Le Corbusier

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Le Corbusier:scopri di più su Dalani

Non aveva l'istinto dell'Archistar, lo svizzero Charles-Edouard Jeanneret-Gris, in arte Le Corbusier: i suoi edifici non erano fatti per stupire, ma per rispondere alle esigenze di chi vi avrebbe abitato, pregato, studiato e lavorato. Per lui l'architettura è un "prodotto dei popoli felici", oltre che un "fattore della felicità dei popoli". Dalani ama l'arte e il design e vuole immergersi nel pensiero di uno dei più importanti architetti che hanno segnato la storia. Love your home!

Le Corbusier: dal pensiero al progetto

Tra i progetti di Le Corbusier, non possiamo dimenticare il “Centre” di Zurigo, nel quale si ispira probabilmente a Mondrian , il pittore dei quadrilateri colorati a tinte primarie. Un’opera singolare per l’architetto svizzero che non cercò mai di dare spettacolo con le sue realizzazioni, a differenza di tante archistar dei nostri tempi correnti. Le Corbusier a metà degli anni venti divenne l’emblema del Movimento Moderno, teorizzando un’architettura funzionale, razionale e dal linguaggio universale. Dal suo studio di Parigi, che lui appellò il “laboratorio della ricerca paziente”, maturò numerose delle sue scelte. Definì l’edificio come “macchina per abitare”, precisando che non deve schiacciare l’uomo, ma al contrario, deve rispondere a tutte le sue necessità. Lo spazio a misura d’uomo fu da Le Corbusier chiamato “Modulor”una gamma di misure armoniose per soddisfare la dimensione umana, applicabile universalmente all’architettura e alle cose meccaniche. Era evidente una concezione meccanicistica e seriale di “nuove unità di abitazione”. Quelle di Marsiglia, ad esempio, prime di una serie di progetti analoghi realizzati in altre località francesi, rappresentarono la parziale concretizzazione dell’ideale della Ville Radieuse, la “città radiosa”, teorizzata da Le Corbusier nel 1933. Culmine dei piani urbanistici del grande maestro di architettura fu la fondazione di un’intera città. Correva l’anno 1951 e nasceva Chandigarh, definita in seguito “una città nuova, simbolo della libertà dell’India e della libertà dal retaggio del passato, un’espressione della fiducia della nazione nel futuro”.

Le Corbusier tra pittura, scultura e viaggi

Le Corbusier si dedicò anche alla scultura, alla pittura e alla realizzazione di pezzi considerati pietre miliari del design contemporaneo . Lavorò a prestigiosi piani urbanistici così come alla costruzione di singoli edifici: dalla Petite Maison alla Ville Savoye di Poissy, dalla straordinaria Cappella di Notre-Dame du Haut all’essenziale Cabanon, il suo amato “buen retiro” di Cap Martin dove trascorse lunghe vacanze al mare e dove infine morì nell’agosto 1965.

Le Corbusier, uomo curioso e dal genio indiscusso, fu anche un viaggiatore instancabile. Durante i suoi viaggi redigeva intere pagine di appunti, schizzi, disegni e annotazioni che gli sarebbero serviti come base concettuale per l’elaborazione delle sue meravigliose opere.

Tra le sue numerosissime innovazioni, meritano di essere ricordati i cinque punti della moderna architettura:

  1. i pilotis
  2. il tetto-giardino
  3. la pianta libera
  4. la facciata libera
  5. la finestra a nastro

Questi importantissimi concetti, per l’epoca nuovi, hanno contribuito alla creazione di strutture ancora oggi di assoluta rilevanza nel campo dell’architettura contemporanea.

Le Corbusier: Natura, Rivoluzione Indutriale e Tecnologia

Le Corbusier capì subito che non solo l’osservazione della Natura, ma soprattutto la consapevolezza che la Rivoluzione Industriale e il progresso tecnologico avrebbero cambiato per sempre la coscienza estetica dell’uomo. C’era la necessità di creare un nuovo linguaggio progettuale  che valorizzasse la centralità dell’individuo in rapporto alle contaminazioni del mondo esterno. Tra i suoi numerosi viaggi, ricordiamo quelli in Europa, fondamentali  per la sua formazione artistica. Grande fu la sua meraviglia insieme allo stupore per l’architettura rinascimentale e barocca scoperta in Italia. Potente fu il fascino esercitato su di lui dallo spirito mitteleuropeo di Vienna e Budapest, impareggiabile anche la sintesi che Le Corbusier seppe trarre da così tanti e variegati influssi. Le Corbusier riuscì ad armonizzare efficacemente due caratteri del Liberty europeo: la tradizione francese – il motivo floreale – e quella tedesca, caratterizzata da un maggiore rigore geometrico. Per quanto concerne i materiali utilizzati nelle realizzazioni di Le Corbusier, il cemento armato è certamente in pole position: passione, studio e impiego di questo materiale, allora rivoluzionario, prese piede proprio partendo dal grande maestro svizzero che lo inserì attivamente per apportare maggiore solidità alle strutture da lui progettate. Per Le Corbusier, grazie al Movimento Moderno si falca una grande epoca, nasce uno spirito nuovo, ambasciatrice anche la produzione industriale. Le Corbusier sostiene che l’architettura soffoca nelle troppe tradizioni e che gli “stili” sono una menzogna. Pensa che lo stile sia un’unità di principio che anima tutte le opere e che sia solo il risultato di un particolare sentire. La nostra epoca fissa ogni giorno il proprio stile, ma i nostri occhi – sfortunatamente – non lo sanno ancora distinguere.

All’obiezione di chi storceva il naso davanti alla sua idea e alla sua sfida quotidiana di inserire un’architettura moderna all’interno di un centro storico, Le Corbusier semplicemente rispondeva: “essere moderni non è una moda, è uno stato. Bisogna comprendere la storia e chi la comprende sa trovare la continuità tra ciò che era, che è e che sarà.”

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