Design italiano

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Design italiano:scopri di più su Dalani

Il detto “Made in Italy” è da sempre una garanzia per l’eccellente qualità dei prodotti, per un design fresco e per uno status cult. Ma com’è possibile che il design italiano anticipi le tendenze sia nel campo del fashion sia in quello dell’interiori design? La nascita del marchio italiano “Made in Italy” ci porta indietro nel ventesimo secolo, nella bellissima Milano.

Ma cos’è esattamente il design italiano? E dove risiedono le sue radici? Perchè viene così amato e ha così tanto successo?  E quali sono i migliori rappresentanti del design dei mobili italiani? Adesso risponderemo a tutte queste domande. Registrati gratuitamente: ogni giorno online tantissime proposte di mobili e accessori per arredare la tua casa con stile. Lasciati ispirare da Dalani!

Design Italiano: le sue radici

Il design Italiano affonda le sue radici nella ricca e varia arte popolare che ha sempre avuto a che fare sia con l’arte che con la manualità. Vetro, porcellana e altri materiali di lusso, sono da sempre stati le migliori rappresentanti per città come Venezia o Firenze. Queste ampliarono nuovamente la loro ricchezza, la loro forza e la loro creatività nel rinascimento in quanto erano diventate importanti centri di commercio e, grazie a questo, esse poterono avere anche un ampio flusso di merce proveniente da paesi stranieri, venendo a contatto con diverse culture. All’inizio del ventesimo secolo, al tempo del lusso e del movimento dellArt Nouveau, l’Italia potè rivivere la sua epoca d’oro e presentò beni di lusso alla mostra internazionale di Torino del 1902 tornando, ancora una volta, al suo massimo splendore. Il design italiano trionfò e questo trionfo dura fino ai giorni nostri.

Il design italiano durante la seconda guerra mondiale

Nella seconda guerra mondiale l’influenza del fascismo sul design italiano è stato piuttosto evidente. Il design moderno tedesco piaceva ai fascisti, influenzando il design italiano e vi fu, infatti, una fusione tra i due stili. La tradizione del design italiano unitamente ai principi del design moderno nel 1920 portò alla creazione di un movimento particolarmente significativo per gli architetti e i designer del razionalismo italiano.

Il razionalismo italiano vede nella logica degli oggetti il suo punto di riferimento per creare qualcosa che sia bello, prendendo anche alcune forme dalla tradizione classica in modo da avere una fusione ideale tra le due.  Successivamente questo movimento si stabilizzò, diventando un vivace movimento facente parte della corrente moderna arrivando ad avere un proprio giornale e dei propri produttori di beni culturali.

Nel 1930 venne fondata la triennale di Milano, una mostra molto importante per l’industria del design italiano. La seconda guerra mondiale, però, interruppe quello che era un florido sviluppo per il deisgn italiano.

Il design italiano nelle sue forme più pregiate

Nonostante tutto, il dopoguerra offrì nuove chance all’Italia: infatti dopo la guerra vi furono molti edifici da ricostruire e gli artisti italiani colsero questa possibilità vedendola anche come un’opportunità per poter sperimentare nuove forme e nuovi spazi per un design italiano rinnovato. Architetti e designer del calibro di Achille Castiglioni, Gino Valle, Ettore Sottsass, Vico Magistretti e Ernesto Nathan Rogers, diressero i lavori e poterono dare sfogo alla loro creatività e al loro genio con opere che incontrarono il gusto della tradizione, ma in chiave moderna. Inoltre,  essi resero Milano un centro indiscusso di cultura e un punto di riferimento per il design.  Da questo momento in poi l’italia non smetterà di stupici. Una rappresentante del design italiano contemporaneo è, per esempio, Patricia Urquiola che affascinò e conquistò tutto il mondo durante l’epoca delle fiere del design.

Il design italiano e i mobili

Il design italiano ha introdotto numerosi cambiamenti nel mondo dei mobili, che oggi sono riconosciuti come classici in tutto il mondo. Di seguito vi riportiamo alcuni dei meravigliosi mobili di design e accessori.

• 1951: La linea di vasi “Pezzato” di Fulvio Bianconi, prodotti da Venini, conquistarono negli anni cinquanta le case di tante famiglie. Le loro forme geometriche e i loro colori estrosi, furono molto imitati anche negli anni successivi da numerosi designer. Questo fu un esempio di successo del design italiano.

• 1957: Gio Ponti, fondatore del Magazine di punta “Domus” e una delle ragioni del sucesso della linea di design Cassina, progettò la sedia superleggera, che include una meravigliosa combinazione di linee moderne e di charme tradizionale. Qui si può osservare come siano collegate la tradizione classica e quella moderna.

•1962: la lampada ad arco rese famosi i fratelli Castiglioni. Il mix tra una lampada normale e una pensile incantò tutti ed è celebre e ampiamente apprezzata ancora oggi. Questa è una delle forme più pregiate di design italiano.

• 1965: Gino Valle ideò per Solari Udine l’orologio a muro Cifra 6010, che conquistò il mondo: il display mostrava per la prima volta le cifre a numero , garantendo estrema precisione grazie a un esatto sistema di calcolo. Nuovamente il design italiano mostra anche la sua preparazione nell’ambiente tecnico.

• 1969: Up, una scultura seduta Pop-Art creata da Feder Gaetano Pesce, fu prodotta da B&B Italia e, grazie alle sue forme curvilinee e ai suoi colori forti, è l’opera che più rappresenta gli Swinging Sixties degli anni sessanta.  Ancora una volta il design italiano trionfa.

•1970: Mezzachinera, un nome poetico per una lampada poetica di Vico Magistretti. Il bianco latte del Metacrilato, dall’estro nobile, sembra brillare di luce propria. Questo è solo un esempio di come il design italiano possa stupire con incredibili forme.

•1978: Alessandro Mendini, una delle menti creative di Alessi, si presentò come responsabile delle sedie Proust. Prodotte dallo studio Alchimia con una silhouette regale, queste si presentano con dei colori profondi, che le fanno sembrare come se fossero finiti in una tempesta di colori e coriandoli. 

• 1986: la lampada Tolomeo esiste in diverse forme e in diversi colori, e proprio grazie alle sue forme è oggi diventata un archetipo tant’è che facciamo fatica a riconoscerla come una semplice opera di design.  Con questa opera, Michele de Luchhi, voleva liberarsi da tutte le precedenti influenze presenti creando qualcosa di nuovo. Ancora una volta il design italiano non si smentisce.

• 1998: Citterio 98, il set di posate di Antonio Citterio e Glen Oliver Löw, è in acciaio inossidabile e si presenta in forme morbide e accattivanti. I cucchiai, le forchette e i coltelli con delle forme giovani, sono state create per essere facilmente utilizzabili.

• 2007: Patricia Urquiola conquista il mondo intero con il suo design decorativo dallo stile semplice. Una delle sue opere più classiche, che presente delle linee graziose e  arricchite di humour è la linea da bagno Pear. Il design italiano ha così trovato una degna discepola per la propria storia. Il design italiano ha continuato a stupirci di generazione in generazione e lo farà anche in futuro. Speriamo con tutto il cuore che questa storia continui ad andare avanti portando avanti design e tradizione.

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