeria – Un elemento che porta un po’ di complessità nel nostro quotidiano professionale. Io ho invece un’anima più razionale, che mi permette di seguire meglio la parte di progettazione e burocratica. Il mio disequilibrio? Non riesco a essere puntuale, specie la mattina quando vengo a lavoro.”

Michele: “Come tutte le donne, ha bisogno di più tempo per prepararsi. Un più che ogni tanto diventa un troppo. Ma, come si dice, l’amore vince su tutto.”

 

Foto: Francesco Romeo per Dalani

 

Alessandro Balia

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